John Frieda, morto l'hairstylist delle star da Jackie Kennedy a Lady Diana

Spettacolo

Camilla Sernagiotto

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Il famoso parrucchiere britannico è morto a 75 anni. In cinquant’anni di carriera ha firmato i look di celebrità come Lady Diana, Madonna e Jacqueline Kennedy Onassis, costruendo un marchio internazionale grazie anche alla linea Frizz-Ease

John Frieda, uno dei parrucchieri più influenti nel panorama internazionale della bellezza, è morto a 75 anni. A confermare la notizia, il 4 novembre 2026, è stato il team del suo storico salone londinese attraverso un messaggio sui social, nel quale ha ricordato il talento e l’approccio pionieristico dell’hairstylist. In circa mezzo secolo di attività, Frieda ha contribuito a definire l’immagine di numerose celebrità, da Madonna a Lady Diana, passando per Jacqueline Kennedy Onassis, Twiggy, Diana Ross e Farrah Fawcett.

 

Il suo nome è legato a due intuizioni che hanno lasciato un segno nel settore: il Purdey cut, il taglio corto diventato celebre grazie all’attrice Joanna Lumley, e Frizz-Ease, la linea di prodotti pensata per contrastare l’effetto crespo. Due risultati diversi, accomunati dalla capacità di individuare esigenze e tendenze prima che diventassero fenomeni di massa.

Il Purdey cut e il successo nel mondo della moda

Frieda aveva aperto il suo primo salone nel giugno 1976, in New Cavendish Street, a Londra. L’attività si era distinta per l’attenzione alla qualità del servizio e per un’atmosfera meno formale rispetto a quella di molti saloni tradizionali. Nello stesso anno arrivò una delle svolte della sua carriera: il Purdey cut, un taglio geometrico e corto ispirato al personaggio interpretato da Joanna Lumley nella serie televisiva The New Avengers.

 

L’acconciatura contribuì a consolidare la sua reputazione e a renderlo un punto di riferimento per il mondo dello spettacolo e della moda. Nel corso degli anni Frieda lavorò con personalità internazionali e collaborò con importanti testate del settore, tra cui British Vogue e Harper’s Bazaar. Tra i suoi lavori più noti figura anche l’acconciatura di Lady Diana per il ritratto di fidanzamento pubblicato da Vogue.

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Frizz-Ease, l’intuizione che trasformò il marchio

Alla carriera nei saloni Frieda affiancò un’attività imprenditoriale di grande successo. Nel 1988 lanciò Frizz-Ease, una linea professionale sviluppata per disciplinare i capelli crespi e rendere più gestibili le chiome ribelli. Il progetto intercettò un’esigenza diffusa e contribuì alla crescita del suo marchio, che negli anni si è ampliato con prodotti dedicati a diverse necessità, tra cui la lozione Thickening Lotion e lo shampoo schiarente Go Blonder.

 

La sua filosofia professionale si basava non soltanto sulla tecnica, ma anche sulla capacità di riconoscere le caratteristiche di ogni persona. In un’intervista al British Beauty Council, pubblicata nel giugno 2026 in occasione dei cinquant’anni della sua attività, Frieda aveva indicato nella percezione visiva una qualità essenziale per un parrucchiere: capire quale stile possa valorizzare chi lo indossa

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La famiglia e l’eredità professionale

Nato nel 1951 nel Middlesex con il nome di Alan Howard Frieda, proveniva da una famiglia legata al mestiere dell’acconciatura: il padre possedeva un salone e il nonno era barbiere. Aveva iniziato a lavorare a Londra da House of Leonard, diventando assistente del parrucchiere Lewis Leonard. In seguito aveva adottato il nome John, utilizzato anche dal padre, per distinguersi da un altro professionista chiamato Alan.

 

La sua vita privata si è intrecciata con quella del mondo dello spettacolo. Dal 1977 al 1991 è stato sposato con la cantante e attrice britannica Lulu, dalla quale ha avuto il figlio Jordan. In seguito ha sposato Frances Avery Agnelli, vedova di Giovannino Agnelli, con cui ha avuto Jackson e Leyla; ha inoltre accolto nella famiglia Asia, figlia di Avery.

Nel ricordare il futuro del suo salone, Frieda aveva espresso il desiderio che il gruppo continuasse a lavorare secondo gli standard e i principi costruiti nel tempo, soprattutto a beneficio dei giovani professionisti. Un’eredità che va oltre i tagli diventati iconici e i prodotti entrati nelle abitudini di milioni di consumatori: la capacità di trasformare la cura dei capelli in un settore in cui tecnica, identità e cultura visiva si incontrano.

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