È iniziato il Bellaria Film Festival 2026, con oltre 60 titoli: il programma

Cinema
Locandina del Bellaria Film Festival

Dal 6 al 10 maggio torna il Bellaria Film Festival, giunto alla 44ª edizione. Presentato a Milano il programma completo della manifestazione diretta da Daniela Persico, che quest’anno rilancia la sua identità di osservatorio sul cinema indipendente italiano e internazionale. Oltre 60 film, 41 anteprime italiane, un omaggio a Gaspar Noé, il premio speciale a Tizza Covi e Rainer Frimmel, la riapertura del Cinema Apollo e una fitta rete di incontri, masterclass e sezioni competitive

Bellaria Igea Marina celebra il cinema indipendente: è iniziata la 44ª edizione del Bellaria Film Festival, iniziata il 6 maggio (e si protrarrà fino al 10 maggio 2026), che rende il comune italiano della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna, uno dei punti di riferimento più significativi per il cinema giovane, d’autore e indipendente.

La manifestazione, guidata artisticamente da Daniela Persico e sul piano organizzativo da Sergio Canneto, si presenta quest’anno con un programma particolarmente articolato e ambizioso, rafforzato dalla presenza di Romeo Castellucci nel ruolo di visiting director.

 

Promosso con il patrocinio del Ministero della Cultura, sostenuto dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – MiC, dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bellaria Igea Marina, il festival, organizzato da Approdi, offrirà cinque intense giornate di programmazione con oltre 60 film, tra cui 41 anteprime italiane, affiancate da ospiti nazionali e internazionali, eventi speciali, retrospettive e percorsi dedicati al cinema emergente.

Oltre 60 film e 41 anteprime italiane per una programmazione ampia e internazionale

Il cartellone della 44ª edizione propone cinque intense giornate di proiezioni, incontri e approfondimenti, con oltre 60 film in programma, di cui 41 anteprime italiane. Il festival si sviluppa attraverso le sue principali sezioni competitive — Concorso Casa Rossa nazionale, Concorso Casa Rossa Internazionale e Concorso Gabbiano — cui si aggiungono eventi speciali, proiezioni fuori concorso, retrospettive e attività professionali dedicate all’industria cinematografica.

L’intera programmazione si muove nel solco del claim scelto per questa edizione, “Senti questo battito?”, espressione che sintetizza la volontà del festival di intercettare le pulsazioni più vive e innovative del cinema contemporaneo.

L’inaugurazione con Tizza Covi e Rainer Frimmel

Mercoledì 6 maggio è aperto ufficialmente il festival con The Loneliest Man in Town di Tizza Covi e Rainer Frimmel, presentato alla Berlinale e prossimo all’uscita nelle sale italiane con Wanted. L’opera racconta la vicenda di un musicista viennese solitario costretto a lasciare la propria abitazione e l’universo di ricordi che essa custodisce.

Nel corso della serata inaugurale, presso la Sala Hera del Cinema Astra, Tizza Covi e Rainer Frimmel hanno ricevuto il Premio Speciale BFF44 “I film che liberano la testa”. I due autori sono inoltre protagonisti della masterclass La magia del vero, dedicata alla loro poetica cinematografica.

La riapertura del Cinema Apollo e l’arte di Yuri Ancarani

Tra gli elementi più significativi di questa edizione emerge la riapertura ufficiale del Cinema Apollo, nuova sede del festival restituita alla comunità grazie a un progetto promosso da Approdi con il supporto della Regione Emilia-Romagna.

A segnare simbolicamente questa rinascita sarà Yuri Ancarani, artista e regista ravennate, attraverso l’installazione Ciao Musica, allestita nell’atrio del cinema. L’opera offre una rilettura contemporanea e femminile della tradizione romagnola degli sciucarèn, gli schioccatori di frusta, in dialogo diretto con la proiezione di Whipping Zombie.

