Sanremo 2026, Ditonellapiaga: "La mia canzone è un calcio in faccia"
Musica Credit Ilaria IeieL'artista romana, per la prima volta all'Ariston da patentata, porta una brano che parla delle costrizioni delle formalità ed è Che Fastidio! Nella serata dei duetti propone Lady is a Tramp con TonyPitoni. Il 10 aprile uscirà il suo terzo album intitolato Miss Italia. L'INTERVISTA
Ditonellapiaga sarà in gara al Festival di Sanremo 2026 con il brano Che Fastidio! (GUARDA LO SPECIALE SANREMO - LE NOSTRE PAGELLE DOPO I PRE ASCOLTI). Nella serata dei duetti proporrà Lady is a Tramp con TonyPitoni (TUTTI I DUETTI E IL COMMENTO). Ad anticipare la partecipazione al Festival e a inaugurare la sua nuova fase artistica ricca di novità in arrivo nei prossimi mesi, il nuovo singolo Sì lo so, mentre il 10 aprile uscirà il suo terzo album Miss Italia. Interamente scritto dalla cantautrice insieme ad Alessandro Casagni, il nuovo progetto discografico nasce dopo un momento di smarrimento identitario musicale, come reazione alla necessità di fermarsi e rimettere tutto in ordine per ritrovarsi. Motore creativo dell’album è il desiderio di restare fedele a sé stessa pur vivendo all’interno di un sistema che spesso chiede il contrario. L’autunno 2026 segnerà il suo ritorno nei club con due imperdibili date prodotte da Magellano Concerti in programma il prossimo 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano.
Margherita sei pronta per questo Sanremo?
Ho appena raggiunto il mio obiettivo principale ovvero prendere la patente e dunque ora sono concentrata e tranquilla per il Festival, sono contenta e grata di avere questa possibilità con Che Fastidio!, dietro c'è un lavoro magistrale di Carolina Bubbico che mi ha trasmesso grande forza ed energia.
Cosa puoi dirmi del contributo di Carolina e sul significato della canzone?
Abbiamo creato una partitura per orchestra su un brano elettronico che non è facile. Che Fastidio! nasce da uno sfogo e tratta di quelle formalità che a volte ci stanno strette. Parla del mondo che mi circonda e di come vivo la socialità, vorrei non fosse preso con arroganza e cattiveria, il mio è un brano simpatico. E' una riflessione su una parola che ti sembra strana quando la pronunci: mi sento sempre fuori posto, non sono underground e neanche mainstream, non essere etichettabile è un problema anche se io lo vivo come una virtù da custodire.
Hai una soluzione identitaria?
Ho identificato una terza strada che rispecchia la mia identità musicale e di contenuti, apprezzo il coraggio di Carlo Conti che mi ha voluto e voglio godermi l'occasione: se piace o non piace questa sono comunque io. Non mi sono snaturata per il contesto e ciò è stato premiato. Noi siamo padroni di quello che facciamo non di quello che succede: la mia determinazione di fare una cosa non accessibile a tutti stata premiata dall'universo.
Il disordine è fastidioso?
Lo direbbe mia madre che mette le magliette in ordine di colore. Un po' di disordine serve nella vita, è fastidioso ma mette brio.
C'è dietro l'spirazione di Rino Gaetano?
La Rettore è stata la prima che ha ricordato che ricordava Nuntereggae Più, ed è bello che la mia sia una versione 2,0; ci sono somiglianze di cui sono contenta ed è bello che siano state notate.
La media dei voti dei pre-ascolti ti da in pole position: senti le apettative?
Quando ho letto pagelle ho avuto un cortocircuito, non mi sembrava verosimile, non capivo che stava succedendo. Lo ho pensato come brano divisivo e non per essere percepito come positivo dunque ringrazio tutti. Ho paura delle aspettative ma è sempre successo, ci sono brani che necessitano di più ascolti. Il mio è un calcio in faccia.
Un tuo verso è dedicato ai "giornalisti perbenisti": che intendi?
