Carla Fracci, una targa per ricordare dove abitò da ragazza. VIDEO

Spettacolo

Chiara Ribichini

A quattro mesi dalla scomparsa dell’étoile, la città di Milano le rende omaggio con una targa sulla casa popolare in cui trascorse i primi anni della sua straordinaria carriera. Il marito Beppe Menegatti: “Finite le prove alla Scala prendevamo il tram insieme e scendevamo qui vicino per salutarci su una panchina, come tutti i giovani con il cuore caldo”

“Alla fine della giornata di prove al Teatro alla Scala riprendevamo il tram e scendevamo qui vicino. Ci fermavano su una panchina qui dietro, come tutti i giovani con il cuore caldo”. Così Beppe Menegatti ricorda i tempi in cui Carla Fracci viveva in via Ugo Tommei 2 in occasione della targa dedicata a l’étoile. Una targa che è stata svelata oggi, a quattro mesi esatti dalla scomparsa della grande ballerina, nella casa dove ha vissuto tra il 1945 e il 1959. Proprio nei primi anni in cui iniziò a fare i primi passi. L’iscrizione alla scuola di ballo del Teatro alla Scala avvenne infatti nel 1946.

Un tributo milanese alla sua stella più luminosa, dopo il tram bianco della linea uno e dopo la sepoltura al Famedio, il Pantheon cittadino.

Una cerimonia a cui hanno partecipato il sindaco Beppe Sala, il direttore della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala Frédéric Olivieri, danzatori, giovani allievi, amici e semplici cittadini.  

La Scala, il tram, la schiscetta

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“Erano case popolari ed era anche una grande fortuna poterle abitare” ha aggiunto Beppe Menegatti ricordando le umili origini di Carla, figlia di un papà tranviere e di una mamma operaia. “Generalmente Carla arrivava a piazza Duomo con un tram, attraversava la galleria e arrivava alla Scala. Io ero già in Teatro perché ero assistente alla regia di un uomo straordinario e geniale: Luchino Visconti. Carla arrivava alla Scala con la schiscetta che era un pranzo che le preparava la mamma”. In questa piccola casa il marito e compagno di una vita Beppe Menegatti non è mai salito: “Non si usava, c’era un senso di assoluto rispetto. E i genitori di Carla erano molto seri e rigorosi, ci tenevano agli orari”.

La targa

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"Qui visse dal 1945 al 1959 e mosse i primi passi di danza Carla Fracci tra le più grandi ballerine del ventesimo secolo dai cortili di Calvairate al Teatro Alla Scala fino ai palcoscenici di tutto il mondo", si legge sulla targa. "Credo che Milano continuerà a ricordare Carla mi viene da dire per sempre - ha osservato il sindaco Sala -  è una persona che più milanese non si può. Ci ha dato tanto e le restituiremo tanto”. "Milano è questa che ho qui davanti, Milano con il cuore in mano,  è la capitale sentimentale d'Italia", ha aggiunto commosso Menegatti.

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