Formazione, giovani autori e nuove produzioni

Il Bellaria Film Festival conferma la propria attenzione verso la formazione cinematografica attraverso la presentazione di Naufragare, trittico di cortometraggi collettivi realizzati da tredici giovani filmmaker della Summer School BFF guidata da Adele Tulli. Le opere selezionate comprendono Not sorry about Death, Antimi e When the dawn broke, it was not the sun.

Contestualmente si inaugura il Concorso Casa Rossa nazionale con White Lies di Alba Zari, opera autobiografica che esplora il percorso identitario di Alba/Dawn, dalla Thailandia a Trieste, facendo emergere progressivamente verità nascoste sul passato familiare.

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I concorsi: il meglio del cinema nazionale e internazionale

Lo storico Premio Casa Rossa nazionale vede in competizione Un anno di scuola di Laura Samani, Le città di pianura di Francesco Sossai, Orfeo di Virgilio Villoresi, Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini, mentre Le bambine di Nicole e Valentina Bertani sarà presentato come evento speciale.

Il Concorso Casa Rossa Internazionale ospita cinque opere in anteprima italiana: Providence and the Guitar di João Nicolau, Hair, Paper, Water di Nicolas Graux e Trương Minh Quý, Krakatoa di Carlos Casas, On Our Own di Tudor Cristian Jurgiu e Forest High di Manon Coubia.

Il Concorso Gabbiano presenta invece otto anteprime assolute, confermando il ruolo del festival come spazio di ricerca e sperimentazione per il nuovo cinema. A completare la sezione, il fuori concorso Un mare molto piccolo di Luka Bagnoli e Elisa La Boria e l’introduzione di un nuovo concorso dedicato ai cortometraggi.

Ospiti internazionali e protagonisti del cinema contemporaneo

Tra gli ospiti più attesi figura Gaspar Noé, omaggiato attraverso la proiezione di Vortex e Climax e protagonista di un confronto con Romeo Castellucci.

Accanto a lui, il festival ospiterà Romana Maggiora Vergano, premiata con il Premio Casa Rossa per la Miglior Attrice, Giulia Maenza, Carlo Cresto-Dina, Margherita Vicario e Angela Schanelec, che presenterà My wife cries, presentato all’ultima Berlinale.

Arriverà inoltre da Berlino Rose di Markus Schleinzer, distribuito in Italia da MUBI e interpretato da Sandra Hüller.

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ANNI ZERO: una retrospettiva sulle origini del nuovo cinema italiano

La retrospettiva ANNI ZERO sarà dedicata ai tre importanti esordi cinematografici dei primi anni Duemila firmati da Saverio Costanzo, Emanuele Crialese e Francesco Munzi, rispettivamente con Private, Respiro e Saimir.

Il festival si concluderà con due anteprime italiane: La bolla delle acque matte di Anna Di Francisca e Con la pioggia dentro di Matteo Berruto, accompagnate dalla presenza di registi e interpreti.

 

Tra gli eventi speciali spicca Frontemare, cent'anni di Riviera Romagnola di Luciano Manuzzi, documentario dedicato alla doppia identità della Riviera romagnola, tra immaginario turistico e dimensione invernale più silenziosa.

Torneranno inoltre i cortometraggi finalisti ai David di Donatello e il Concorso 3 minuti a tema fisso, quest’anno dedicato a A un passo dal presente.

BFF Industry: il festival guarda anche al futuro professionale del cinema

Parallelamente alla programmazione aperta al pubblico, BFF Industry offrirà uno spazio di confronto professionale grazie alla collaborazione con Cinecittà. Incontri, percorsi di formazione e programmi di sviluppo coinvolgeranno rappresentanti del Ministero della Cultura, Eurimages, EAVE e numerosi operatori del settore.

Tra le iniziative figurano “(In)emergenza per il cinema indipendente italiano”, Itineranze DOC e Docs4Real, nuovo format dedicato al cinema del reale under 35.

Il festival accoglierà inoltre 100 giovani partecipanti in attività formative, masterclass e progetti educativi come RE-SISTERS e BFF For School.

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Il tema 2026: “Senti questo battito?”

