Cops - Una banda di poliziotti, l'intervista a Francesco Mandelli

Cinema sky cinema

di Massimo Vallorani

Abbiamo incontrato Francesco Mandelli, uno dei protagonisti di Cops – Una banda di poliziotti di Luca Miniero, il nuovo film Sky Original, prodotto da Sky e Banijay Italia. L' attore ci ha parlato del suo personaggio, Benny “The Cop”, del perché vederla e molto altro ancora

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Cops, il cast: Francesco Mandelli è Benny The Cop

Sarà perché ha dimostrato di essere un attore più unico che raro, sarà per quella sua faccia un po' così da eterno ragazzo. Oppure tutto dipende da quel suo lato un po’ folle che lo contraddistingue, ma Francesco Mandelli è uno che quando passa lascia sempre il segno, sia se decide di stare davanti o dietro la macchina da presa. Un vero e proprio “mattatore” che riesce sempre a librarsi alto nel cielo troppo affollato dell’intrattenimento. Di conseguenza non poteva di certo passare inosservata la sua partecipazione in Cops - Una banda di poliziotti, nuova commedia di casa Sky Original, (su Sky Cinema e anche in streaming su Now Tv). Perché, in questo nuovo film diretto da Luca Miniero, il personaggio di Benny "The Cop" sembra veramente calzare a pennello per Mandelli, che, non abbiamo dubbi, si sarà molto divertito ad interpretare questo ruolo. Del resto chi meglio di lui poteva partecipare ad un esperimento televisivo (perché Cops è anche questo) dove vengono a mischiarsi, cosa unica in Italia, commedia e azione, umorismo demenziale e crime?  Mandelli vince e convince perché ha saputo usare l'arma tagliente della parodia per fare il verso a certi personaggi del poliziesco italico che da troppi anni inflazionano i palinsesti televisivi. Del resto essere dissacranti non è da tutti e Mandelli questo lo sarà fare davvero bene. Per uno, poi che è stato capace di inventarsi I Soliti Idioti" a vent’anni (insieme a Fabrizio Biggio) non deve essere stato complicato. Siamo insomma nel suo terreno preferito e ce lo ha raccontato.

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Cops - Una banda di poliziotti, l'intervista a Luca Miniero

Chi è veramente Benny "The Cop"?

È uno dei personaggi più belli e divertenti che mi è capitato di interpretare. È arrivato questo provino e leggendo la sceneggiatura ho subito capito che lo dovevo fare. Perché il personaggio mi divertiva tantissimo e sembrava scritto apposta per me. Naturalmente quando poi giri ed entri nel vivo delle riprese capisci che puoi ulteriormente migliorarlo. Di base il mio personaggio, Benny "The Cop", è un agente, ossessionato dai polizieschi americani, si esprime con anglicismi un po' strambi, ama la musica country, pensa di vivere nel Bronx ma vive in un posto dove non ci sono crimini. Sembrerebbe un pazzo e forse lo è davvero, ma una cosa bisogna dire di lui. È uno che crede molto in quello che fa, anzi è forse, insieme al Commissario Cinardi (ndr Claudio Bisio), uno che è convinto che indossare una divisa da poliziotto sia ancora un valore aggiunto. Naturalmente, questo non toglie che sia una persona confusa
Del resto vive ancora con la nonna che adora, con la quale simula agguati da vero poliziotto americano. A questo proposito, anche dopo mesi dalla fine delle riprese di Cops, mi è venuto personalmente il dubbio che forse la "nonna" non esista proprio e sia un po' un sogno alla Psyco dello stesso Benny.

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La recensione del primo appuntamento

Quanto ci ha messo di suo nel personaggio di Benny?

Naturalmente il personaggio di Benny è stato costruito in buona parte da Luca Miniero e dagli sceneggiatori del film. Poi ho aggiunto qualcosa di mio. Per esempio non suonava la chitarra mentre io, nella vita reale, la suono. Poi, ci siamo inventati una certa sua confusione anche a livello sessuale. Questo ha dato modo di approfondire in un certo qual modo un lato un po' oscuro del carattere di Benny che considera prioritario amare, per esempio le armi, che impelagarsi in storie sentimentali. Ne abbiamo fatto una persona insicura che non vuole perdere le poche certezze che ha conquistato. Insomma un personaggio che ha molti lati deboli cosa che del resto caratterizza tutti i personaggi di Cops, che in un mondo regolato dall'algoritmo sarebbero tutti eliminati. Ma forse dall'unione di tante debolezze può nascere una forza. È questa la cosa bella e interessante di Cops.

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Cops - Una banda di poliziotti, le foto del primo appuntamento

Com’è stato il primo giorno di set?

Debbo dire che era molto tranquillo perché Benny lo sentivo molto mio e poi perché ho capito subito che sul set c'era molta energia e positività. Ancora oggi con il resto degli attori ci sentiamo spesso e abbiamo addirittura creato una chat con cui regolarmente ci interfacciamo. È una cosa davvero particolare. Se ti capita a 20 anni ci può stare, se invece ti capita a 40 capisci che sul set è nato qualcosa di unico  Di vera amicizia. Una cosa rara.

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Cops - Una banda di poliziotti, il cast e i personaggi

Cosa le fa venire in mente la parola demenziale?
La prima cosa che mi viene in mente con "demenziale" è Elio e le Storie Tese, quindi rock demenziale. Per la cronaca ho conosciuto Claudio Bisio proprio attraverso i vinili di Elio. Tornando alla domanda, la demenzialità è secondo me, lo spingere all'estremo la realtà, distorcerla, dissacrarla, per poi constatare che in fondo quello che ne esce fuori è più vera del vero. Dispiace che soprattutto da noi, in Italia, la parola demenziale è legata ad una accezione quasi sempre negativa. Ma questa è dovuto principalmente al fatto che se si fa un prodotto che tende verso questo genere, l'unica discriminante possibile è quello della qualità. 

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Nel corso della sua carriera, è stato difficile togliersi la maschera del “Solito Idiota”?

Io sono contento di aver fatto I soliti Idioti e neanche sto andando in una direzione artistica per cui devo necessariamente negare quella esperienza che mi ha portato tanto successo. Io non voglio togliermi quella maschera perché oggi non sono più quella persona. Sono diverso, ho fatto il regista di un film come Bene ma non benissimo sul tema del bullismo, un altro film sulla famiglia, adesso Cops. Io sono andato avanti pensando di non voler essere più schiavo di quella esperienza. Di sicuro mi è servita come una chiave per aprire una porta che una volta oltrepassata ti dà l'opportunità di essere libero di scegliere altre strade.

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Ho letto che lei si sente  più a tuo agio dietro la macchina da presa È vero?

Mi diverto ancora a fare l'attore e  rispetto a stare dietro la macchina da presa è stata una vacanza, impegnativa ma bella. Ma dirigere mi piace di più, mi sembra di avere una creatura mia tra le mani.

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Musica, teatro, cinema, radio, televisione, due libri: cosa manca alla lista?
Mi piacerebbe continuare a fare quello che sto facendo. Molte persone più grandi di me mi hanno spesso ripetuto che dovevo scegliere cosa fare da grande, cosa volevo, Io. Dico la verità, non voglio scegliere, perché penso che ogni cosa che faccio alimenta quella successiva. Ma non lo faccio con la metodicità di un professionista ma molto più semplicemente perché riesco a vivere questo tutto come se fosse un'avventura. Una splendida avventura che vorrei non finisse mai. 

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