Mel Gibson torna in Italia a girare il nuovo film La resurrezione di Cristo

Cinema

Camilla Sernagiotto

©Getty

A oltre vent’anni da La Passione di Cristo, il cinesta americano torna a lavorare nel nostro Paese con un nuovo progetto cinematografico che riporta al centro dell’attenzione alcune aree del Mezzogiorno. Il regista ha scelto Pisticci e Craco (Matera) come ambientazioni per il seguito diretto del film del 2004. Le riprese, avviate tra il 2025 e il 2026, stanno proseguendo in diverse zone, mentre l’uscita è prevista per il 2027 in due distinti capitoli

A oltre vent’anni da La Passione di Cristo, Mel Gibson torna a lavorare in Italia con un nuovo progetto cinematografico che riporta al centro dell’attenzione alcune aree del Mezzogiorno. Il regista ha infatti scelto Pisticci e Craco (Matera) come ambientazioni per La resurrezione di Cristo, seguito diretto del film del 2004.

Le riprese, avviate tra il 2025 e il 2026, stanno proseguendo in diverse zone del Paese, mentre l’uscita è prevista per il 2027 in due distinti capitoli.

 

Il nuovo lungometraggio si configura come la continuazione narrativa di La Passione di Cristo, opera che si concentrava sulle ultime ore della vita di Gesù di Nazareth, dalla passione fino alla crocifissione. Con La resurrezione di Cristo, il racconto si sposta temporalmente sugli eventi successivi, ampliando la prospettiva rispetto a quanto già mostrato nel film precedente.

 

La conferma delle location lucane è giunta attraverso i canali social ufficiali della città di Pisticci, che hanno segnalato come il territorio dei calanchi torni a essere protagonista di una produzione internazionale, rafforzando un legame ormai consolidato tra il cinema e questa area della Basilicata.

Riprese tra Lazio, Basilicata e Puglia

Il progetto si sviluppa attraverso un articolato piano produttivo che ha coinvolto diverse regioni italiane nel biennio 2025-2026. Oltre alle sequenze girate in Basilicata, alcune scene sono state realizzate anche a Roma e Anzio.

 

Le attività di lavorazione si estendono inoltre ad altre località del Sud, tra cui Gravina, dove il set è ancora sottoposto a rigorose misure di sicurezza, Ginosa e l’area naturale di Torre Guaceto. Si tratta di un mosaico di location che contribuisce a costruire l’impianto visivo del film attraverso paesaggi differenti ma complementari.

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Il fascino dei calanchi e del borgo abbandonato

Tra gli elementi più significativi della scelta produttiva emerge il paesaggio dei calanchi di Pisticci, caratterizzato da formazioni argillose modellate nel tempo che restituiscono un’immagine quasi lunare. Questo scenario, sospeso e fuori dal tempo, offre un contesto visivo particolarmente adatto a rappresentazioni simboliche e narrative di forte intensità.

 

Accanto a Pisticci, anche Craco si conferma una presenza rilevante. Il borgo, noto per il suo centro storico abbandonato e per precedenti esperienze cinematografiche, continua a suscitare interesse nell’industria audiovisiva internazionale. La combinazione tra morfologia del territorio e stratificazione storica rappresenta infatti un elemento ricorrente nelle scelte di produzioni a tema storico o religioso.

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Un’uscita in due capitoli

La distribuzione de La resurrezione di Cristo è stata programmata in due parti, entrambe attese nel 2027. Questa decisione si inserisce in una tendenza sempre più diffusa nelle grandi produzioni internazionali, che optano per la suddivisione di narrazioni complesse in più capitoli, mantenendo tuttavia una coerenza strutturale e narrativa complessiva.

 

Il legame tra Mel Gibson e il territorio italiano non è nuovo. Già per La Passione di Cristo, le riprese degli esterni erano state concentrate in Basilicata, con un ruolo centrale svolto da Matera e dalla zona di Craco Vecchia.

Gli interni, invece, erano stati realizzati negli studi di Cinecittà, confermando la tradizione italiana come punto di riferimento per le produzioni cinematografiche di respiro internazionale.

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Mel Gibson, gli esordi e l’ascesa a Hollywood

Nato a Peekskill il 3 gennaio 1956, Mel Columcille Gerard Gibson si è affermato nel corso dei decenni come una delle figure più riconoscibili dell’industria cinematografica statunitense, distinguendosi come attore, regista, produttore e sceneggiatore. Cresciuto in una famiglia numerosa — sesto di dieci figli, più uno adottato — Gibson si trasferisce nel 1968 in Australia insieme ai genitori, il padre Hutton Gibson e la madre Anne Reilly, in seguito a una vincita televisiva. La formazione scolastica avviene al St Leo’s Catholic College di Wahroonga, nel Nuovo Galles del Sud, mentre il debutto artistico prende forma negli anni Settanta dopo il diploma alla NIDA di Sydney nel 1977.

 

I primi passi nel mondo dello spettacolo lo vedono impegnato in produzioni televisive come The Sullivans, Cop Shop e Punishment, fino all’approdo al cinema con Summer City - Un’estate di fuoco. La svolta arriva nel 1979, quando George Miller lo sceglie come protagonista di Interceptor, affidandogli il ruolo di “Mad” Max Rockatansky. Il successo del film genera due sequel, consolidando la sua notorietà. Negli anni successivi Gibson amplia il proprio raggio d’azione, partecipando a titoli come Il Bounty accanto a Anthony Hopkins e conquistando fama internazionale con la saga di Arma letale, diretta da Richard Donner, in cui interpreta il poliziotto Martin Riggs. Il personaggio, segnato da un equilibrio instabile e da comportamenti estremi, diventa uno dei più iconici della sua carriera.

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Dal successo registico ai riconoscimenti internazionali

Parallelamente all’attività davanti alla macchina da presa, Mel Gibson sviluppa un percorso da regista che si rivela altrettanto significativo. Dopo l’esordio con L’uomo senza volto nel 1993, il punto di svolta arriva con Braveheart - Cuore impavido, kolossal storico dedicato alla figura di William Wallace. Il film ottiene un notevole successo commerciale, con incassi pari a 200 milioni di dollari a fronte di un budget di 70 milioni, e viene consacrato agli Oscar del 1996 con i premi per miglior film e miglior regia assegnati allo stesso Gibson.

 

Negli anni Duemila il regista prosegue con opere di forte impatto, tra cui La passione di Cristo nel 2004, girato tra Matera e Craco, e caratterizzato da un realismo particolarmente crudo che suscita ampi dibattiti, oltre a incassare circa 611400000 dollari a livello internazionale. Seguono Apocalypto nel 2006, ambientato nel declino della civiltà maya e recitato in lingua yucateca, e La battaglia di Hacksaw Ridge nel 2016, presentato anche al Festival di Venezia e valso una candidatura all’Oscar per la regia.

 

Nel corso della sua carriera, Gibson ha alternato ruoli d’azione e interpretazioni più complesse, prendendo parte a numerose produzioni anche negli anni più recenti, tra cui Omicidio a Los Angeles e Father Stu. Complessivamente, i film a cui ha partecipato hanno generato incassi superiori ai 4,2 miliardi di dollari, confermando il peso della sua presenza nell’industria cinematografica internazionale.

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