Il claim scelto per questa edizione, “Senti questo battito?”, condensa bene l’orizzonte del festival. In un tempo attraversato da paure, chiusure e tensioni sociali e politiche, Bellaria prova a riportare al centro il gesto creativo come forza irriducibile, come movimento capace di opporsi all’inerzia e all’ideologia. Il battito evocato dal titolo è quello del cuore, ma anche quello del cinema quando riesce a rimanere vivo, inquieto, libero.

La linea della 44ª edizione si muove proprio in questa direzione: interrogarsi sul ruolo degli artisti nella società contemporanea, sul valore pubblico della cultura e sulla possibilità che il cinema continui a essere uno strumento di relazione, empatia e trasformazione. Non un semplice slogan, dunque, ma una dichiarazione di poetica e di metodo.

La chiusura con Matteo Berruto e Giorgio Canali

La serata finale sarà affidata a Con la pioggia dentro di Matteo Berruto, presentato in anteprima mondiale alla presenza del protagonista Giorgio Canali, musicista, autore e produttore tra i più irregolari e riconoscibili della scena italiana. Un titolo che già dalla sua impostazione promette di intrecciare percorso artistico e dimensione personale, memoria e controcultura.

Sempre nella giornata conclusiva verrà presentato anche La bolla delle acque matte di Anna Di Francisca, commedia lunare interpretata da Fausto Russo Alesi, centrata sulla figura di un sindaco che prova a salvare un paese segnato dal terremoto immaginando l’apertura di un ristorante. Due film italiani molto diversi tra loro che raccontano bene l’ampiezza di registro che Bellaria vuole contenere.

Gaspar Noé ospite d’onore, in dialogo con Romeo Castellucci

Tra gli appuntamenti di maggiore richiamo dell’edizione 2026 c’è l’omaggio a Gaspar Noé. Il regista argentino naturalizzato francese, autore che ha attraversato e sconvolto più volte i confini del linguaggio cinematografico contemporaneo, sarà protagonista di un talk con Romeo Castellucci, visiting director del festival.

L’incontro tra Noé e Castellucci si annuncia come uno dei momenti più significativi del programma: da una parte un cineasta che ha fatto dell’estremità, del trauma sensoriale e della vertigine percettiva la propria firma; dall’altra uno dei più importanti registi teatrali europei, da sempre interessato a un’idea di immagine che sfugge alla decifrazione univoca. Noé presenterà anche Climax e Vortex, mentre Castellucci curerà una selezione di cortometraggi sperimentali, ulteriore tassello di un’edizione che insiste sul dialogo tra cinema e altre arti.

Le anteprime internazionali da Rose a My Wife Cries

Il Bellaria Film Festival 2026 si distingue anche per una costellazione di anteprime internazionali di grande profilo. Tra queste spicca Rose di Markus Schleinzer, distribuito in sala da MUBI, film che ha visto Sandra Hüller premiata alla Berlinale per la migliore interpretazione. Un’opera rigorosa e potente che mette al centro il conflitto tra identità individuale e rigidità patriarcale.

Da Berlino arriva anche My Wife Cries di Angela Schanelec, altra presenza di prestigio in un’edizione particolarmente attenta alle forme del cinema d’autore europeo più esigente. Il film si muove come un dramma intimo e misterioso, attraversando i movimenti del cuore e della vita quotidiana dentro una Germania in trasformazione. La presenza della regista a Bellaria rafforza ulteriormente la caratura internazionale del programma.

Casa Rossa tra Italia e mondo

Prosegue il percorso del Concorso Casa Rossa, diviso tra sezione internazionale e nazionale. Sul fronte internazionale, il festival riunisce cinque titoli che hanno lasciato il segno nell’ultima stagione festivaliera. Tra questi Providence and the Guitar di João Nicolau, Forest High di Manon Coubia, On Our Own di Tudor Cristian Jurgiu, Krakatoa di Carlos Casas e Hair, Paper, Water di Nicolas Graux e Trương Minh Quý, vincitore del Pardo d’oro nel Concorso Cineasti del presente a Locarno.

