Dove è stato girato Cime Tempestose 2026: tutte le location tra Yorkshire e set
Cinema
Scopri dove è stato girato Cime Tempestose 2026 con Margot Robbie e Jacob Elordi: dalle brughiere dello Yorkshire Dales a Old Gang Smelt Mill, Reeth Moor e Bridestones Moor, fino alla storica Knole House nel Kent e ai set costruiti in studio. Qui il paesaggio non fa da sfondo ma plasma i personaggi: tra natura e architetture ideate da Suzie Davies, il territorio diventa il vero motore della tragedia
Il nuovo Cime Tempestose, adattamento del romanzo di Emily Brontë diretto da Emerald Fennell, è stato girato tra Yorkshire e Kent ed è uno dei film del 2026 più discussi per le sue location spettacolari, con numerosi interni ricostruiti integralmente in studio.
È una risposta corretta, ma incompleta.
Perché in questo caso sapere dove è stato girato il film significa capire perché esiste in questa forma.
C’è un momento preciso in cui un adattamento smette di essere letteratura filmata e diventa cinema.
Non succede quando Heathcliff grida il nome di Cathy.
Succede quando il vento entra nell’inquadratura.
Fennell non prova a raccontare il romanzo di Emily Brontë: prova ad abitarlo.
E per farlo non costruisce soltanto personaggi — costruisce geografie emotive.
Il lungometraggio lavora su una frattura continua: paesaggio reale e paesaggio costruito, natura e artificio, esterno e interiorità.
Due mondi — come Cathy ed Heathcliff — destinati a non conciliarsi mai.
Conoscere dove è stato girato Cime Tempestose significa quindi comprendere il film.
Dove è stato girato Cime Tempestose: tutte le location del film 2026
Chi cerca dove è stato girato Cime Tempestose trova una risposta apparentemente semplice: Yorkshire e Kent.
Ma le location non sono coordinate geografiche. Sono strutture narrative.
Le location di Cime Tempestose non illustrano la storia: la determinano.
Il film attraversa lo Yorkshire Dales National Park, Swaledale, Arkengarthdale, Reeth Moor e Bridestones Moor, fino alla storica Knole House nel Kent, mentre gli interni principali — Wuthering Heights e Thrushcross Grange — sono stati costruiti integralmente in studio.
Non esiste una sola casa.
Esiste un sistema di luoghi.
Un sistema che replica quello del romanzo: la brughiera non è l’esterno della storia, è il suo inconscio.
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Le brughiere dello Yorkshire: dove nasce la tragedia
Il cuore del film batte nello Yorkshire Dales National Park. Non è una scelta turistica. È ontologica.
Old Gang Smelt Mill diventa l’esterno simbolico di Wuthering Heights: rovine minerarie, camini industriali, sentieri che scompaiono nella nebbia.
Non sono paesaggi romantici — sono paesaggi esausti, quasi consumati dal tempo.
I personaggi camminano come se fossero già ricordi.
Il tempo qui non passa: sedimenta.
Lungo Bouldershaw Lane Cathy appare in abito da sposa.
Da lontano è romanticismo.
Da vicino è un funerale anticipato.
Melbecks Moor e Booze Moor offrono la brughiera pura: vento costante, orizzonte vuoto, nessun rifugio.
Qui il film trova la sua grammatica: l’orizzonte è sempre troppo grande per l’uomo.
Reeth Moor e Bridestones Moor completano il quadro.
Heathcliff non è selvaggio perché vive nella brughiera.
È la brughiera che vive in lui.
Il territorio non accompagna i personaggi: li precede, li supera, e quando scompaiono resta comunque presente.
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Knole House e le dimore: la civiltà come finzione
La storica Knole, dimora di seicento anni, appare come spazio sociale: piazza, cappella, comunità.
Qui la natura viene sostituita dalla gerarchia.
Lo spazio smette di essere aperto e diventa regolato.
Thrushcross Grange è l’opposto della brughiera: simmetria, luce, distanza dalle cose.
Non protegge — normalizza.
Cathy non tradisce Heathcliff scegliendo Edgar.
Tradisce il paesaggio.
Il film suggerisce che la civiltà non addomesica la passione: la traduce in comportamento accettabile.
Gli interni diventano allora una lingua straniera in cui i personaggi provano a parlare senza riuscirci.
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I set costruiti: quando la casa diventa un corpo
Gran parte degli interni è stata costruita in studio, scelta che distingue ulteriormente le location reali di Cime Tempestose dagli spazi artificiali.
E qui il film smette definitivamente di essere naturalistico.
Wuthering Heights è un organismo: rocce nei muri, umidità visibile, materia viva.
La casa non protegge dal clima — lo trattiene.
Thrushcross Grange è superficie: pavimenti laccati, riflessi, simmetrie.
Non accoglie: espone.
Lo spettatore capisce lentamente che i personaggi non si muovono dentro un’architettura ma dentro una condizione.
Non si abita una casa.
Si abita qualcuno.
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Suzie Davies: architettura della psiche e memoria deformata
Dietro questa materialità disturbante c’è la scenografa Suzie Davies, due volte candidata all’Oscar per Mr. Turner e Conclave.
Il suo lavoro non ricostruisce l’Ottocento: ricostruisce la memoria dell’Ottocento, trasformandola in esperienza fisica.
Uno spazio filtrato dall’immaginazione adolescenziale, dove ogni dettaglio è ingrandito emotivamente e percepito quasi attraverso il corpo.
La “skin room” — pareti costruite sull’epidermide di Cathy — trasforma lo spazio in identità.
Le applique a forma di mani, i pavimenti rossi, le pareti cristalline seguono una logica affettiva.
Non esiste superficie innocente.
Davies costruisce ambienti come ricordi deformati: proporzioni amplificate, simmetrie ossessive, materiali troppo presenti per essere realistici.
È un melodramma progettato come una mente che si manifesta attraverso la materia.
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Margot Robbie: il paesaggio come destino
Margot Robbie ha descritto la brughiera come una presenza fisica, non romantica.
Un elemento che invade gli interni e impedisce qualsiasi neutralità.
Secondo lei, Cathy non è divisa tra due uomini.
È divisa tra due ambienti incompatibili.
Il film restituisce così la natura brutale del romanzo: un amore che non consola, ma modifica chi lo prova.
Nessun abito resta immacolato.
Nessuna stanza resta incontaminata.
Perché le location spiegano il film
Capire dove è stato girato Cime Tempestose significa comprenderne la struttura.
Lo Yorkshire è pulsione.
Knole è istituzione.
I set sono mente.
Il paesaggio non fa da sfondo alla tragedia: la genera.
Il vento non è atmosfera.
È il film stesso.