Sanremo 2021, le canzoni del Festival: le nostre pagelle dopo i preascolti

Musica

Fabrizio Basso

Tanto amore, tanta melanconia, sonorità punkeggianti e un uso delle parole ricercato a testimoniare una intensa eterogeneità di stili. Il Festival di Sanremo va in scena dal 2 al 6 marzo: oggi abbiamo ascoltato in anteprima le 26 canzoni in gara. Ecco i nostri voti legati a una prima impressione e a opinioni personali

TUTTO SUL FESTIVAL DI SANREMO

Esce eccezionalmente l'acquario dallo studio di Fabio Fazio e viene sostituito, per qualche ora, dal prologo del Festival di Sanremo. Oggi, alla presenza del conduttore e direttore artistico Amadeus, e dei vertici Rai, ho ascoltato, seguendo una liturgia che si ripete ogni anno a ridosso dell'apertura dell'Ariston, le canzoni in gara. Sono 26 in questo 2021 che ci proporrà una edizione senza pubblico e senza movida: un numero monstre poiché potevano essere quattro in più e impreziosito da una grande varietà di generi. Così Amadeus ha motivato le sue scelte e come sono maturate: "Quando mi arrivano le canzoni non faccio un ragionamento scientifico, vedo cosa mi colpisce. Quest’anno l’idea è di un Sanremo che cambi pagina. Ammetto che le cose più forti sono arrivate dai giovani e che mi aspetto sorprese perché ognuno dei concorrenti, nel rispetto del protocollo, potrà inventare sul palco delle performance originali. So che sono tante 26 canzoni ma c’è stato un momento in cui non riuscivo a scendere sotto le 30. Non mi spaventa fare tardi la sera, tra show e belle canzoni non sarà un problema, tutt'altro. Tornando alle mie scelte aggiungo che Sanremo deve essere avanti rispetto a quello che c’è in giro e mi piace poter proporre più generi musicali. Man mano che arrivano le proposte ascolto le canzoni e poi mi confronto con gli artisti e quindi realizzo una mia playlist col concetto della canzone radiofonica, visto che ne ho fatta molta di radio. Fatto questo non penso a un tema, vado su quello che mi colpisce per cui se hai ascoltato tante canzoni d’amore è perché mi hanno colpito ed è un elemento importante, forse dovuto anche al periodo che abbiamo attraversato. Molti ragazzi sono poetici e diretti nella scrittura e hanno descritto l’amore per come lo vivono: forse è più facile scriverlo quando c’è sofferenza a meno che non si tratti del grande amore e penso ai miei genitori che stanno insieme da più di 60 anni.
 

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LE PAGELLE SONO STATE REDATTE IN BASE A UN PRIMO ASCOLTO E SONO LEGATE A OPINIONI PERSONALI

AIELLO – ORA
VOTO 6 +

Al di là dell’hic et nunc del titolo è la storia di un amore che è evaporato, tra ricordi e l’osservare un mondo che è cambiato "ho visto foto di te, il tuo compagno, una bambina". E poi c’è quel “sesso ibuprofene” che farà discutere.

ANNALISA – DIECI
VOTO 7/8

La sua voce veleggia sulle parole di una canzone ricca di suggestioni quasi fotografiche. Un rincorrersi stile rive gauche che ci mostra una Annalisa più matura e consapevole. Frase cult “baci francesi delivery”.

ARISA - POTEVI FARE DI PIU’
VOTO 7 -

Un delicato addio e una richiesta di aiuto che non viene colta. Il testo di Gigi D’Alessio è una poesia, riesce a rendere romantico un momento triste e la voce di Rosalba è una carezza. Spremuta di melanconia “torno a casa e fa festa solamente il mio cane”.


MALIKA AYANE – TI PIACI COSI’
VOTO 7

E’ la canzone dell’ultima possibilità e della consapevolezza di sapere “cosa muovere e quando spingere”. La sua voce è una carezza di velluto alla quale non ha senso resistere.

