Introduzione
Dall'attesissimo medley di Laura Pausini al premio alla carriera consegnato a Caterina Caselli, passando per l'apparizione a sorpresa di Gianni Morandi e per le gag di Alessandro Siani, ecco cos'è successo sul palco dell'Ariston venerdì 28 febbraio
Quello che devi sapere
Laura Pausini incanta l'Ariston con un medley potente
La quarta serata del Festival di Sanremo 2026, quella dedicata alle cover e ai duetti (LA CLASSIFICA), si è accesa fin dai primi minuti grazie a Laura Pausini, che ha scelto di presentarsi al pubblico dell'Ariston con un medley costruito su tre brani fondamentali della sua carriera: Ritorno ad amare, Immensamente e Io canto. Tre canzoni diverse per periodo e atmosfera, ma accomunate da un filo sottile e preciso: la centralità assoluta della voce, il sentimento dichiarato senza filtri, l'identità di un'artista che non ha mai avuto bisogno di inseguire mode per restare contemporanea. La scelta dei brani non è sembrata casuale. Pausini ha costruito una piccola narrazione emotiva, un racconto di sé che parte dall'amore, attraversa l'immensità del sentimento e si chiude con la celebrazione del canto come atto primario, quasi vitale. A chiusura del medley Carlo Conti ha raggiunto Pausini sul palco e, sorprendendola, le ha chiesto del suo chitarrista e marito Paolo Carta: "Ah, iniziamo subito col gossip", ha scherzato lei.
Siani e Conti: "Sanremo è una condizione permanente dell'anima"
Alessandro Siani e Carlo Conti hanno regalato un siparietto battezzato "Perché Sanremo è Sanremo", una sorta di manifesto ironico e affettuoso dedicato alla kermesse più amata - e chiacchierata - d'Italia. Il tono è quello del doppio, classico della commedia: Conti lancia, Siani ribatte, e ogni battuta colpisce nel segno. Si parte con un omaggio a Pippo Baudo, figura a cui questa edizione è dedicata, e si va avanti scivolando tra autoironia e cultura pop sanremese. "Sanremo è Sanremo perché ha 76 anni di vita, musica, imprevisti, polemiche, ma è sempre giovane, esordisce Conti. E Siani: "Perché ha 76 anni ma ancora in attività: l'età pensionabile si è allungata assai". Quando Conti evoca la celebre frase "Marco se n'è andato e non ritorna più". Siani corregge il tiro: "No, quello è Bugo. Ora c'è Morgan, che se n'è andato, è tornato, se n'è riandato, forse spunta di nuovo, mentre Al Bano si è incazzato". "Una canzone dura tre minuti ma può restare per una vita", dice Conti. "Una puntata dura tre ore ma può sembrare una vita", gli fa eco Siani. Il finale è quasi poetico, nel senso più sanremese del termine: "Sanremo è l'unica città che quando la nomini non serve aggiungere, l'unica città per cui si può dire: ho fatto Sanremo, ho vinto Sanremo, è finita Sanremo. Sanremo è il contrario di tutto. Non è una città, è una condizione permanente dell'anima".
Levante e Gaia, il bacio su "I maschi"
Levante e Gaia hanno portato sul palco una cover di I maschi di Gianna Nannini. E, la loro performance, si è chiusa con un bacio sulle labbra da cui l'inquadratura ha subito staccato. Le due artiste hanno costruito un'esibizione carica di complicità e sensualità. Inizialmente distanti sul palco, nel corso della performance si sono avvicinate tra sguardi ammiccanti, movimenti sensuali e una coreografia che non è passata inosservata. La scena del bacio è stata mandata in onda con un'inquadratura ristretta e lontana, rispetto all'intera esibizione che invece era stata ripresa con i volti in primo piano. E, sui social, è scoppiato il caso. I commenti hanno inondato X in pochi minuti, e il momento è diventato virale grazie ai video amatoriali e le foto diffuse sul web. Sul palco, subito dopo, è tornato un clima leggero grazie alla reazione di Carlo Conti e Laura Pausini. La conduttrice, sorridendo, ha commentato: "C'è amore". Conti, con la sua ironia, ha chiesto a Gaia: "Chiamo io o chiami tu?", riecheggiando il tormentone della cantante in gara l'anno precedente. Lei ha risposto: "A questo giro chiama lui". Poche ore dopo, il regista del Festival Maurizio Pagnussat ha smentito le accuse di censura: "Mi sarebbe piaciuto riprenderlo se l'avessero fatto un attimo prima, ma c'è un rituale per il cambio di palco", ha spiegato.