Parlo del non prendere posizione che oggi invece ci vuole. E' una frase un po' vera, ognuno deve rispettare la propria natura, non c'è niente di male ad accettare la propria natura. Andare in un posto e dovermi guardare alle spalle non mi piace.
Nella serata dei duetti proporrai Lady is a Tramp insieme a TonyPitoni: la scelta?
Il mio percorso a Sanremo è irriverenza, è follia e teatralità e lui è un maestro di ironia. Preparatevi perché ha voce e tonalità sensazionali, volevo fare una cosa poliedrica e diversa dal brano in gara. Ci siamo trovati nel modo di approcciarci alle cose, può mettermi in difficoltà e mi ha spronato a migliorarmi. Quando stavamo pensando alla serata cover ho fatto una cena e ragionavamo su una cosa in contrasto con Che Fastidio! e vedendo il video ho pensato a qualcosa alla Lady Gaga, ho pensato a lei e Tony Bennet. Abbiamo pensato anche ad altre soluzioni ma Lady is aTramp dopo un mese di valutazioni abbiamo deciso che è perfetta.
In famiglia sono tuoi fan?
Tutti fan, c'è una chat dove mi commentano. Io la leggo ogni tanto. Mi apprezzano perché sono una loro famigliare ma c'è anche grandissimo supporto e ciò mi riempie di gioia.
Fulminacci ha detto basta buonismo per i secondi, che se vincerai tu si lamenterà: che gli rispondi?
Replicherei con una gag dell'odio, gli tirerei una scarpa vicino per spaventarlo. Ha ragione che non si fa mai vedere quando uno si rode.
Come funziona la tua preparazione vocale?
A Sanremo ci sono mille impegni quotidiani e poi c'è il prepariamoci ma non sai a che ora canterai: io chiedo 40 minuti per la vocalità, spesso ti preoccupi di trucco e parrucco perché tanto canti bene e invece devi essere al cento per cento. Ho una vocal coach che è anche una mental coach, non orienta solo a voce ma capisce come sono in quel momento. La voce va allenata e da quando mi ci dedico ho visto miglioramenti e capacità diverse.
Sarà il primo Festival senza Ornella Vanoni: che ricordi hai di lei?
Mi meraviglio di avere conosciuto certe personalità. A cena insieme ho sentito il suo peso culturale, era una intellettuale, non riesco a considerarla come cantante. Quando ha parlato della caduta del muro di Berlino mi sono sentita piccolissima.
Il tuo nome d'arte è stato spesso dibattuto: oggi ci convivi serenamente?
Il mio dare fastidio parte già dal nome che è stato anche un problema. Il mio essere carina, almeno così mi dicono, non funziona con un nome del genere che è percepito come respingente. A volte ho trovato reticenza a essere aperti a un progetto educato ma so che la mia proposta non è stilisticamente determinata. C'è bisogno di proposte diverse e voglio sposare di più il mio nome e non addolcirlo: è una scelta consapevole seppur faticosa, ti confesso che abbiamo anche pensato di cambiarlo. Non sarò mai musicalmente più educata perché aderire a un progetto che non è il mio mi faceva stare male, la gente ha bisogna di qualcosa di nuovo e autentico.
So che è in arrivo un album: cosa puoi anticiparmi?
E' il mio terzo, uscirà il 10 aprile e il titolo è Miss Italia. Lo ho scritto in un mio momento di crisi, mi sentivo paralizzata dalle aspettative e dall'idea che gli altri avevano di me. Parla del mio rapporto con i nuovi canoni sociali, tra aspettative e fallimenti. Resta un disco energico, i miei sono fraseggi veloci su basi energiche dunque ha sfumature dance.
Poi ci sarà il tour, giusto?
In passato ho accelerato sulla teatralità e stavolta mi metto in gioco di più, vorrei trasversalità e non solo canzoni. Però non ti nego che in futuro, con grande umiltà, come Lady Gaga vorrei fare altre cose.