Illusione, esce il nuovo film di Francesca Archibugi: trama e curiosità

Cinema
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Arriva al cinema il 7 maggio il dramma noir che prende spunto da un fatto di cronaca reale: “In un fosso vicino all’autostrada vien trovato il corpo di una minorenne: tutti la credono morta, ma la giovane invece respira ancora. Questa notizia letta circa dieci anni fa parlava di questa ragazzina forse vittima della tratta dell'Est”, ha raccontato la regista e sceneggiatrice. Nel cast Jasmine Trinca, Michele Riondino, Filippo Timi, Vittoria Puccini, Angelina Andrei, Francesca Reggiani e Aurora Quattrocchi

Arriva nelle sale cinematografiche il 7 maggio Illusione, il nuovo film di Francesca Archibugi. Un dramma noir che prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto, con un cast che comprende Jasmine Trinca, Michele Riondino, Filippo Timi, Vittoria Puccini, Angelina Andrei, Francesca Reggiani e Aurora Quattrocchi. Ecco cosa sapere.

La trama di Illusione

Il nuovo lavoro della regista, ma anche sceneggiatrice di grandi successi come La pazza gioia e Siccità, segue la storia di una quindicenne moldava, Rosa Lazar (Angelina Andrei), che viene trovata in condizioni disperate sotto un cavalcavia con addosso un abito d’alta moda. La ragazza diventa il centro di un’indagine giudiziaria e psicologica condotta dalla sostituta procuratrice Cristina Camponeschi (Jasmine Trinca) e dallo psicologo Stefano Mangiaboschi (Michele Riondino). Un’indagine più complicata del previsto, perché Rosa non sembra avere coscienza delle brutali violenze subite, nasconde la verità e dietro la sua maschera di costante allegria emerge un profilo psicologico disturbato. 

Su cosa si basa la storia raccontata nel film

“In un fosso vicino all’autostrada viene trovato il corpo di una ragazza minorenne: tutti la credono morta, ma la giovane invece respira ancora. Questa notizia letta circa dieci anni fa sul Corriere dell'Umbria, che parlava appunto di questa ragazzina forse vittima della tratta dell'Est, mi ha subito colpito e nei giorni successivi ho cercato altre notizie su questo caso, ma niente. Quindi ho pensato: se il destino di questa donna non interessa più a nessuno, allora interessa a me. E ho deciso di inventare la storia di ciò che le era successo”, ha raccontato Archibugi.

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Il significato del titolo

Il titolo Illusione è legato al fatto che “Rosa Lazar vive in un mondo tutto suo, rifugge il male, vede un mondo rosa ma le cose non stanno così. Il modo di stare al mondo di Rosa è fatto anche del suo meccanismo di rimozione assoluto”, ha spiegato Francesca Archibugi. “Quando una minorenne è vittima - ha aggiunto - le vengono messe vicino due figure: lo psicologo d'ufficio e il responsabile delle indagini. Queste due persone, insieme a questa ragazzina, sono esseri umani che hanno le loro complessità. In quel momento il film prende un altro aspetto, perché cerca di capire come facciamo a sopravvivere in una vita così complessa”. Il suo lavoro però non contiene insegnamenti morali perché, ha detto la regista e sceneggiatrice, “rifuggo da quei film che vogliono lanciare messaggi”.

Il tema del potere maschile

Nel film non manca il tema del potere maschile che si consuma nei luoghi della prostituzione frequentati da Rosa, con una clientela di politici e giornalisti tra Strasburgo e Bruxelles: “Certo che racconto anche di potere maschile, in un film scritto molto prima degli Epstein Files - ha sottolineato Archibugi - C'è però da dire una cosa: i ragazzi di diciotto, diciannove anni non hanno nessuna voglia di comprarsi le donne, la più bella della classe la vogliono conquistare. Ma passando il tempo, in molti uomini prevale la sola voglia di sopraffazione, declina la potenza della gioventù e subentra un'altra cosa: il potere”.

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Jasmine Trinca è Cristina Camponeschi

In Illusione Jasmine Trinca interpreta la sostituta procuratrice Cristina Camponeschi: “Sono una severa donna di legge che pensa di dover restituire giustizia e dar voce a questa ragazzina che voce non ha - ha detto l’attrice - Però forse nella sua vita privata era anche lei un po’ come Rosa, nasconde una ferita che possiamo solo immaginare”. “Non credo che sia un caso che il personaggio di Rosa Lazar sia una ‘matta’. Perché quale altra figura possiamo immaginare, se non una donna prostituta, fuori di testa, per non essere creduta? - ha osservato ancora Trinca - Il suo corpo ritrovato è un corpo che è già dato per morto e che invece, grazie all'attenzione di qualcuno, è un corpo che vive. Sono cose piccole ma non sono facezie”. Per l’attrice, “questi sono veri movimenti di rivendicazione, veri movimenti di espressione politica e sono felice che il film mostri anche la voce di una ragazza che probabilmente non sarebbe stata vista e non avrebbe mai avuto la possibilità di dire qualcosa nel mondo”.

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Michele Riondino nei panni dello psicologo Stefano Mangiaboschi

Michele Riondino invece interpreta uno psicologo che si ritrova ad affrontare sospetti mediatici e un errore del passato. “La capacità che ha questo psicoterapeuta di entrare in connessione con Rosa sta proprio in quello che hanno in comune, la custodia di una ferita - ha detto l’attore - La custodia di un passato che non rappresenta né uno né l'altra. Mi piace molto l'idea di aver restituito all'universo maschile quel tipo di fragilità”.

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