Yves Saint-Laurent, lo stilista nasceva 90 anni fa. Ecco chi sono state le sue muse. FOTO
L'artista francese è stato tra i più noti e apprezzati creatori di moda del XX secolo, e nel 1980 è stato il primo fashion designer ad avere una retrospettiva del suo lavoro al Metropolitan Museum di New York. Ecco le donne che lo hanno ispirato e accompagnato nella sua straordinaria carriera
Novanta'anni fa, l’1 agosto 1936, nasceva a Orano, una città dell’Algeria nordoccidentale, Yves Henri Donat Mathieu Saint Laurent, noto semplicemente come Yves Saint Laurent. Tra i più amati stilisti del XX secolo, nel 1980 è stato il primo creatore di moda a godere di una retrospettiva al Metropolitan Museum di New York. Per lui hanno sfilato le top model più famose, dagli anni ’80 fino alla sua morte avvenuta l’1 giugno 2008 a Parigi dopo una lunga malattia. Ecco chi sono state le sue muse.
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Tra le modelle diventate “muse” di Yves Saint Laurent c’è Carla Bruni che ha definito Monsieur Saint Laurent come il re che trattava “come regine” le sue modelle. ““utti gli abiti di Yves Saint Laurent hanno rivisitato qualcosa. Erano come dei ritornelli”, ha detto l’indossatrice italiana, aggiungendo che “non ho mai sperimentato una tale perfezione in nessun altro abito che non fosse il suo”.
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Carla Bruni, in una recente intervista, ha ricordato come Saint Laurent fosse “un amore di gentilezza, di tenerezza, di rispetto”. “I suoi vestiti erano piccoli miracoli”, ha spiegato la chanteuse celebrando il genio del couturier: “Sapeva fare in modo eccezionale, lui era una persona eccezionale, eccezionalmente fragile, eccezionalmente potente, eccezionalmente colto, eccezionalmente luce”.
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Loulou de la Falaise è stata, insieme a Betty Catroux, tra le più amate modelle di Yves Saint Laurent. Lo stilista disse: “Se Loulou ispira la mia fantasia, Betty ispira le mie silhouette rigorose”.
La francese Betty Catroux ha sottolineato che a lei la moda non piaceva e lo stilista lo sapeva perciò “con lui non si parlava mai di moda". Secondo la modella, Yves Saint Laurent era probabilmente affascinato dal suo "lato leggermente transgender” di cui seppe catturare l'essenza. "Vestivo sempre di nero, sempre à la garçonne”, ha ricordato.
Loulou e Betty furono amiche dello stilista, complici, ispiratrici e le sue reincarnazioni in un corpo femminile con cui condivideva la stessa anatomia androgina, sofisticatissima, anti-cliché.
In particolare, Yves Saint Laurent aveva conosciuto Catroux nel 1967 a Parigi e tra i due nacque un’amicizia istantanea. Lui, nel 1968, dichiarò che Betty “è perfetta nei miei vestiti, esattamente ciò che mi piace”.
Catherine Deneuve è stata la madrina all’inaugurazione della prima boutique Rive Gauche a Londra nel 1969 dello stilista. Anche lei fa parte delle muse di Yves Saint Laurent.
Poi ancora Marisa Berenson, nipote della stilista Elsa Schiaparelli che Yves Saint Laurent chiamava “maga” con devozione. La top model statunitense è invece stata soprannominata dallo stilista francese “la ragazza dei ’70” che riusciva a incarnare il fascino bohémien chic di quel decennio e il lusso moderno.
Amalia Vairelli trovò in Yves Saint Laurent un punto di riferimento lavorando con lui dal 1978 al 2002. “Mi sentii protetta da qualsiasi forma di aggressione, anche con indosso vestiti che mi mettevano a nudo: i suoi abiti risolvevano dubbi, curavano ferite, spalmavano un balsamo che in modo sottile ci conferiva qualsiasi potere”, ha detto parlando di Monsieur Yves.
Il legame tra Amalia Vairelli e Yves Saint Laurent era talmente profondo che la modella volle che lo stilista diventasse il padrino del figlio perché per lei era stato come un padre.
Violeta Sanchez è stata una delle più grandi modelle tra gli anni ’80 e ’90 e ha definito Yves Saint Laurent come uno stilista che “sapeva come catturare la luce: illuminava le donne, ma senza renderle un faro”.
Laetitia Casta è stata l’ultima grande musa di Yves Saint Laurent, famosa in particolare per il suo iconico abito da sposa di fiori durante la sfilata Haute Couture Primavera/Estate 1999. Lo stilista la chiamava il suo “uccello del paradiso”. “Con lui l’energia veniva dal cuore, non dalla testa”, ha ricordato la top model e attrice.
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Casta lo ha descritto come "pittore della vita", profeta e valido consigliere. “Ciò che ci legava era totalmente intangibile. Yves Saint Laurent mi guardava in modo puro e sincero, è come avesse riconosciuto realmente chi io fossi, è come se mi avesse adottato”, ha rivelato in un’intervista.
L’abito Mondrian non è una musa ma sicuramente è la creazione che più ha rappresentato lo stile di Saint Laurent. Ispirato dai quadri del pittore Mondrian, i cui disegni rendevano protagonisti le geometrie e i colori, il vestito dalle linee dritte e semplici è diventato il più iconico del marchio di moda francese.
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