Giorgio Armani, un biopic sullo stilista sarà diretto da Bobby Moresco

Cinema

Il film sarà prodotto da Andrea Iervolino con la società Taic Funding. Le riprese in Ungheria. Budget di 135 milioni di dollari

Un biopic su Giorgio Armani. Il film sulla vita del grande stilista scomparso il 4 settembre 2025 sarà prodotto da Andrea Iervolino con la società Taic Funding. A dirigerlo sarà Bobby Moresco, vincitore di uno Oscar per la sceneggiatura di Crash insieme a Paul Haggis. Iervolino e Moresco hanno già collaborato ad altri due biopic su altrettanti visionari dell’industria italiana, Lamborghini (2022) e Maserati (in uscita nel 2026). Il nome del regista è stato annunciato "a seguito della decisione assunta dal consiglio di amministrazione di Taic Funding che, nel corso della riunione tenutasi venerdì 23 gennaio 2026, ha deliberato che il film non sarà girato in Italia e verrà invece interamente prodotto in Ungheria", si spiega in una nota.

Budget totale di 135 milioni

La compagnia spiega anche che il budget totale stabilito per il film è di circa 135 milioni di dollari e che il titolo rientra tra le produzioni internazionali del gruppo per il biennio 2026-2027. Taic ha anche spiegato perché si è scelto di girare il film in Ungheria e non in Italia: la decisione "è seguita all'analisi approfondita del piano di investimento e ad un ampio confronto con il pool di banche e fondi statunitensi che supportano Taic Funding, alla luce dell'attuale contesto produttivo e amministrativo italiano". Lo stesso consiglio di amministrazione ha da pochi giorni deciso di trasferire all'estero anche la produzione di Bugatti - The Genius, "un progetto con un investimento superiore ai 200 milioni di dollari".

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Le parole di Iervolino

"Sono profondamente legato all'Italia e all'identità italiana - spiega Iervolino -. Pur essendo italo-canadese, resto un italiano orgoglioso. Continuerò a sviluppare progetti dedicati alle grandi icone del nostro Paese, guidato da un profondo amore per l'Italia. Anche se, in questo momento, questi film non saranno girati in Italia, continuerò a raccontarne le storie al mondo producendo all'estero. Dispiace constatare che, nell'arco di sole due settimane, l'Italia abbia perso circa 335 milioni di dollari di investimenti cinematografici. Il paradosso che emerge da questa situazione è evidente: film che celebrano l'eccellenza, la cultura e l'identità italiana vengono realizzati fuori dall'Italia non per mancanza di visione o di spirito italiano, ma a causa di una crescente perdita di fiducia nel quadro istituzionale e amministrativo".

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