Sanremo 2026, Francesco Renga: "Bisogna attraversare il buio per ritrovarsi"
MusicaL'artista bresciano sarà in gara all'Ariston per l'undicesima volta: la canzone si intitola Il Meglio di Me. Nella serata dei duetti proporrà, con Giusy Ferreri, Ragazzo solo Ragazza sola, un omaggio a David Bowie e a Mogol. L'INTERVISTA
Francesco Renga parteciperà in gara alla 76ma edizione del Festival di Sanremo (GUARDA LO SPECIALE SANREMO - LE NOSTRE PAGELLE DOPO I PRE ASCOLTI) col brano Il Meglio di Me. L'artista bresciano torna da solista sul palco
dell’Ariston con una canzone che rappresenta una fotografia sincera e intensa di un momento significativo nella vita, artistica e personale, di Francesco Renga. Il brano nasce come un’intima riflessione sul percorso di crescita personale, in cui l’artista si confronta con le proprie fragilità e paure per imparare a gestirle senza trasferirle sugli altri. È uno sguardo profondo dentro sé stesso, un passo verso il cambiamento e verso la capacità di offrire il meglio di sé nelle relazioni con gli altri e nella vita. Nella serata dedicata alle cover (TUTTI I DUETTI E IL COMMENTO), Francesco Renga insieme a si esibirà con Ragazzo solo, ragazza sola, versione del capolavoro Space Oddity cantata in italiano da David Bowie, con un testo riscritto da Mogol e pubblicata nel 1970. Sarà un emozionante omaggio a uno degli artisti più importanti di tutti i tempi David Bowie, a dieci anni dalla sua scomparsa, e a Mogol. La canzone è un brano cult, un ponte tra la grande musica italiana e la tradizione rock internazionale. Inoltre, nel 2012 è stata inserito nel film Io e te di Bernardo Bertolucci, tratto dall’omonimo libro di Niccolò Ammaniti.
Francesco non possiamo che partire dalla storia de Il Meglio di Me: che messaggio trasporta?
Questa canzone spiega che non è l'altro a dover sistemare quello che non va ma sei tu, è l'uomo che decide di attraversare il buio per ritrovare se stesso: non faccio pesare sugli altri quello che devo prima affrontare da solo. C'è un invito ad ammettere di non essere perfetti, il meglio non arriva negando il peggio ma solo guardandoci negli occhi disinneschiamo il buio e sappiamo chi siamo. E' un nuovo modo di essere uomini.
Quanto è autobiografica Il Meglio di Me e quante volte sei scappato da te stesso?
Sono a un punto di svolta, c'è una presa di responsabilità e consapevolezza nuova. Un uomo adulto deve approcciarsi a una canzone con la maturità che l'età impone. Attraverso gli occhi della compagna, di amici e soprattutto di mia figlia sono arrivato ad attraversare il buio. Ho tormenti da anni che nella scrittura cercano di scegliere i nodi. L'arte serve a fare i conti con il non detto.
Quale è la grande fuga della tua vita?
Quando mia mamma è morta è iniziata la grande fuga, tutto è stato falsato da un abbandono, sono sempre stato minato da una assenza. Da grandi i problemi si affrontano diversamente, oggi con Ambra abbiamo recuperato tantissimo perché all'epoca non eravamo risolti noi.
Cosa oggi definisce un uomo maturo?
La mia generazione artistica non ha vissuto periodi luminosi perché oggi c'è un nuovo mercato. Abbiamo attraversato un periodo fatto di tentativi di trovare un linguaggio fruibile e spesso abbiamo fatto cagate pazzesche. Il tema era la ricerca di un linguaggio e con questa canzone ho trovato connubio tra vocalità e modernità di linguaggio, ho asciugato il canto e altri elementi che hanno caratterizzato la mia vocalità. Mia figlia ha apprezzato, mi ha detto che è bella.
Arriverà un album?
Ci sto lavorando e va in questa direzione. Il panorama musicale italiano oggi è fantastico, mi sento bravissimo come il mio primo Sanremo a 21 anni. Questo è il mio undicesimo Festival, come Patty Pravo. Ognuno ha dietro una motivazione diversa. Questo è quello della novità, ho cambiato etichetta e ho un nuovo team che affianca gli storici collaboratori. La canzone è difficile, il testo importante e lo dico come uomo.
Il tuo rapporto con i figli?
Iolanda era risolta già a tre anni, mio figlio Leo ha fatto il primo anno di liceo in dad ed è stata una mazzata per quella generazione, si sono visti in faccia solamente al terzo anno. Le famiglie devono capire il disagio dei figli altrimenti se li lasci in camera a giocare non sai nulla di loro. Con le dovute proporzioni corrisponde a quello che una volta era alcol e droga.
Nella serata dei duetti proporrai, con Giusy Ferreri, Ragazzo sola Ragazza sola: mi spieghi la scelta?
Conosco la sua voce, la vocalità e l'attitudine. Poi ho scoperto che era un suo sogno nel cassetto fare qualcosa con me. Parto dal centro ovvero da vocalità, voce e artista dunque ho pensato a un omaggio a David Bowie pensando a Space Oddity; poi ho capito che per la sintonia tra due voci era meglio cantare in italiano. Ragazzo sola Ragazza sola la canto da quanto ero bambino perché mi sentivo David Bowie. E' pure un bell'omaggio a Mogol che compie 90 anni.
Proviamo a entrare nelle dinamiche delle fughe della tua vita?
La prima è stata con i Timoria: quando mia madre morì e mio padre stava andando in pensione io sono rimasto da solo nella casa di famiglia. Per me era dimenticare tutto quando eravamo in tour, ho cancellato figure di riferimento della mia vita nel periodo dei Timoria, vivevo con loro sempre. Andare via da lì e dal peggio di me è stata la seconda grande fuga. Poi la vita cambia e ti dà gli stimoli per proseguire e ti domandi perché tutto quel male e quel buio lo devi affrontare da solo per non scaricare il medesimo buio sugli altri. Ho fatto il cantante per necessità e finita l'esperienza dei Timoria ho senti il bisogno di scrivere per raccontarmi.
Come sono andate le prove con l'Orchestra?
Per la prima volta ho provato una stranissima serenità, quello è un palco noioso ma che mette un po' di ansia eppure mi sono sentito a mio agio ed è per questo che le prove sono andate bene. Mi porto sul palco tutto il percorso, mi ricordo tutte le volte che ci sono stato.
Sarai felice al Festival se…
Di certo non per la posizione ma perché la canzone arriva, ci ho lavorato tanto. E' una canzone di rapporti umani. Poi sarei felice se le radio la passassero e se arrivasse la pace nel mondo.
Rifaresti tutti i tuoi undici Festival?
Assolutamente sì anche se l'edizione del covid, quella con i palloncini in sala, è stata difficile.
Infine che accadrà nei prossimi mesi?
In autunno finalmente torno nei teatri ma quello che ho imparato è che i tour più belli e divertenti sono quelli con le canzoni che la gente vuole ascoltare. In scaletta ci saranno le hit e qualche chicca dimenticata, voglio uno spettacolo che scenograficamente abbia un senso.