ORIETTA BERTI – QUANDO TI SEI INNAMORATO
VOTO 6+

Volute di nostalgia fin dalle prime note, parole che riportano all’amore ancillare dei fotoromanzi, alla classicità del Festival. E' un testo autobiografico. Va però detto che la voce è avvolgente e profonda e sì con lei “ci abbandoniamo al mondo”.

BUGO – E INVECE SI'
VOTO 7-

La voce è indefinibile, a tratti sembra una coccola per poi diventare un graffio. Nell’epoca dei like è un inno alla normalità con un tocco, solo autoriale, auto-citazionista “Cristian sveglia, perdi il treno”. Come avviene nel rap. Che sia il debutto del pop-rap?

COLAPESCE E DIMARTINO – MUSICA LEGGERISSIMA
VOTO 8/9

Già il loro album I Mortali era, è un capolavoro, un viaggio carsico nell’animo umano. Si è sempre detto che Sanremo è il palco della musica leggera. Questa canzone è leggerissima ma è di una potenza devastante. La tessitura musicale da grande orchestra. E tutto questo avviene ricorrendo a “parole senza mistero”.

COMA_COSE – FIAMME NEGLI OCCHI
VOTO 7/8

La voce di Francesca parte un nano secondo prima della musica, poi si alza il ritmo e arriva un florilegio di immagini quasi surreali. Entra dopo nel “baricentro” la tonalità di Fausto. Non è elegia “grattugio le tue lacrime ci salerò la pasta”? Ad ascoltarla non bruciano solo gli sguardi.
 

EXTRALISCIO feat DAVIDE TOFFOLO – BIANCA LUCE NERA
VOTO 6+

Un testo futurista con una base musicale alla psyche rock. Spunti dance, un sottofondo da riviera romagnola. Forse un po’ troppo criptica “mi pungi come ragno ortica”. Vedremo che luce si accenderà per loro sul palco dell’Ariston. Al di là dei gusti personali un atto anarchico portarli al Festival: bravo Amadeus.

FASMA – PARLAMI
VOTO 6+

Al primo ascolto la sensazione è di un testo un po’ acerbo su una voce già matura. Le percussioni sono trainanti. Anche per lui attendo l’esame dell’Ariston…nel frattempo mi tengo “qualche foto e qualche vestito sparso”.

FULMINACCI – SANTA MARINELLA
VOTO 8-

Racconta sensazioni normali, ma come lo fa lui e con quella voce dolce d’ambrosia tutto diventa speciale. Filippo si conferma uno dei più eleganti e realisti songwriter della sua generazione. E non gli manca il tocco visionario che gli fa dire “Roma che è una città di mare”.

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GAIA – CUORE AMARO
VOTO 6/7

La chitarra classica che apre il brano si appoggia lieve sulla voce dell’ex concorrente di X Factor. Intrigante il ritmo e le sfumature gitane che si colgono in alcuni momenti. Bisognerà approfondire il testo che in alcuni momenti è difficilmente comprensibile... “foglia nuda per strada luna chiara nirvana”.

GHEMON – MOMENTO PERFETTO
VOTO 7

Quello che mi piace di Gianluca è che ogni volta ti porta in un mondo artistico diverso. Il testo trasmette un senso di fatalismo, è corroborante e poi una frase come “non voglio più lavorare gratis” gli vale mezzo voto!

GIO EVAN – ARNICA
VOTO 7+

La cadenza di un distico elegiaco per raccontare una pagina di quotidianità col cuore che vola oltre le nuvole. E’ un certe notti 2.0 che ti lascia con in bocca un bel gusto anche se c’è un goccia di fiele “eppure lo voglio rifare”.

IRAMA – LA GENESI DEL TUO COLORE
VOTO 7

Non c’è dubbio che sappia scrivere e che sappia portare chi lo ascolta nel centro dell’universo. Il suo ritornello con l’Orchestra dell’Ariston sarà una bomba e probabilmente “ci vestiremo di vertigini”.
 

