Franz, esce il film sulla vita di Kafka diretto da Agnieszka Holland: 5 cose da sapere
Cinema
Arriva nelle sale italiane domani, 14 maggio, il biopic non convenzionale sull'autore boemo, punto di arrivo di una lunghissima storia di ammirazione da parte della regista polacca. Ecco cosa aspettarsi
Arriva nelle sale italiane Franz di Agnieszka Holland: il film su Kafka, interpretato da Idan Weiss, esce al cinema domani, 14 maggio. La regista polacca lo ha definito come una specie di “mosaico” che mescola realtà e immaginazione, ripercorrendo la storia dell’autore de Le metamorfosi senza rinunciare alla libertà cinematografica, sia a livello narrativo che stilistico. Ecco cinque cose da sapere.
La trama di Franz
Il film racconta il periodo che va dall’adolescenza di Kafka alla sua morte prematura per tubercolosi (3 giugno 1924, quando aveva 40 anni). Si concentra sugli aspetti personali della sua vita, come il difficile rapporto con il padre Hermann (con il volto di Peter Kurth) e il bisogno del protagonista di scappare dal noioso lavoro in una compagnia di assicurazioni per concentrarsi sul suo sogno: scrivere. Grande spazio è dato anche alle intense relazioni con le donne della sua vita, da Milena Jesenská (Jenovéfa Boková) a Felice Bauer (Carol Schuler). Dal lavoro all’amore, Kafka è sempre diviso tra una società che gli chiede di conformarsi e un tumulto interiore difficile da silenziare. Sullo sfondo di tutto l’Europa dell’odio razziale, ma nonostante Kafka fosse ebreo, questo tema non diventa mai parte fondamentale dell’opera, più attenta all’aspetto interiore del suo protagonista.
Non è un biopic convenzionale
Holland ha tentato di trasporre sul grande schermo le atmosfere surreali tipiche della letteratura kafkiana, servendosi di espedienti visivi come materiali stilizzati e condendolo di riferimenti alle sue opere letterarie. Franz non è quindi un biopic in senso convenzionale, come altri film più vicini al drama o al documentario, né punta a esserlo: Holland ha spiegato che è più il tentativo di rappresentare “frammenti” di chi è stato Kafka, quasi impossibile da decifrare, esattamente come lui stesso non portava quasi mai a compimento le sue opere. Anche per questo il racconto non segue un ordine rigido, ma si compone di molti piccoli episodi, in apparenza anche slegati l’uno dall’altro.
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La lunga storia d'amore di Holland per Franz Kafka
Per Holland, il film è il punto di arrivo di una lunga storia di ammirazione e di affetto verso l’autore-protagonista. In un’intervista a Variety, ha spiegato di aver letto per la prima volta i suoi racconti a 14 anni: “Avevo l’impressione di capirlo, come se fosse in qualche modo parte della mia famiglia. Avevo persino la fantasia di prendermi cura di lui”. Fu anche per Kafka che decise di trasferirsi a Praga per i suoi studi (alla scuola di cinema FAMU).
Holland ha già diretto un adattamento de Il Processo per la tv
Non è la prima volta che Holland lavora nell’ambito dell’universo di Kafka. Nel 1981 ha infatti curato il riadattamento televisivo de Il Processo, esperienza durante la quale, dice, si rese conto che l’autore boemo “non era così cupo e oscuro” come si è soliti descriverlo, ma anzi “era molto acuto e c’era molto umorismo”.
Le riprese nel centenario della morte
Le riprese del film si sono svolte nel 2024, a 100 anni dalla morte di Kafka, principalmente a Praga e più brevemente a Berlino. La pellicola ha debuttato a livello internazionale al Toronto Film Festival 2025, mentre in Italia l’occasione è stata il Trieste Film Festival di quest’anno.
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