Oscar 2026, Playing God è il corto italiano in shortlist

Cinema
Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto

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Luci e ombre per il cinema italiano dall'Academy. Se da un lato Familia di Francesco Costabile non riesce a centrare l’obiettivo sperato, dall’altro l’animazione tricolore ottiene un risultato significativo con un'opera inserita nella prima selezione. E c'è anche il cortometraggio irlandese Eirù della regista italiana Giovanna Ferrari

La pubblicazione delle shortlist degli Oscar porta con sé luci e ombre per il cinema italiano. Se da un lato Familia di Francesco Costabile non riesce a centrare l’obiettivo sperato, dall’altro l’animazione tricolore ottiene un risultato significativo, con un'opera inserita nella selezione dei migliori cortometraggi animati. È un bilancio articolato quello che emerge dall’annuncio ufficiale dell’Academy, diffuso a New York il 16 dicembre 2025.

 

L’Italia che fa cinema riesce comunque a distinguersi grazie all’ingresso di Playing God di Matteo Burani nella shortlist dei 15 migliori corti animati. Un risultato che assume particolare rilievo se si considera l’ampiezza della selezione, costruita a partire da 113 cortometraggi animati provenienti da tutto il mondo. Nella stessa giornata l’Academy ha reso note le shortlist in 12 categorie complessive.

Inoltre nella shortlist dei 15 migliori corti animati ci finisce anche il corto irlandese Éiru della regista italiana Giovanna Ferrari.

Playing God: l’arte, il tormento e la corsa verso la statuetta

Playing God è un racconto animato di sette minuti che segue il percorso di un artista tormentato, impegnato nel tentativo di modellare una figura umana dalle proporzioni ideali. Il progetto si interrompe quando l’artista prende atto del proprio fallimento e abbandona la creazione.

 

Per il film di Matteo Burani il cammino verso gli Oscar non è ancora concluso: il prossimo passaggio cruciale sarà l’annuncio delle candidature fissato per il 22 gennaio, prima dell’eventuale approdo alla ‘notte delle stelle’ del 15 marzo al Dolby Theater. Intanto, per il regista e per le sue creature di terracotta, ispirate a Niccolo' dell'Arca e realizzate nello Studio Croma di Bologna, l’ingresso nella top 15 rappresenta già un primo, importante successo.

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"Siamo orgogliosi che un gioiello di animazione e talento come il cortometraggio di Matteo Burani 'Playing God' sia stato selezionato dall'Academy nella shortlist per il miglior corto d'animazione agli Oscar. Il percorso pubblico del film è partito da Sic@Sic, la sezione ideata da Cinecittà e realizzata insieme alla Settimana Internazionale della Critica, un programma-laboratorio che negli anni sta portando talenti del cortometraggio all'opera prima e a una visibilità importante, e che questa volta ci ha portato questa bellissima sorpresa. Per Cinecittà è la conferma che il talento va seguito sin dal cortometraggio, in cui crediamo con passione. A Matteo, ad Arianna Gheller che ha fondato con lui lo Studio Croma Animation, e a tutti quanti hanno contribuito a questo piccolo grande film, l'augurio che il suo viaggio sia ancora molto lungo". Così Manuela Cacciamani, amministratore delegata di Cinecittà, commenta la selezione nella shortlist degli Oscar nella categoria Best Animated Short Film di 'Playing God', il cortometraggio italiano di Matteo Burani, presentato in prima mondiale a Sic@Sic nel 2024, e che da lì ha avuto una distribuzione festivaliera di successo, con 180 selezioni ufficiali e un totale di 92 premi internazionali.  È la prima volta che un cortometraggio italiano di animazione entra nella shortlist a 15 degli Oscar. "Essere in shortlist rappresenta per noi un riconoscimento del percorso complesso, durato sette anni, che ci ha portato fino a qui, motivati prima di ogni altra cosa dal desiderio di fare cinema", hanno dichiarato Matteo Burani e la produttrice Arianna Gheller

Éiru: l’esordio alla regia di Giovanna Ferrari

Non solo Playing God: c'è molta Italia anche in Éiru, corto che gareggia per l'Irlanda firmato dalla regista italiana Giovanna Ferrari. Bolognese, classe 1979, Ferrari vive a Kilkenny dal 2015, dove lavora come head of story e disegnatrice nel prestigioso studio d’animazione Cartoon Saloon.

 

Éiru, ambientato nell’Irlanda celtica, racconta la storia di una bambina minuta dai capelli color di fiamma e segna la prima opera in cui l’autrice firma sia la regia sia la sceneggiatura. A sostenere il progetto in qualità di produttrice è Nora Twomey, attiva nello stesso studio e già nominata agli Oscar per The Breadwinner.

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Le canzoni originali e gli altri film in evidenza

Un ulteriore riferimento all’Italia compare nella shortlist delle 15 canzoni originali, dove figura Sweet Dreams of Joy da Viva Verdi, il documentario di Yvonne Russo dedicato alla vita degli ospiti della Casa di Riposo per Musicisti di Milano, conosciuta come Casa Verdi.

 

Nella stessa categoria, Sinners e Wicked: For Good risultano in testa per numero di piazzamenti, mentre lo spagnolo Sirât si colloca in buona posizione. Tra i film selezionati in varie categorie, dal makeup alla cinematografia e alle diverse declinazioni musicali, compaiono anche Frankenstein, Hamnet, Marty Supreme, Una Battaglia Dietro l'Altra e Sentimental Value.

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Documentari e film internazionali: la delusione di Familia

Nel settore dei documentari, su 201 titoli considerati, l’Academy ne ha selezionati 15, tra cui The Alabama Solution, Apocalypse in the Tropics, The Perfect Neighbor e 2000 Meters to Andriivka.

 

Diverso l’esito per l’Italia nella categoria del miglior film internazionale: il Paese, che aveva puntato ufficialmente su Familia, resta escluso dalla shortlist. La competizione vede prevalere titoli come il norvegese Sentimental Value di Joachim Trier, candidato anche come miglior film, Un Semplice Incidente dell’iraniano Jafar Panahi, presentato dalla Francia, il brasiliano L'Agente Segreto e il coreano No Other Choice.

 

La top 15 internazionale, definita sulla base dei contributi di 86 Paesi, include inoltre Belén (Argentina), Sound of Falling (Germania), Homebound (India), The President's Cake (Iraq), All That's Left of You (Norvegia), Palestine 36 (Palestina), Sirât (Spagna), Late Shift (Svizzera) e The Voice of Hind Rajab (Tunisia).

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