Golden Globes 2026, il discorso di Mark Ruffalo contro la violenza dell'ICE

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Sul red carpet dei Golden Globes 2026 Mark Ruffalo ha denunciato la violenza legata alle recenti operazioni dell’ICE negli Stati Uniti. Indossando una spilla “Be Good” in memoria di Renee Macklin Good e Keith Porter, l’attore ha parlato di paura, responsabilità politica e legalità internazionale, sottolineando come la situazione attuale “non sia più normale”, pur celebrando la sua nomination per la serie Task

Golden Globes 2026, il discorso di Mark Ruffalo sul red carpet

Ai Golden Globes 2026 il tappeto rosso si è trasformato anche in uno spazio di denuncia. Mark Ruffalo, arrivando al Beverly Hilton Hotel, ha indossato una spilla bianca e nera con la scritta “Be Good”, accompagnata da un messaggio diretto contro la violenza dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE).

La spilla è stata indossata in memoria di Renee Macklin Good, uccisa il 7 gennaio a Minneapolis da un agente dell’ICE, e di Keith Porter, morto a Los Angeles dopo essere stato colpito da un agente dell’agenzia fuori servizio nella notte di Capodanno.

«Questa spilla è per Renee Nicole Good, che è stata uccisa», ha dichiarato Ruffalo sul red carpet. «Ed è per le persone negli Stati Uniti che oggi sono terrorizzate e spaventate».

“Io sono una di quelle persone spaventate”

Nel suo intervento, Ruffalo ha parlato apertamente del clima politico e sociale negli Stati Uniti, chiamando in causa direttamente il presidente Donald Trump e la sua gestione delle politiche internazionali e interne.

«Siamo nel mezzo di una guerra con il Venezuela che abbiamo illegalmente invaso», ha detto l’attore. «Sta dicendo al mondo che il diritto internazionale non conta nulla. L’unica cosa che conta per lui è la sua morale personale».

Ruffalo ha poi aggiunto: «Se ci affidiamo alla moralità di quest’uomo per guidare il Paese più potente del mondo, allora siamo tutti in grossi guai».

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“Questo è per lei. Questo non è l’America”

Il discorso si è chiuso con un riferimento diretto al senso di appartenenza e di identità nazionale.

«Questo è per lei», ha concluso Ruffalo, tornando a citare Renee Macklin Good. «Ed è per le persone negli Stati Uniti che oggi hanno paura. Io sono una di loro. Amo questo Paese. Ma quello che sto vedendo accadere non è l’America».

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La nomination e la frase finale: “Questo non è più normale”

Ruffalo ha comunque sottolineato di essere felice di poter partecipare alla serata dei Golden Globes come candidato, grazie alla nomination come Miglior attore in una serie drammatica per Task, produzione HBO.

Ma anche in questo contesto ha ribadito la sua posizione: «Festeggiare va bene, ma quello che sta succedendo non è più normale».

Il suo intervento è stato uno dei momenti più commentati del red carpet della 83ª edizione dei Golden Globe Awards.

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