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA – AMARE
VOTO 7

Dubbi esistenziali, occhi che si aprono e si chiudono su un mondo dove è bello stare avendo il giusto. A tratti quasi ipnotica la voce di Veronica che ci regala una frase universale ma che lei rende unica ed è “amare senza avere tanto”.

LO STATO SOCIALE – COMBAT POP
VOTO 6/7

A mezzanotte, per svegliarsi, è perfetto questo pezzo. Si sentiranno le vibrazioni fino a Marsiglia. E finalmente c’è qualcuno che valorizza il no. “Credevi fosse amore” e invece è un gran bel noise. Con citazione ad hoc per Amadeus che non ha profili social (come lui stesso ha detto quel poco che c’è lo gestisce la moglie). Testo da approfondire.

MADAME – VOCE
VOTO 7/8

Fresca, surreale, astrale questa diciottenne riesce a emozionare sparigliando i sentimenti. A un primo ascolto sembra il testo più lungo di questo Festival. E anche se fosse non annoia e viene voglia di riascoltarlo perché “bastava guardarmi dentro più che attorno”.

MANESKIN – ZITTI E BUONI
VOTO 7+

La swinging London invade l’Ariston per poi evolvere in punk. Continua per questa band figlia di X Factor la costruzione di un mondo artistico che in Italia non ha altri testimoni. Quindi ascoltate e tutti zitti e buoni!

 

MAX GAZZE’ E LA TRIFLUOPERAZINA – IL FARMACISTA
VOTO 8/9

Una perla. Per questa ricetta non c’è alcun rimedio, non c’è alcuna controindicazione. Max ci appare come un ibrido tra un chimico e uno sciamano, tra stramonio e passiflora. E state tranquilli che finito il brano sarete tutti liberi, nessuna camicia stretta a forza sulla schiena incatenerà i vostri pensieri.

 

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ERMAL META – UN MILIONE DI COSE DA DIRTI
VOTO 8/9

Due persone che si annusano e una canzone che raccoglie tutti i non detti di una coppia, quelle riflessioni che per pudore inciampano nei denti e non escono. Dovremmo tutti andare “con le mani nel fango per cercare il destino”. Ermal ha scritto l’ennesimo manifesto dell’essere umano.
 

FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ – CHIAMAMI PER NOME
VOTO 7

E’ un brano cinematografico, basta chiudere gli occhi e vedrete una bocca che convince e "un angelo custode sadico". E’ un brano ecumenico, nel senso che piacerà a tutti.
 

NOEMI – GLICINE
VOTO 7+

Nella pancia volano le farfalle adolescenziali con i loro dubbi d’amore. Con la sua voce spessa e sensuale Veronica ci fa annusare il profumo del glicine e così le perdoniamo anche il finale melanconico.
 

RANDOM – TORNO A TE
VOTO 6+

Di cognome si chiama Caso. Che in arte diventa Random. Qualche influenza di Ed Sheeran si sente. Per la sua storia forse era lecito attendersi qualcosa di più ma ricordiamoci che è un primo ascolto e che all’Ariston questo giovanissimo artista avrà la capacità di portarci “dentro le note”.
 

FRANCESCO RENGA – QUANDO TROVO TE
VOTO 7

Ascoltando il brano di Francesco ho ritrovato la potenza espressiva di “Orchestraevoce”. Il testo è un fraseggio affascinante dove si sente netto il tocco di Dario Faini. Frase cult: “Una stanza, due sedie, la cena, un film: qual è il finale?
 

WILLIE PEYOTE – MAI DIRE MAI (LA LOCURA)
VOTO 9-

E’ un capolavoro letterario questo brano. Più citazioni che in tutti gli altri 25 pezzi messi insieme. Cambi di ritmo e tanto realismo. Anche le parolacce ci stanno bene, non disturbano. Poche volte, forse mai, è stato così sentito, vero il mai dire mai.

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