I Simpson hanno previsto la cometa di Don’t Look Up o Don't Look Up ricalca I Simpson?

Spettacolo

Camilla Sernagiotto

L'episodio che fa di Matt Groening un aruspice è il numero 14 della 6° stagione, andato in onda negli USA nel 1995 con il titolo di "Bart's Comet" (nella versione italiana: "La Cometa di Bart, S06E149"). Anche lì veniva scoperta una cometa in rotta di collisione con la Terra e sono molte le similitudini. Ma l'unica grande differenza è che l'umanità dei Nineties era migliore di quella di oggi. Diciamo che la solidarietà anni ’90 batte dieci a zero l’individualismo degli anni ’20 del Nuovo Millennio. Ecco perché

Impossibile non notare una somiglianza molto accentuata tra la cometa di Don’t Look Up e un episodio de I Simpson andato in onda nel 1995.

Ma sono I Simpson che hanno predetto il film oppure è il film che ricalca I Simpson? Questo è il dilemma.

Benché - a dire il vero - ci siano poche cose accadute in questi anni che non sono state già raccontate nella celebre epopea animata firmata Matt Groening (perché ne ha dette davvero di ogni), la similitudine tra il film che è sulla bocca di tutti e una delle storie raccontate nel mitico show TV animato balza all'occhio. Più della cometa in cielo.

La saga capitanata da Homer ha precorso i tempi più di quella raccontata da Omero, forse proprio perché Groening ci ha messo dentro davvero di tutto e quindi - tra le innumerevoli idee fantastiche messe a punto dagli sceneggiatori - prima o poi qualcuna è naturale che trovi la strada per avvenire anche nella realtà. Ma questa volta il discorso è leggermente diverso.


Vi mettiamo subito in guardia, avvisandovi che in ciò che segue troverete degli spoiler, sia della pellicola diretta da Adam McKay con Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence protagonisti sia, naturalmente, nella puntata de I Simpson datata 1995.

Se non avete ancora visto Don’t Look Up, colmate immediatamente la lacuna andando a guardare al più presto il film che sta spopolando su Netflix (visibile anche su Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick).

Le strabilianti previsioni che Matt Groaning ha azzeccato

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Le "previsioni" dei Simpson che anticipano l'assalto a Capitol Hill

Sappiamo come i fan più sfegatati di Groening si siano ormai tramutati in veri e propri segugi di indizi, certi del fatto che le incredibili profezie che I Simpson ci hanno offerto nei decenni possano essere paragonate all'esame delle viscere degli aruspici (ossia i sacerdoti che presso gli antichi romani frugavano all'interno degli animali vittime di sacrifici per trarre indizi che consentissero l’arte divinatoria). E diciamo che guardare I Simpson è anche ben più piacevole, nonché assai più “scientificamente provato”: Groening probabilmente possiede una sfera di cristallo con cui è riuscito a guardare il futuro e a raccontarcelo ben prima che questo accadesse. O forse ha il celebre almanacco di Ritorno al futuro 2
Fatto sta che si è fatto foriero di moltissime previsioni su fatti e situazioni, tra cui la presidenza di Trump (prevista nell'episodio Bart to the Future andato in onda nel 2000, sempre rimanendo in tema almanacco di Back to the Future), l’assalto a Capitol Hill, la performance di Lady Gaga al Super Bowl (preannunciata ben otto anni prima).

Nel 1994 i Simpson ci hanno fatto vedere il primo correttore automatico (anzi: il correttore automatico ante litteram), nel 1996 hanno mostrato l’iPod, ben cinque anni prima che nascesse in casa Apple…
Anche la pandemia da virus è stato uno dei vaticini che l'aruspice numero uno dei giorni nostri ci ha offerto direttamente da Springfield.

Le anticipazioni dei Simpson riguardo Don't Look Up

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I Simpson avrebbero quindi anticipato di quasi trent'anni la trama di Don't Look Up.

La commedia statunitense è incentrata su due astronomi, rispettivamente interpretati da Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence (lui esimio professore e lei laureanda). Sarà lei a scoprire una cometa che, secondo i calcoli confermati dal professore, si trova in rotta di collisione con la Terra e la colpirà entro sei mesi, ponendo probabilmente fine all'umanità.


I due scienziati cercano di allertare tutti quanti, partendo chiaramente dal Presidente degli Stati Uniti d'America, tuttavia i loro sforzi si rivelano vani. Le reazioni inizialmente si ascrivono all'indifferenza, dopodiché addirittura ci sarà chi vede in quella stella una gallina dalle uova d'oro...

Veniamo ora a I Simpson. L'episodio che fa di Matt Groening un aruspice de’ noantri è il numero 14 della sesta stagione, andato in onda per la prima volta negli USA nel febbraio del 1995 con il titolo di Bart's Comet (nella versione italiana: La Cometa di Bart, S06E149).
Il primogenito di Homer scoprirà una cometa e la battezzerà con il proprio nome. La scoperta gli farà riscuotere un successo e una fama inaspettati, tuttavia Bart e i suoi coetanei si renderanno conto che la cometa si sta dirigendo verso la Terra a gran velocità. I piccoli di Springfield sono i primi a capire dunque che la stella colpirà la città, distruggendola assieme all'intero pianeta.

