Meryl Streep e Anna Wintour, le due Miranda di Il Diavolo veste Prada 2 su Vogue
SpettacoloL'attrice statunitense e la giornalistica britannica sono le protagoniste di uno scatto firmato Annie Leibovitz. Le due figure, entrambe avvolte in creazioni Prada, incarnano due versioni distinte ma complementari di un’identità simbolica ormai entrata nell’immaginario collettivo. L’incontro si inserisce nel percorso di avvicinamento all’uscita dell'attesissimo sequel che riporta al centro il mondo della moda
Due icone a confronto sulla copertina di Vogue. L’immagine cattura immediatamente lo sguardo e crea un curioso effetto di duplicazione: sulla nuova copertina del celebre magazine di moda compaiono fianco a fianco Meryl Streep e Anna Wintour, protagoniste di uno scatto firmato Annie Leibovitz.
Le due figure, entrambe avvolte in creazioni Prada, incarnano due versioni distinte ma complementari di un’identità simbolica ormai entrata nell’immaginario collettivo: la mitica Miranda (e chi altri, se no?).
L’incontro tra le due icone (oramai quasi sovrapponibili) non è casuale, ma si inserisce nel percorso di avvicinamento all’uscita di Il Diavolo Veste Prada 2, sequel attesissimo che riporta al centro il mondo della moda. Il debutto nelle sale è fissato per il primo maggio, in una coincidenza significativa con il gala del Met, evento di cui Anna Wintour è da decenni figura centrale e indiscussa regista.
Chloe Malle racconta come è nato l'incontro
A raccontare la genesi di questo incontro è Chloe Malle, che ha assunto la direzione di Vogue Usa lo scorso settembre. In una lettera dalla direzione, Chloe Malle sottolinea come la realizzazione dell’intervista e del servizio fotografico sia stata il risultato di mesi di organizzazione e di una notevole determinazione.
Il progetto si è arricchito ulteriormente grazie alla presenza di Grace Coddington come stylist, dando vita a un quartetto definito di straordinaria rilevanza.
Nel suo racconto, Malle rievoca anche un ricordo personale: la partecipazione, vent’anni prima, alla première newyorkese del primo capitolo della saga insieme alla madre Candice Bergen. All’epoca, Meryl Streep interpretava già Miranda Preston, direttrice di una rivista di moda liberamente ispirata a Vogue, ruolo che torna a incarnare nel nuovo film.
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Un incontro simbolico a Manhattan
Il nuovo faccia a faccia tra Meryl Streep e Anna Wintour si svolge in un hotel di Manhattan. Entrambe, oggi settantaseienni e nonne, si presentano con un dettaglio sorprendentemente coordinato: sciarpe gialle che Chloe Malle descrive come il segno distintivo di “una coppia di generali con mostrine coordinate”. Da qui nasce una domanda suggestiva: “cosa succede quando si mettono due Miranda nella stessa stanza?”.
A guidare la conversazione interviene Greta Gerwig, regista che ha già lavorato con Meryl Streep in Piccole Donne del 2019, dove l’attrice interpretava Zia March. Grande estimatrice di Il diavolo veste Prada – DWP2, come viene abbreviato da Vogue, Gerwig assume il ruolo di moderatrice del dialogo.
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Moda, immagine e potere
L’intervista prende avvio da un elemento apparentemente marginale ma significativo: i cappotti, che nel primo film rappresentano un vero e proprio leitmotiv. “Mi piacciono. Coprono tutti i peccati di quello che c’è sotto”, osserva Meryl Streep. A questa riflessione si affianca il commento di Anna Wintour: “E sono facili da provare”.
Da questo spunto iniziale, il confronto si amplia rapidamente a temi più profondi. Le due protagoniste, ciascuna al vertice del proprio ambito – il cinema per Meryl Streep, la moda per Anna Wintour – affrontano il tema della rappresentazione femminile. “Mi colpisce che le donne al potere debbano avere le braccia scoperte in tv, mentre gli uomini sono coperti con camicie, cravatte o completi. Nell’essere donne sembra esserci una sorta di scusa implicita: devono mostrare la propria ‘piccolezza’”, afferma Meryl Streep.
Su un altro fronte, emerge una divergenza di visione. Di fronte all’idea che il sistema della moda possa essere in crisi, Anna Wintour respinge decisamente questa interpretazione: “Ci stiamo evolvendo. Siamo ancora qui. Stiamo tutti facendo il nostro lavoro in modi diversi e su molteplici piattaforme invece che su una sola. Stiamo raggiungendo molte più persone”.
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Due figure, un’unica narrazione
L’incontro tra Meryl Streep e Anna Wintour si configura così come un dialogo tra due simboli, due interpretazioni della stessa figura iconica.
La copertina di Vogue non è soltanto un esercizio estetico, ma diventa il punto di convergenza tra realtà e finzione, tra cinema e moda, tra rappresentazione e identità. Un confronto che, alla vigilia dell’uscita di Il Diavolo Veste Prada 2, rafforza il legame tra due universi che continuano a riflettersi l’uno nell’altro.