Globo d'Oro 2026, La Grazia di Sorrentino miglior film, premio alla carriera a Salvatores

Cinema
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Alla 66ª edizione del Globo d'Oro, consegnata ieri sera nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, La Grazia di Paolo Sorrentino ha vinto il premio per il Miglior film e Toni Servillo quello per il Miglior attore. Gran Premio a Monica Guerritore, premio alla Carriera a Gabriele Salvatores. Tra gli altri riconoscimenti: regia a Vincenzo Alfieri per 40 Secondi, attrice a Barbara Ronchi per Elisa, commedia a Il dio dell’amore e serie tv a Portobello di Marco Bellocchio, tra cinema, tv, ambiente e sensibilità green

La Grazia trionfa al Globo d'Oro 2026

Dopo gli otto Nastri d'Argento, La Grazia di Paolo Sorrentino conquista anche il Globo d'Oro 2026 come Miglior film. La 66ª edizione del premio assegnato dall'Associazione della Stampa Estera in Italia si è svolta ieri sera nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma, trasformando ancora una volta il riconoscimento in una vetrina internazionale per il cinema italiano.

Toni Servillo premiato come Miglior attore

Il film di Sorrentino ha ottenuto anche il Globo d'Oro per il Miglior attore, assegnato a Toni Servillo. Un riconoscimento che rafforza il legame artistico tra il regista napoletano e uno dei suoi interpreti più emblematici, volto capace di abitare personaggi sospesi tra potere, malinconia, ironia e disincanto.

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Gabriele Salvatores riceve il Premio alla Carriera

Il Premio alla Carriera è andato a Gabriele Salvatores, regista premio Oscar con Mediterraneo e autore di un cinema che ha attraversato generi, generazioni e immaginari diversi. Dal viaggio collettivo di Marrakech Express alla ferita storica di Mediterraneo, fino alle inquietudini adolescenziali di Io non ho paura, Salvatores resta uno dei nomi più riconoscibili del cinema italiano contemporaneo.

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Monica Guerritore conquista il Gran Premio

Il Gran Premio della Stampa Estera è stato assegnato a Monica Guerritore. Attrice, regista, autrice e figura teatrale di forte personalità, Guerritore viene premiata in una stagione in cui il Globo d'Oro ha scelto di valorizzare non solo i film, ma anche i percorsi artistici capaci di tenere insieme cinema, scena, televisione e identità autoriale.

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Vincenzo Alfieri premiato per la regia di 40 Secondi

Il Globo d'Oro per la Migliore regia è andato a Vincenzo Alfieri per 40 Secondi. Il film ha ottenuto anche il riconoscimento alla Giovane promessa, assegnato a Justin De Vivo per la sua interpretazione di Willy Monteiro Duarte. Due premi che segnalano la forza civile e narrativa di un'opera legata a una vicenda entrata profondamente nella memoria pubblica italiana.

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Barbara Ronchi Migliore attrice per Elisa

Il premio per la Migliore attrice è stato assegnato a Barbara Ronchi per Elisa. Interprete tra le più duttili e sensibili del cinema italiano recente, Ronchi conferma una presenza scenica capace di lavorare per sottrazione, misura e intensità emotiva, senza mai trasformare il dolore in maniera.

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Il Dio dell'Amore premiato tra commedia e musica

Nella categoria Migliore commedia ha vinto Il dio dell’amore di Francesco Lagi, davanti a ...che Dio perdona a tutti di Pif e La vita va così di Riccardo Milani. Il riconoscimento premia una commedia d’autore capace di lavorare sul tono, sul ritmo e sui sentimenti senza rinunciare a una propria identità narrativa. In una stagione in cui il genere continua a cercare nuove strade, il film di Lagi conferma quanto la commedia italiana possa ancora essere terreno di invenzione, osservazione dei rapporti umani e leggerezza non superficiale. 

