Sean Penn lascia l'Ucraina e cammina a piedi fino in Polonia

Cinema

Camilla Sernagiotto

©Getty

Il regista, attore e attivista dei diritti umani che si è recato in Ucraina per documentare l'invasione russa ha confermato di essere evacuato in Polonia. Il divo ha condiviso sui social network uno scatto di se stesso mentre trasporta una valigia in una strada su cui sta camminando. Cerca di raggiungere a piedi il confine con la Polonia. Sullo sfondo, una fila interminabile di automobili. "Quasi tutte le auto in questa foto trasportano solo donne e bambini", ha scritto il divo

Sean Penn ha lasciato l'Ucraina, dove negli scorsi giorni si era recato per documentare l'invasione russa e la guerra per il documentario che produrrà.

Il regista, attore e attivista per i diritti umani ha confermato di essere evacuato in Polonia: ha condiviso sui propri social network uno scatto di se stesso mentre trasporta una valigia in una strada su cui sta camminando. È diretto verso la Polonia, dopo giorni trascorsi nel Paese che è sotto attacco da parte della Russia. In queste ore la crisi si sta intensificando.

L’immagine di Sean Penn con il trolley a lato di una strada in cui vediamo sullo sfondo una fila interminabile di automobili, con a bordo donne e bambini ucraini che tentano di fuggire, è struggente. Sembra un frame di un film distopico. Invece sappiamo, purtroppo, che si tratta della cruda realtà.

"Io e due colleghi abbiamo camminato per miglia fino al confine polacco dopo aver abbandonato la nostra auto sul ciglio della strada", ha scritto Penn su Twitter. "Quasi tutte le auto in questa foto trasportano solo donne e bambini, la maggior parte senza alcun segno di bagaglio, e un'auto è il loro unico bene di valore”.

La star di Hollywood, 61 anni, nel corso di queste ore ha fornito aggiornamenti su quanto sta documentando, vedendo e apprendendo in Ucraina.
Ha partecipato a conferenze stampa e ha filmato e fotografato parecchi momenti del conflitto. Già lo scorso novembre, alla fine del 2021, Sean Penn si era recato in Ucraina per fare dei sopralluoghi e condurre le ricerche per il documentario. Tuttavia, quando è scoppiata la crisi bellica, si è immediatamente precipitato sul luogo, essendo diventata di primaria importanza per lui la documentazione.   

L’impegno civile e umanitario di Sean Penn

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Sean Penn ha definito l'invasione russa "un brutale errore di vite tolte e cuori infranti”, come è stato riportato da USA TODAY sabato 26 febbraio.

"Se non cede, credo che Putin avrà commesso un errore orribile per tutta l'umanità", ha detto Penn, aggiungendo che il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e il popolo ucraino "sono diventati simboli storici di coraggio e principio. L'Ucraina è la punta della lancia per l'abbraccio democratico dei sogni. Se la facciamo combattere da sola, la nostra anima come America è persa”, ha dichiarato Penn a USA TODAY.

Le parole di encomio a Penn

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Giovedì 24 febbraio l'Ufficio del Presidente dell’Ucraina ha scritto in un post su Facebook che Penn ha preso parte a conferenze stampa, ha parlato con giornalisti e con militari e ha incontrato il vice primo ministro, Iryna Vereshchuk.

In una dichiarazione ufficiale diramata dall'ufficio presidenziale ucraino, il divo è stato encomiato: "Sean Penn dimostra il coraggio che manca a molti altri, in particolare ai politici occidentali. Il regista è venuto appositamente a Kiev per registrare tutti gli eventi che stanno accadendo attualmente in Ucraina e per dire al mondo la verità sull'invasione russa del nostro Paese".

Il documentario di Sean Penn

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Già mesi prima dell'invasione russa, Penn si è recato in Ucraina per scattare immagini, girare filmati e fare sopralluoghi nella regione di Donetsk.


Nel novembre 2021 erano state diffuse sui social network le foto dell'attore e regista in visita alle forze armate ucraine.
Il documentario sulla guerra tra Russia e Ucraina verrà prodotto da VICE Studios.

Ricordiamo che Sean Penn, vincitore dell'Oscar, da anni è attivo anche sul fronte umanitario, oltre che su quello artistico e culturale.


È stato coinvolto in svariati sforzi umanitari a livello internazionale, battendosi contro la guerra e aiutando le popolazioni colpite dagli scontri bellici così come da calamità naturali, come nel caso della distruzione di Haiti a causa dei terremoti del 2010.

Quell'anno la star si è immediatamente recata ad Haiti, inizialmente con il piano di rimanere qualche settimana per distribuire generi alimentari e medicine. Ma vedendo il disastro e il numero di morti e sfollati, non se l'è sentita di andarsene: è rimasto per molto tempo ad Haiti e ha fondato l'organizzazione no-profit CORE, per il soccorso in caso di calamità. Tutto ciò viene raccontato nel documentario di cui Penn è soggetto: Citizen Penn, diretto da Don Hardy e uscito nel 2020, dieci anni dopo i fatti di Haiti.

Anche per quanto riguarda la pendemia, Sean Penn si è impegnato in prima linea. Per quanto riguarda i test Covid istituiti negli Stati Uniti, è a lui che si deve la gestione del più grande sito di vaccinazione su territorio americano, installato presso il Dodgers Stadium di Los Angeles.

"Dal clima, alla risoluzione dei conflitti, alla povertà e al Covid-19, la cittadinanza richiede sempre più servizio. Il servizio stesso può essere una strada accidentata, ma una strada che tutti dobbiamo percorrere. Don Hardy l'ha percorsa con CORE (JP/HRO) per oltre un decennio e spero che il suo cinema possa trovare qualche forma di ispirazione per chi lo guarda. Mostra il buono, il cattivo e il brutto”,  aveva dichiarato Sean Penn in un comunicato ufficiale diffuso in occasione dell'uscita del film Citizen Penn. Quelle parole sono ancora molto attuali.


Di seguito potete vedere il tweet di Sean Penn in cui sta camminando verso il confine con la Polonia, per lasciare l'Ucraina:

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