Locarno Film Festival 2025, Willem Dafoe incanta con The Birthday Party

Cinema

Presentato in Piazza Grande al Locarno Film Festival, The Birthday Party di Miguel Angel Jimenez vede Willem Dafoe nei panni di un magnate mediterraneo alle prese con l’eredità e il conflitto con la figlia. L’attore riflette sulla tossicità del potere e su come l’ambizione possa trasformare il successo in rovina

La luce calda della Piazza Grande, il vento leggero che arriva dal lago e, sul grande schermo, Willem Dafoe in abito di lino bianco, pronto a incarnare il fascino ambiguo e pericoloso di un magnate mediterraneo. È stata questa l’atmosfera che ieri sera, 7 agosto, ha accolto la première di The Birthday Party al Locarno Film Festival, trasformando la proiezione in un incontro tra cinema d’autore e grande spettacolo sotto le stelle.

"Si può costruire anche un impero, ma se non si sta attenti, se non si ha senso critico, se non ci si controlla e non si mantiene un equilibrio… ci si dimentica l’intenzione iniziale e si crea un incubo". Con queste parole, pronunciate a Variety, Dafoe ha raccontato la chiave di lettura del film diretto da Miguel Angel Jimenez.

Ambientato negli anni Settanta, The Birthday Party segue Marcos Timoleon (Dafoe), magnate in stile Aristotele Onassis che vive su un’isola privata nel Mediterraneo. In occasione del compleanno della figlia Sofia (Vic Carmen Sonne), unica erede, organizza una festa sontuosa popolata da ospiti dai secondi fini. Mentre il padre è pronto a rivelare una decisione cruciale per il suo futuro, la ragazza ha ben altre rivelazioni da fare: lo scontro è inevitabile e le conseguenze irreversibili.

Dal romanzo greco a Corfù

Girato a Corfù e tratto dall’omonimo romanzo di Panos Karnezis, The Birthday Party vede nel cast anche Emma Suárez, nei panni di Julieta, moglie del protagonista, e Joe Cole, noto come John Shelby di Peaky Blinders. Vic Carmen Sonne, già apprezzata ne La ragazza con l’ago (candidato all’Oscar 2025 come miglior film internazionale), dà volto a Sofia, giovane erede decisa a sfidare il potere paterno.

Una riflessione sulla tossicità del patriarcato

A spingere Dafoe ad accettare il ruolo è stato il "ricco ritratto" del personaggio e l’analisi "della tossicità di quel tipo di potere, di patriarcato" che Timoleon incarna. "È più di un dramma familiare – ha spiegato l’attore, quattro volte nominato all’Oscar –. È un racconto che parla allo spettatore dei rischi della società di oggi, in cui miliardari al potere senza scrupoli non mancano. Parla di ambizione e di eredità: ciò che ha portato il protagonista al successo è la stessa cosa che lo condurrà alla rovina".

 

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Jimenez, che definisce la ricca élite "una casta brutale, frivola, falsa ed egoista", ha voluto evitare il ritratto caricaturale del miliardario padrone del destino altrui: "Ho cercato di mostrare questa famiglia nel modo più umano e intimo possibile, senza ridicolizzarla o giudicarla fin dall’inizio".

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