Noisy Naples Fest giorno 2, Napoli balla coi Planet Funk, Subsonica e Kasabian
Musica
Introduzione
La Mostra d'Oltremare, venue dei concerti del Noisy Naples Fest, evento musicale lungo due giorni che ha portato a Napoli il 23 luglio, tra gli altri, i Bluvertigo, gli Skunk Anansie e i Franz Ferdinand (IL RACCONTO DELLA SERATA), ha fatto spazio venerdì 24 luglio al sound, dance, elettronico e rock dei Planet Funk, gruppo musicale che ha aperto i live della seconda serata che ha visto le esibizioni dei Subsonica e dei Kasabian, nella loro unica data italiana per questa stagione.
Quello che devi sapere
Una grande dance floor all'aperto
Dieci mila persone ogni sera per il Noisy Naples Fest 2026, con biglietti esauriti per molti settori per la kermesse che quest'anno ha portato a Napoli il rock internazionale per una due giorni di musica imperdibile inquadrata in un format rivoluzionato, che richiama quello dei grandi festival europei.
La seconda e ultima giornata è stata all'insegna dell'elettro-rock con gli spazi all'aperto della Mostra, col palco allestito nel Viale delle 28 Fontane, trasformati in una grande dance floor.
I Planet Funk hanno ritrovato Napoli, città importante per la loro storia. I Kasabian tornano otto anni dopo. I Subsonica hanno presentato al Festival i brani del tour estivo "Terre Rare 96-26", in corso fino a settembre.
Come è andata, un concerto alla volta.
I Planet Funk sono tornati (e alla grande)
I Planet Funk sono il primo gruppo nella line-up della giornata, dalle 19 alle 20, un'ora indimenticabile per i fan del collettivo che a quindici anni dall'ultimo album in studio ha pubblicato Bloom lo scorso gennaio a cui sono legate le date del "Bloom Tour", tournée che riunisce i due cantanti storici, Dan Black e Alex Uhlmann, sul palco coi due fondatori Alex Neri e Marco Baroni.
Con la scaletta scorrono le hit che hanno fatto ballare due o più generazioni di amanti della dance elettronica, genere che il gruppo ha fuso con pop e rock creando una amalgama di cui sono stati pionieri. Nei primi del Duemila non c'era un club né un'arena in Europa dove non si ballava sulla voce inconfondibile di Dan Black. Magnetico, il cantante inglese ipnotizza ancora il pubblico sui brani trascinanti di Non Zero Sumness, che conteneva la hit globale Chase The Sun. Si dividono la scena lui e Alex Uhlmann, voce dei Planet dal 2011, che apre con Everyday, poi c'è il primo nuovo singolo Feel Everything. I Planet Funk non hanno perso la loro identità, anzi.
The Switch, I Get A Rush (pubblicato nel 2025), Inside All the People sono una sequenza straordinaria. Si salta e si intonano cori. Dan Black si diverte col pubblico. Alex Uhlmann invita tutti a guardare in alto: Another Sunrise è una dedica che ogni volta fanno dal palco ai membri del gruppo che non ci sono più. Napoli è un posto speciale per tutti, la storia dei Planet Funk e molte incisioni importanti sono nate proprio qui. La folla li premia con un abbraccio incredibile. Si chiude con la cover di la cover di These Boots Are Made for Walkin' del 2011 e Who Said. Un'ora di musica è volata via, tutti ne vorrebbero di più.
Subsonica, la festa piena di omaggi per i 30 anni di carriera
È iniziata un mese fa l'estate sul palco dei Subsonica, una stagione più che speciale, quella dei loro trent'anni di carriera. "Terre Rare 96-26" è la tournée che accompagna l'unicesimo disco del gruppo di Torino, Terre Rare, fuori lo scorso marzo, una esplorazione in territori lontani all'insegna della contaminazione.
Celebrare un anniversario, del resto, significa proprio questo: essere grati per ciò che è stato e per quello che si ha e i Subsonica godono di un amore incondizionato da parte di un pubblico che li segue fin dal primo giorno e che continua a crescere insieme a loro. Si parte con Onde quadre, 1997 in questo viaggio trentennale. "Benvenuti nel 1996!", grida Samuel. All'epoca si ballava, dice, e anche adesso. Napoli risponde all'affetto della band che torna nella città dove sono stati "adottati" dai fratelli 99 Posse, ricorda il cantante. Mani in alto e tanta, tantissima energia. Liberi tutti, Aurora sogna, Nuova ossessione, Nuvole rapide, sequenza di pezzi storici interrotta da Radio Mogadiscio, primo singolo dell'ultimo disco, un inno alla libertà.
Per questo compleanno la band si è regalata un disco nuovo e un viaggio in Nordafrica, racconta Samuel. Dal Marocco i Subsonica sono tornati con strumenti locali e un'idea della musica appresa sul posto che sposano totalmente.
La musica è cura, rituale, "Non è un ritornello da regalare a un'estate", aggiunge il cantante. Straniero, Ghibli e Grida sono l'occasione per parlare di quello che sta succedendo. Il primo brano è realizzato con TÄRA, cantautrice italiana di seconda generazione di origine palestinese, una delle tante persone che non si sentono a casa da nessuna parte. Max Casacci prende la parola: c'è da ster attenti in questo momento per non ripetere gli sbagli del passato. Occorre proteggere la democrazia, un gesto rivoluzionario. Poi si torna alla musica e al loro passato di band, dove c'è tanto di bello. Inclusi gli inizi, stagione condivisa coi Bluvertigo, che hanno suonato sul palco di Napoli il giorno prima, a cui va la dedica su Discolabirinto, in memoria di quando erano sempre insieme in cartellone. "Loro erano più fighi", scherza Samuel.
Dopo, ancora un omaggio, a Battiato con Up Patriots to Arms, "La musica contemporanea, mi butta giù", il pubblico salta fino alla fine, Tutti i miei sbagli che non è l'ultimo brano. Si chiude con Strade, da Microchip emozionale, 1999. Tutto è ancora in movimento.
Kasabian, l'ora dell'indie rock
Alle 22:30 spaccate, come da programma, scocca l'ora dei Kasabian, che a Napoli mancavano dal live del 2018. Quella nel capoluogo partenopeo è un'occasione unica per i fan italiani di ascoltare la band di Sergio Pizzorno, un'ora e mezza di sound fragoroso che riporta tutti sulle frequenze della stagione del dominio dell'indie rock alternativo, in cui la band inglese occupa un posto di primo piano.
A loro tocca chiudere l'intera kermesse e lo fanno alla grande, con una scaletta che spazio in un repertorio che copre due decenni e arriva all'ultimo disco Act III, il cui titolo che campeggia anche sullo schermo principale.
Primo brano Club Foot, poi Call e Hippie Sunshine, dal 2004 al 2026. Pizzorno ha origini italiane e tifa per il Genoa, sul palco di Napoli arriva con una maglia che omaggia la nazionale azzurra. Lui parla un po' italiano. "Vi amo Napoli" e poi "Italia, siete il posto più bello del mondo".
Ma non c'è tempo per dire di più, la scaletta concede poche tregue. Una, graditissima, è Goodbye Kiss, ormai un classico, suonato con la chitarra acustica in aggiunta. La scaletta non tralascia nessuna epoca della loro discografia, da Days Are Forgotten (2011) a LSF, che ha lanciato il loro successo.
Si continua a ballare con Release the Pressure, singolo di inizio 2026 realizzato in con Calvin Harris. Nel bis due brani attesi di fan: Bless This Acid House e Fire, una vera hit degli anni Dieci del Duemila.