Gianni Morandi a sorpresa con Tredici Pietro canta "Vita"
La sorpresa più emozionante della serata delle cover non era in scaletta. Tredici Pietro, al secolo Pietro Morandi, figlio d'arte alla sua prima partecipazione al Festival, aveva scelto come cover Vita, il brano che Gianni Morandi incise insieme a Lucio Dalla. Ma la scelta del brano era già di per sé un messaggio. E il messaggio si è compiuto del tutto quando, a sorpresa, sul palco dell'Ariston è entrato proprio lui: Gianni Morandi. Il brano è stato rivisitato con l'inserimento di alcune strofe rap, trasformandolo così in un pezzo generazionale tra passato e presente. Gianni Morandi ha avuto un calo di voce per la commozione alla prima parola, poi si è ripreso, accolto con una ovazione e cori a fine esibizione. Il teatro dell'Ariston in piedi, come raramente accade, non per un effetto scenografico ma per qualcosa di autentico: un padre e un figlio sullo stesso palco, su una canzone che porta il nome del padre stesso. Il momento più bello è arrivato dopo l'esibizione, con uno scambio di battute che ha strappato sorrisi e qualche lacrima. Carlo Conti ha detto a un commosso Morandi: "Gianni, questa è casa tua". E Gianni, emozionatissimo: "Ero tesissimo. Come sono andato?". Tredici Pietro ha replicato: "Secondo me sei andato molto bene. Si vede che l'hai fatta un paio di volte": Il risultato è stata un'esibizione tenera, che ha celebrato insieme la storia della musica italiana e il rapporto tra padre e figlio, il confronto tra due generazioni artistiche. Da una parte Gianni Morandi, ottant'anni portati con la leggerezza di chi non ha mai smesso di credere nella musica come gioco. Dall'altra Tredici Pietro, che ha scelto di presentarsi al Festival non nascondendo le proprie origini ma abbracciandole, a modo suo - con i versi rappati, con la band, con quella ironia affettuosa che è la sua cifra stilistica. Una delle immagini più belle di questa edizione del Festival.
Caterina Caselli riceve il Premio alla Carriera
Sessant'anni fa, una ragazza con un caschetto biondo saliva sul palco dell'Ariston e cantava Nessuno mi può giudicare, conquistando l'Italia intera. Nella serata delle cover, Caterina Caselli è tornata: non per cantare, ma per ricevere il Premio alla Carriera. Cantante, produttrice, talent scout, non solo artista ma anche grande discografica, fu lei a credere in Andrea Bocelli quando nessuno ancora lo conosceva, e a costruire la Sugar Music in un mondo in cui le donne nel music business erano rarità. "Nessuno Mi Può Giudicare ancora oggi contiene un messaggio importante, rivendica la libertà di giudizio. Grazie a tutte le persone e a tutti gli artisti da cui ho imparato qualcosa", ha detto, commuovendosi.
Il prof. Schettini sensibilizza giovani e genitori
Vincenzo Schettini, il professore di fisica diventato star dei social con il progetto La fisica che ci piace, ha calcato per la prima volta il palco del Teatro Ariston tenendo un monologo sui disagi e le dipendenze giovanili, invitato nell'ambito della campagna di sensibilizzazione promossa dalla Presidenza del Consiglio. E ha scelto di partire dalla fisica - la sua materia, il suo linguaggio - per arrivare dritta al cuore del tema: "La musica fa ricevere al nostro cervello un impulso elettrico, quella musica crea emozioni". Da lì, il salto alla realtà dei ragazzi di oggi: "Questo è un Sanremo fatto di giovani, con tanti messaggi legati ai giovani e ai genitori. Io sono qui davanti a voi e voglio condividere con voi un pensiero: i social fanno parte della vita dei giovani, ma forse i ragazzi sono fragili e quella fragilità può essere colpita. Possono diventare una dipendenza e generare altre dipendenze, come la droga o l'alcool".