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Gioia mia premiato come Migliore opera prima

Il Globo d’Oro per la Migliore opera prima è andato a Gioia mia di Margherita Spampinato. Un riconoscimento che conferma l’attenzione della Stampa Estera per i nuovi sguardi del cinema italiano e per un esordio capace di inserirsi nel palmarès accanto ai nomi più consolidati della stagione.

La sceneggiatura va a La Gioia

Il premio per la Migliore sceneggiatura è stato assegnato a Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori, Chiara Tripaldi e Nicolangelo Gelormini per La gioia. Un riconoscimento che valorizza una scrittura capace di tenere insieme costruzione narrativa, identità dei personaggi e forza emotiva del racconto.

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Portobello di Marco Bellocchio miglior serie tv

Nella sezione dedicata alle produzioni televisive, il Globo d'Oro per la Migliore serie tv è andato a Portobello di Marco Bellocchio. Un riconoscimento che ribadisce come il confine tra cinema e serialità sia ormai sempre più mobile, soprattutto quando dietro la macchina da presa c'è un autore capace di leggere il Paese attraverso le sue ferite mediatiche, politiche e morali.

 

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Daria D'Antonio premiata per la fotografia di Primavera

Il Globo d'Oro per la Migliore fotografia è andato a Daria D'Antonio per Primavera di Damiano Michieletto. Un riconoscimento che valorizza lo sguardo visivo del film e il lavoro di una direttrice della fotografia tra le più raffinate del cinema italiano contemporaneo, capace di trasformare la luce in racconto e l'immagine in materia emotiva.

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Stefano Bollani vince per la musica de Il dio dell'amore

Il Globo d'Oro per la Migliore musica è andato a Stefano Bollani per Il dio dell'amore di Francesco Lagi. Un riconoscimento che premia non solo la colonna sonora del film, ma anche la capacità di Bollani di abitare il cinema con il suo linguaggio musicale: elegante, ironico, imprevedibile, capace di accompagnare il racconto senza mai limitarsi a decorarlo.

Documentari e cortometraggi: i premi a Ciriaci e Di Salvatore

Nella categoria documentari si è imposto Valerio Ciriaci con Elvira Notari. Oltre il silenzio, dedicato alla riscoperta della pioniera del cinema italiano. Il premio per il Miglior cortometraggio è andato invece a Jusqu'au prochain souffle di Andrea Di Salvatore, a conferma di una mappa del cinema italiano che passa anche dalle forme brevi e dal lavoro sulla memoria.

Il Globo Verde a L'estate dell'orsa maggiore

Il Globo Verde, giunto alla sua seconda edizione, è stato assegnato a L'estate dell'orsa maggiore di Andrea D'Ambrosio. Il premio conferma l'attenzione del Globo d'Oro verso le sfide ambientali e verso opere capaci di coniugare sensibilità ecologica e qualità cinematografica, senza trasformare il messaggio in semplice dichiarazione d'intenti.

Il cinema italiano visto dalla Stampa Estera

Le responsabili del premio, Francesca Biliotti e Constanze Templin, hanno sottolineato come anche quest'anno il Globo d'Oro abbia raccontato un cinema italiano capace di sorprendere per qualità, varietà di linguaggi e forza narrativa. Ed è forse proprio questo il dato più interessante della 66ª edizione: non un solo centro, ma una costellazione di autori, interpreti, esordi, serie, documentari e film capaci di parlare a pubblici diversi.

Una notte tra autori, memoria e nuovi sguardi

Dalla consacrazione di La Grazia al riconoscimento a Gabriele Salvatores, dalla forza di Monica Guerritore alla nuova generazione rappresentata da Justin De Vivo, il Globo d'Oro 2026 disegna una geografia ampia del cinema italiano. Una geografia in cui i maestri dialogano con le promesse, il grande schermo con la televisione, la commedia con l'impegno civile, la memoria con l'urgenza del presente.

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