Britney Spears rompe silenzio sul documentario sulla sua vita: “Ho pianto per settimane”

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La popstar ha commentato per la prima volta "Framing Britney Spears", film che ripercorre la sua carriera prodotto da F/X e dal New York Times, dicendo di sentirsi imbarazzata per il modo in cui è stata dipinta. Ha poi aggiunto di non averlo visto ma di essere stata ridotta in lacrime per “oltre due settimane”

Britney Spears rompe il silenzio sul documentario Framing Britney Spears, realizzato da F/X in collaborazione con il New York Times e rilasciato lo scorso 5 febbraio in streaming sulla piattaforma Hulu. In un post sul suo profilo Instagram la cantante ha detto di non aver visto il film ma di essere comunque “imbarazzata per il modo in cui mi hanno dipinta” e di aver pianto per oltre due settimane dopo l’uscita del docu. Nello stesso post ha aggiunto di essersi sempre sentita “giudicata e insultata dai media”.

Il documentario e #FreeBritney

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Framing Britney Spears analizza la difficile situazione in cui l’artista si trova da febbraio 2008, quando il padre Jamie Spears ha preso il controllo della sua carriera e delle sue finanze diventando suo tutore legale a seguito del crollo nervoso del 2007. Il documentario racconta anche della rottura con il cantante Justin Timberlake e del movimento #FreeBritney, che ha acceso il dibattito sull’opportunità di mantenere la star sotto il controllo del padre, gettando ombre su possibili violazioni dei suoi diritti e su una scorretta gestione del patrimonio da parte del team che la circonda. Sulla scia del successo del film, anche Netflix ha annunciato di avere già in cantiere una produzione sulla vita della cantante. Stando a quanto riporta il sito americano Page Six, Spears - nonostante il dolore causato dal documentario - spera comunque che l’attenzione dei media possa aiutarla a liberarsi dal controllo del padre. Una fonte vicina alla cantante avrebbe dichiarato che “per la prima volta dopo anni Britney sente che l’opinione pubblica è dalla sua parte e che le cose per lei finalmente miglioreranno”. Per questo, ha fatto petizione a un tribunale di Los Angeles chiedendo di rimuovere definitivamente il genitore dal ruolo di suo tutore legale.

Il post su Instagram

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Nel post con cui racconta ai suoi 29 milioni di follower di come il documentario l’abbia fatta sentire triste, Spears scrive anche che la danza è la sua fonte di salvezza e il suo modo per sentirsi “viva e umana”. Aggiunge poi che “ mentre il mondo continua a girare e la vita va avanti, tutti noi rimaniamo fragili e sensibili in quanto persone”.

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