Scarlett Johansson e Cate Blanchett, nuova campagna contro l'intelligenza artificiale
Spettacolo
“Rubare il nostro lavoro non è innovazione. Non è progresso. È furto, puro e semplice”, recita la dichiarazione congiunta degli oltre 700 artisti che hanno denunciato le aziende tecnologiche che sfruttano senza autorizzazione le opere protette da copyright
“Rubare il nostro lavoro non è innovazione. Non è progresso. È furto, puro e semplice”. In una dichiarazione congiunta, oltre 700 artisti, sceneggiatori e creatori, comprese le attrici Scarlett Johansson e Cate Blanchett, si sono uniti in una nuova campagna contro l’intelligenza artificiale e hanno denunciato le aziende tecnologiche che sfruttano senza autorizzazione le opere protette da copyright. “La comunità creativa americana è l’invidia del mondo e crea posti di lavoro, crescita economica ed esportazioni”, si legge nella lettera. Il settore creativo statunitense comprende cinema, televisione, musica, editoria e media digitali. “Ma invece di rispettare e proteggere questo prezioso bene, alcune delle più grandi aziende tecnologiche, molte delle quali finanziate da private equity e altri finanziatori, stanno utilizzando il lavoro dei creatori americani per costruire piattaforme di intelligenza artificiale senza autorizzazione o rispetto delle leggi sul copyright”. Secondo i firmatari, mentre i legislatori valutano nuove normative sull’addestramento dei dati dell’intelligenza artificiale, gli sviluppatori copierebbero invece il lavoro creativo, spesso senza autorizzazione, compenso o trasparenza. Tuttavia, per gli artisti, “esiste un modo migliore: attraverso accordi di licenza e partnership, alcune aziende di intelligenza artificiale hanno intrapreso la strada responsabile ed etica per ottenere i contenuti e i materiali che desiderano utilizzare. È possibile avere tutto. Possiamo avere un'intelligenza artificiale avanzata e in rapido sviluppo e garantire il rispetto dei diritti dei creatori”.
SCARLETT JOHANSSON: "RISCHIAMO DI PERDERE IL CONTATTO CON LA REALTÀ"
L’attrice Scarlett Johansson aveva già espresso la propria opinione sui pericoli dell’intelligenza artificiale e, da anni, lotta contro la riproduzione della sua immagine. Nel novembre 2023 aveva intentato un’azione legale contro un’app che aveva utilizzato in una pubblicità online il suo nome e la sua immagine senza autorizzazione, mentre nel febbraio 2024 aveva condannato un video andato virale dove una sua versione realizzata con l’intelligenza artificiale, in compagnia di altre celebrità, sembrava protestare contro i post antisemiti di Kanye West. Nello specifico, Johansson, che aveva denunciato “l’uso improprio dell’IA”, aveva scritto: “Sono una donna ebrea che non tollera l’antisemitismo o i discorsi d’odio di alcun tipo. Ma credo fermamente che il potenziale di discorsi di odio, moltiplicato dall’IA, sia una minaccia ben più grande di qualsiasi singola persona che se ne assuma la responsabilità. Dobbiamo denunciare l’uso improprio dell’IA, indipendentemente dal suo messaggio, o rischiamo di perdere il contatto con la realtà”. Nel maggio 2024, infine, aveva condannato OpenAI per aver utilizzato la sua voce dal film Her di Spike Jonze del 2013 come ispirazione per un chatbot GPT-40 chiamato Sky.
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CATE BLANCHETT: "L'INNOVAZIONE SENZA L'IMMAGINAZIONE È PERICOLOSA"
L’attrice Cate Blanchett, invece, ha affrontato più volte il tema dell’intelligenza artificiale. “Penso che sia davvero importante discutere di qualsiasi nuova tecnologia. Credo che dovremmo essere molto cauti, perché l’innovazione senza immaginazione è una cosa molto pericolosa”, aveva detto nel 2024 al Toronto International Film Festival durante una conversazione con il CEO Cameron Bailey. Nel 2025, Blanchett, insieme ad altre 400 personalità tra registi, scrittori, attori e musicisti di Hollywood, aveva firmato una lettera aperta all’Office of Science and Technology Police della Casa Bianca di Donald Trump per esortare l’amministrazione a non revocare le tutele del copyright su richiesta delle aziende di intelligenza artificiale.