A scoprirlo è stato Bill McFarland, insegnante in pensione residente in Michigan e pronipote di un proiezionista della Pennsylvania rurale, che al suo interno ha individuato alcune bobine cinematografiche considerate “troppo preziose per essere buttate”
Un ritrovamento inatteso riporta alla luce un frammento perduto degli albori del cinema: un vecchio baule di legno, consumato dal tempo e trasferito per oltre un secolo tra soffitte, fienili e garage, si è rivelato custode di un patrimonio inaspettato: in uno dei dieci rulli rinvenuti, infatti, c'è il film perduto di Georges Méliès (1861 – 1938), figura centrale della nascita del cinema, datato 1897 e della durata di 45 secondi, intitolato Gugusse et l'automate.
A scoprirlo è stato Bill McFarland, insegnante in pensione residente in Michigan e pronipote di un proiezionista della Pennsylvania rurale, che al suo interno ha individuato alcune bobine cinematografiche considerate “troppo preziose per essere buttate”.
Il ritrovamento e il percorso verso la conservazione
All’inizio ignaro del valore del materiale e impossibilitato a visionarlo, McFarland aveva provato a cederlo a un antiquario. L’operazione si era però interrotta quando era emerso che le pellicole, realizzate in nitrato, erano altamente infiammabili e potenzialmente esplosive. La svolta è arrivata la scorsa estate, quando l’uomo ha consegnato le bobine al National Audio-Visual Conservation Center della Library of Congress, a Culpeper, in Virginia.
Tra i dieci rulli affidati agli archivisti, come dicevamo all'inizio, uno si è rivelato particolarmente significativo: un film perduto di Georges Méliès, figura centrale della nascita del cinema, datato 1897 e dal titolo Gugusse et l'automate.
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Alle origini della settima arte
Realizzato appena due anni dopo la prima proiezione pubblica dei fratelli Lumière a Parigi, alla quale assistette anche Méliès, il cortometraggio appartiene alla fase pionieristica della storia del cinema. L’illusionista francese, destinato a rivoluzionare il linguaggio visivo con gli effetti speciali, avrebbe firmato pochi anni dopo Viaggio nella Luna, considerato uno dei primi esempi di fantascienza cinematografica. Il suo ultimo lavoro risale invece al 1913.
In seguito, la sua figura venne progressivamente dimenticata: si ritrovò a vendere giocattoli in un negozio della Gare Montparnasse, mentre il baricentro dell’industria cinematografica si spostava dall’Europa agli Stati Uniti. Una vicenda resa nota anche dalla trasposizione cinematografica Hugo Cabret di Martin Scorsese del 2011.
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Tra copie, contraffazioni e dispersione del patrimonio
La pellicola rinvenuta da McFarland è con ogni probabilità una copia di terza generazione dell’originale. Le opere di Méliès furono infatti spesso contraffatte, al punto che il regista è considerato tra i primi autori cinematografici a confrontarsi con il fenomeno della pirateria.
Secondo alcune ricostruzioni, lo stesso Méliès avrebbe distrutto circa un centinaio di negativi: la pellicola fusa sarebbe stata riutilizzata per la produzione di stivali destinati ai soldati francesi durante la Prima guerra mondiale.
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Un film mai visto prima
Nonostante Gugusse et l'automate fosse presente nei cataloghi dell’autore, il film non era mai stato visionato fino alla consegna delle bobine alla Library of Congress, avvenuta lo scorso settembre. La sequenza mostra Méliès nei panni di un mago che aziona un automa tramite una manovella.
La figura meccanica cresce progressivamente fino a colpirlo con un bastone. Il mago reagisce colpendola a martellate: l’automa si riduce, fino a scomparire completamente grazie a un trucco di montaggio.
“Le inquadrature sono di una precisione straordinaria per un film così antico, e le gag restano senza tempo”, ha osservato Jason Evans Groth, curatore delle immagini in movimento della Library of Congress.
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Le origini familiari della scoperta
Il ritrovamento permette anche di ricostruire la storia di William DeLyle Frisbee, bisnonno di McFarland, nato nel 1860 in Pennsylvania. Nel tempo libero lasciava il lavoro nei campi di patate e negli alveari per attraversare la campagna su un calesse, trasportando un fonografo Edison, una lanterna magica e, in seguito, un proiettore con alcune pellicole.
Le sue attività sono documentate in taccuini di viaggio dell’epoca. In uno di questi si legge: “Spettacolo a Garland, incasso di cinque dollari, pubblico difficile”, riferimento a una piccola località della Pennsylvania.
“Forse era sabato sera e avevano bevuto troppo”, ha ipotizzato McFarland. “Oppure erano semplicemente troppo rumorosi o eccitati dalle immagini”.
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Restauro e ritorno alla visione pubblica
A distanza di più di un secolo, le stesse immagini hanno suscitato emozione tra gli archivisti della Library of Congress. Le bobine sono state collocate in una cella frigorifera progettata per prevenire incendi da nitrato, insieme a decine di migliaia di pellicole appartenenti all’età d’oro di Hollywood.
Gli specialisti hanno impiegato una settimana per restaurare il materiale fotogramma per fotogramma e procedere alla digitalizzazione. Nonostante restringimenti e alcune lacerazioni, la pellicola si è conservata in condizioni sorprendentemente buone, considerando il lungo periodo trascorso in ambienti non controllati.
Oggi Gugusse et l'automate è tornato a far parte del patrimonio cinematografico ed è consultabile sul sito della Library of Congress, restituendo alla storia del cinema un tassello rimasto nascosto per oltre un secolo.