Come differisce la reazione dell'umanità dagli anni '90 a oggi

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Don't Look Up, le foto di DiCaprio, Streep e Lawrence

A differire notevolmente tra Don't Look Up e I Simpson è la reazione dell'umanità: 27 anni fa eravamo animati da ben più ottimismo, come vedremo nel prossimo paragrafo.

La cosa che lascia basiti (e inquietati) è che I Simpson sono famosi per quella vena satirica che di solito induce a esagerare a dismisura i vizi della società: pensare che una serie del genere in realtà abbia edulcorato ciò che un quarto di secolo più tardi pensa davvero Hollywood di noi fa rabbrividire.

Perché forse è la cartina di Tornasole del fatto che siamo davvero alla frutta, passateci il filosofeggiare.

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Come in Don’t Look Up, anche in Bart's Comet giunge il momento in cui la cometa si inizia a scorgere a occhio nudo, rendendo il pericolo ormai evidente a chiunque. Anche la soluzione proposta dalle istituzioni è la medesima, ossia distruggere la cometa per mezzo di un razzo.


Ne I Simpson la missione del razzo fallirà e, anzi, distruggerà “l’unico ponte diretto fuori città”.
Il governo federale non approverà il piano per l’evacuazione di Springfield, così i concittadini di Homer verranno lasciati soli di fronte all'inevitabile annientamento.

A questo punto c’è un’altra previsione del futuro da parte di Groening: l’isterismo di massa, quello per cui tutti cercano di approfittare di tutti gli altri. Primo fra tutti, a esserne vittima, indovinate un po' chi è? Ned Flanders, chiaramente, l'unico che si è appellato non solo alla sua tanto amata clemenza divina ma anche al rifugio anti-atomico, che si è costruito in giardino.


Flanders verrà buttato fuori dal suo stesso bunker in cui entreranno in massa gli altri. Ma ecco che l'ottimismo dei Nineties emerge: Homer all'ultimo decide di mostrarsi solidale nei confronti dell'eterno nemico Flanders ed esce dal rifugio, mettendoglisi accanto ad attendere la fine. Assieme a tutti gli altri, che seguono l'esempio di Homer: tutti gli abitanti di Spriengfield si uniscono a Flanders e aspettano insieme la cometa. Uniti e solidali. Abbracciandosi, ballando e cantando la canzone Que sera, sera (Whatever will be, will be. The future's not ours to see. Que sera, sera).

Come nella prima fase color arcobaleno in cui cantavamo sui balconi, ricordate?


Nell’episodio Bart's Comet trionfa l’umanità, quella bella. Quella degna di questo nome. Lo spirito di collaborazione che sta alla base di qualsiasi comunità, prima ancora che dell'umanità stessa.

Ironia della sorte, inoltre: il minuscolo corpuscolo che rimane della cometa dopo la sua autodistruzione all'interno dell'atmosfera terrestre colpirà proprio il rifugio di Flanders e lo farà crollare. Chiunque si fosse trovato al suo interno, dunque, sarebbe morto. Anche questo un monito, che forse scopriremo solo tra decenni.

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Ne I Simpson i cittadini di Springfield prendono sul serio la notizia dell'arrivo della cometa e riescono a coordinare le proprie forze e azioni per riuscire a distruggerla. Tuttavia ciò sarà inutile: spareranno un missile contro il corpo celeste (missione simile a quella che avrebbe dovuto essere intrapresa pure nel film di DiCaprio e Lawrence, poi annullata perché un imprenditore tecnologico vede in quella cometa l'appannaggio di trilioni di dollari per i materiali di cui il corpo celeste è composto, ottima materia prima per costruire i device tech).

Oltre alla reazione diversa dell’umanità targata anni Novanta (in cui nessuno mette in dubbio ciò che gli scienziati hanno scoperto. Sì, leggetela pure una frecciata a chi oggi dubita della scienza perché si fida più di Facebook e YouTube) e di quella di oggigiorno, anche il finale differisce parecchio: la cometa di Bart si autodistruggerà non appena entrerà nell'atmosfera terrestre, tramutandosi in poco più di un sassolino tra lo stupore (e la gioia) di tutti quanti. Ben diverso è invece l'esito della cometa del disaster movie…

Anche il nemico è diverso

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Oltre al finale diverso, anche il classico antagonista differisce.

In ogni storia che si rispetti deve per forza esserci un cattivo, come il buon vecchio Propp ci insegnò teorizzando il suo schema basato sulle favole russe (seguito a ruota dal buon vecchio Walt, Disney, che con i cattivi delle favole ci ha costruito un impero).

Nella puntata del 1995 de I Simpson il villain era la cometa, qualcosa che unì tutta Springfield (che nel cartoon è metafora dell’intera umanità) per lottare contro il nemico comune.

Nel film di Netflix, invece, l'antagonista non è affatto la cometa bensì l'umanità stessa, responsabile delle proprie azioni ma soprattutto responsabile del fatto di non essere riuscita a prendersi per mano per lottare con l'unica arma in possesso al genere umano: non l'intelletto ma l’empatia.

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