La sezione nazionale guarda invece alle opere prime o seconde più interessanti del nuovo cinema italiano. In programma White Lies di Alba Zari, Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini, Un anno di scuola di Laura Samani, Orfeo di Virgilio Villoresi e Le città di pianura di Francesco Sossai. Un gruppo di film che, pur nelle differenze, restituisce l’immagine di una scena giovane, inquieta, vitale, attraversata da documentario, immaginazione, provincia, memoria e ibridazione dei linguaggi.

Fuori concorso sarà presentato anche Le bambine di Valentina e Nicole Bertani, racconto di formazione ambientato nella Ferrara del 1997, a cui andrà il Premio Giometti.

Il Concorso Gabbiano e il cinema che spinge i confini

Uno degli spazi più radicali del festival resta il Concorso Gabbiano, dedicato alle opere in anteprima assoluta capaci di spostare più in là il confine tra finzione e documentario. È qui che Bellaria continua a testare il presente del cinema indipendente, selezionando lavori che spesso si muovono in zone di rischio formale e produttivo.

Tra i titoli in programma figurano The Lunch: A Letter to America di Gianluca Vassallo, End of Battle di Suranga D. Katugampala, Totò Cannibale di Demetrio Giacomelli, L’operaio di Tommaso Donati, Objet d’énigme di Chiara Caterina, Torneranno i lupi di Bianca Vallino, Come ci si sente a essere un pipistrello di Enrico Zanetti e Ilaria Calcinari Ansidei e Cosa rimane quando il mare si muove di Gaetano Crivaro. Un panorama che attraversa il documentario politico, la satira, la sperimentazione, il racconto familiare e l’indagine territoriale.

I premi a Romana Maggiora Vergano e Giulia Maenza

Tra i riconoscimenti annunciati figurano anche il Premio Casa Rossa per la migliore attrice a Romana Maggiora Vergano e il Premio Rivelazione dell’anno a Giulia Maenza. Due nomi che raccontano un’attenzione precisa del festival nei confronti delle attrici della nuova generazione, capaci di muoversi tra cinema d’autore, nuove scritture e presenza scenica sempre più definita.

Romana Maggiora Vergano sarà inoltre al centro di un incontro in dialogo con Irene Dionisio, con cui ha lavorato sul set di Idda. Giulia Maenza, invece, compare anche nel programma cinematografico come interprete di Orfeo di Virgilio Villoresi. Premi, dunque, che non si limitano alla celebrazione, ma si inseriscono organicamente dentro il racconto complessivo del festival.

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Bellaria, un festival che vuole essere infrastruttura culturale

Più che un semplice evento, il Bellaria Film Festival continua a proporsi come una vera infrastruttura culturale. Lo dicono le sezioni competitive, la cura per gli ospiti, il dialogo tra cinema e arti, ma soprattutto il tentativo di lavorare tutto l’anno sulla formazione, sulle opere in sviluppo, sul sostegno alla produzione e sulla creazione di comunità.

È in questo senso che la 44ª edizione sembra voler ribadire con forza la propria identità. In un panorama spesso affollato di manifestazioni che rincorrono il rumore, Bellaria sceglie di far battere il cuore del cinema indipendente con un programma che mette insieme autori affermati e nuove voci, riflessione politica e ricerca formale, memoria e futuro. Ed è forse proprio qui la sua qualità più preziosa: ricordare che il cinema può ancora essere un luogo dove non si consuma soltanto un programma, ma si costruisce uno sguardo.

Si tratta di un grande evento culturale sostenuto da una rete nazionale, confermandosi così una piattaforma culturale di primo piano, sostenuta da una vasta rete di sponsor, partner istituzionali e media partner, tra cui Gruppo Hera, San Patrignano, MUBI, RaiCultura, Cinecittà News e MyMovies.it.

 

Con la sua 44ª edizione, Bellaria Igea Marina si prepara ancora una volta a trasformarsi in un centro nevralgico per il cinema indipendente internazionale, offrendo uno spazio privilegiato a nuove visioni, linguaggi emergenti e riflessioni sul presente attraverso il grande schermo.

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