Blake Lively contro Justin Baldoni, respinte accuse di molestie sessuali nella causa

Spettacolo
©Getty

Un giudice federale degli Stati Uniti ha respinto 10 delle 13 accuse totali per questioni procedurali, ma ne ha accolte tre minori relative al reato di ritorsione sul lavoro che vede accusata la società di produzione dell'attore e regista del film It Ends With Us. Il caso, quindi, è ancora aperto, e sarà sottoposto alla valutazione di una giuria. Il processo è previsto il 18 maggio

Un giudice federale degli Stati Uniti ha respinto le accuse di molestie sessuali che Blake Lively aveva mosso contro Justin Baldoni, il regista, attore e produttore del film It Ends With Us – Siamo noi a dire basta, nel quale i due avevano lavorato insieme. L’attrice aveva anche accusato Baldoni di aver organizzato una campagna per distruggere la sua reputazione. Nella sentenza emessa il 2 aprile, il giudice Lewis J. Liman di New York ha quindi respinto 10 delle 13 accuse totali, comprese quelle di molestie e diffamazione, per questioni procedurali (e non perché sussistono le prove che, all’epoca, Baldoni non avesse commesso alcun illecito), e ne ha invece accolte tre minori, relative al reato di ritorsione sul lavoro che, però, vede accusato non il regista, ma la sua società di produzione, Wayfarer Studios. Il caso, quindi, è ancora aperto, e una giuria valuterà le accuse rimaste in piedi. Il processo è previsto il 18 maggio. “Siamo molto soddisfatti che il tribunale abbia respinto tutte le accuse di molestie sessuali e ogni accusa mossa contro i singoli imputati”, hanno dichiarato gli avvocati Alexandria Shapiro e Jonathan Bach, che difendono Baldoni e Wayfarer Studios. “Si trattava di accuse molto gravi e siamo grati al tribunale per l’attenta analisi dei fatti, della legge e della vasta mole di prove fornite. Ciò che rimane è un caso notevolmente più circoscritto e non vediamo l’ora di presentare la nostra difesa in tribunale in merito alle restanti accuse”. Sigrid McCawley, avvocato di Lively, ha invece sottolineato che sarà la giuria a pronunciarsi definitivamente sulla natura di Lively come vittima di campagna diffamatoria a scopo di estorsione. “Questo caso è sempre stato e rimarrà incentrato sulla devastante rappresaglia e sulle misure straordinarie adottate dagli imputati per distruggere la reputazione di Blake Lively, perché lei ha difeso la propria sicurezza sul set, ed è questo il caso che verrà discusso in tribunale”, ha detto. “Per Blake Lively, la massima forma di giustizia consiste nel fatto che le persone e il modus operandi dietro questi attacchi digitali coordinati siano stati smascherati e che siano già chiamati a risponderne da altre donne che hanno preso di mira. Non vede l’ora di testimoniare al processo e di continuare a far luce su questa forma feroce di rappresaglia online, affinché diventi più facile individuarla e combatterla”.

LA VICENDA GIUDIZIARIA

Nel dicembre 2024, Blake Lively aveva citato in giudizio Justin Baldoni, che aveva accusato di molestie sessuali. Baldoni aveva allora replicato con una controcausa per diffamazione ed estorsione contro l’attrice e il marito, Ryan Reynolds, e aveva chiesto un risarcimento di 400 milioni di dollari. Nel giugno 2025, però, un giudice aveva respinto la causa dell’attore e regista. Dopo i recenti sviluppi, il giudice Lewis J. Liman ha affermato che, sulla base di alcune prove, la giuria potrebbe concludere che la casa di produzione di Baldoni, Wayfarer Studios, avesse pianificato non solo di danneggiare la reputazione di Lively, ma anche di distruggere la sua carriera per timore che lei presentasse una denuncia di discriminazione. Per il giudice, inoltre, le accuse di molestie sessuali devono essere valutate nel contesto della lavorazione del film It Ends With Us. “Lively sostiene che durante le riprese, Baldoni si sia avvicinato e abbia fatto un gesto come se volesse baciarla, che le abbia baciato la fronte, le abbia strofinato il viso e la bocca contro il collo, le abbia messo il pollice sulla bocca e le abbia dato un colpetto sul labbro inferiore, l’abbia accarezzata e si sia chinato sul suo collo dicendo ‘ha un buon profumo’”, ha scritto. Tuttavia, in quell'occasione Baldoni stava “recitando nella scena”, e dunque “la condotta era diretta al personaggio interpretato da Lively piuttosto che a Lively stessa”. Liman ha aggiunto che “gli artisti creativi, non meno degli autori di commedie, devono avere un certo margine di manovra per sperimentare entro i limiti di una sceneggiatura concordata, senza il timore di essere ritenuti responsabili di molestie sessuali”. Nonostante tali conclusioni, il giudice ha precisato che alcune accuse di molestie sessuali potrebbero essere sottoposte a una giuria a sostegno di due accuse di ritorsione tuttora sopravvissute alla sentenza. Ha infatti osservato che, in un’occasione, Baldoni avrebbe chiesto a Lively di togliersi la giacca e che, quando lei avrebbe mostrato il reggiseno di pizzo, lui avrebbe commentato “piuttosto sexy”. Ripreso per la sua espressione inappropriata, l'attore e regista avrebbe alzato gli occhi al cielo e avrebbe replicato: “Scusate, mi sono perso il corso sulle molestie sessuali”. In un’altra occasione, Baldoni avrebbe invece insistito con Lively perché girasse nuda una scena di parto che avrebbe poi richiesto diverse ore di lavoro, ma senza che il set fosse chiuso al personale non essenziale.

Approfondimento

Blake Lively contro Justin Baldoni, trapelati messaggi di Taylor Swift

Spettacolo: Per te