Scala, “Omaggio a Nureyev”: lo spettacolo in streaming che restituisce la magia del teatro

Spettacolo

Chiara Ribichini

@Brescia - Amisano

Sul sito e sui canali social del Piermarini una serata che ripercorre le più belle coreografie firmate dal tartaro volante e mette in risalto la bravura del Corpo di Ballo, nonostante le difficoltà e gli stop dovuti alla pandemia. Abbiamo assistito alla registrazione dello spettacolo

Virtuosismo, tecnica, forza e intensità espressiva. C’è tutta la bellezza e la potenza della danza classica nell’Omaggio a Nureyev, lo spettacolo del Teatro alla Scala trasmesso in streaming domenica 28 marzo alle ore 20 sul sito e sulle pagine Facebook e YouTube (e che resterà visibile fino al 4 aprile). Ma c’è, soprattutto, tutta la magia del teatro. Quella capacità di essere proiettati in altre realtà e dimensioni che è forse ciò che manca di più in questo lungo periodo senza spettacoli dal vivo. A parte qualche breve parentesi estiva, i teatri in Italia e nella maggior parte del mondo sono chiusi ormai da un anno a causa della pandemia. E in un momento così buio per tutti non poteva esserci scelta migliore delll’aprire questo omaggio al grande danzatore con la scena del sogno di Don Chisciotte. Una scelta non convenzionale (solitamente in queste occasioni vengono infatti rappresentati estratti più virtuosistici del celebre balletto, come il pas de deux del terzo atto), che mostra tutta la sensibilità artistica e forse anche umana del nuovo direttore del Corpo di Ballo Manuel Legris, che proprio da Nureyev fu nominato étoile all’Opéra di Parigi nel 1986. Abbiamo assistito alla registrazione dello spettacolo (a cui dedichiamo questo appuntamento con Hashtagart, la rubrica con cui raccontiamo l'altra scena dell'arte, quella che si esprime anche online a causa della pandemia)  che ripercorre alcune delle coreografie firmate dal tartaro volante. Come Raymonda, La Bella Addormentata, Il lago dei Cigni o Cenerentola. Sul podio Koen Kessels.

Nel giardino incantato delle Driadi

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Così, dopo l’entrata degli zingari, sul palco del Piermarini torna l’atmosfera incantata del giardino delle Driadi del secondo atto di Don Chisciotte, una delle riletture dei grandi classici del repertorio forse più riuscite di Rudolf Nureyev. Un quadro onirico con tre protagoniste impeccabili: Agnese Di Clemente ha tutta la leggerezza, l’ironia e il brio richiesto dal ruolo di Amore; Maria Celeste Losa è per natura la Regina delle Driadi, per quelle sue linee lunghe e regali; Nicoletta Manni dona una variazione di Dulcinea tutta “sostenuta” in punta creando quel senso di sospensione che è l’essenza di questa scena. Intorno a loro un corpo di ballo che dimostra di essere in splendida forma nonostante i numerosi stop dovuti alla pandemia, non da ultimo quello che poche settimane fa ha fatto saltare proprio la registrazione dell’Omaggio a Nureyev e costretto i danzatori a casa per alcuni giorni perché risultati positivi e subito dopo negativi a un tampone.

Archivio Fotografico Fondazione Teatro alla Scala
Nicoletta Manni e Maria Celeste Losa con il Corpo di Ballo in "Don Chisciotte". Archivio Fotografico Fondazione Teatro alla Scala

Lago dei Cigni, Bella Addormentata e Cenerentola nel segno di Nureyev

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Dal Don Chisciotte a un altro classico del repertorio e a un’altra scena da fiaba: l’adagio della rosa della Bella addormentata, che proprio alla Scala vide il suo debutto nel 1966. Un’opportunità per la prima ballerina Martina Arduino di mostrare la sua sicurezza tecnica nei tanti aplomb richiesti dalla coreografia. Sempre in tema sognante Cenerentola, il balletto sulla meravigliosa musica di Prokoviev che Nureyev ha rivisto in chiave moderna immaginando la protagonista come un’aspirante attrice. Alessandra Vassallo, splendida interprete, riesce a illuminare la scena onirica e hollywoodiana insieme con Gabriele Corrado nel pas de deux dello sgabello. Non poteva mancare un estratto del Lago dei Cigni, con il passo a tre tratto dal terzo atto affidato ai primi ballerini Nicoletta Manni e Timofej Andrijanshenko e a Christian Fagetti. I tre artisti sfoggiano tecnica, precisione, bellezza e virtuosismo ai massimi livelli che culmina con una serie di fouettés tripli e velocissimi di Nicoletta Manni.

Archivio Fotografico Fondazione Teatro alla Scala
Alessandra Vassallo e Gabriele Corrado in "Cenerentola". Archivio Fotografico Fondazione Teatro alla Scala

Romeo e Giulietta, Manfred e Raymonda

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Nel programma anche il passo a due del balcone di Romeo e Giulietta, che nella versione di Nureyev è complicatissimo da un punto di vista musicale, interpretato da Vittoria Valerio e Marco Agostino, e Manfred, un assolo che per la prima volta viene rappresentato dalla compagnia scaligera. Un pezzo di grande densità emotiva che Nureyev creò nel 1979 ispirandosi ai poemi di Byron e al libretto su cui Tchaikovsky costruì la meravigliosa sinfonia, affidato al primo ballerino Claudio Coviello. Basta osservare il modo con cui Coviello presenta i piedi in una semplice camminata per apprezzare la sua artisticità. Ed è un debutto per il Corpo di ballo anche Raymonda, che nelle versione di Nureyev non è mai stato rappresentato al Piermarini. Protagonisti del divertissement del terzo atto che chiude lo spettacolo Virna Toppi, Nicola Del Freo, Maria Celeste Losa e Antonella Albano. Un quadro perfettamente riuscito, che mette in risalto la bravura dei danzatori con un eccezionale Nicola Del Freo. Sullo sfondo una foto in bianco e nero di Nureyev. A lui rivolgono l’inchino finale i danzatori insieme al direttore Manuel Legris e agli orchestrali in un teatro vuoto e silenzioso. E, in attesa che quei palchi possano tornare presto a riempirsi, il pensiero torna a una frase di Rudy: “Ho tante case ma non ne ho nessuna. La casa è il luogo dove c’è qualcuno che ti aspetta. Quindi la casa per me è il teatro dove ad attendermi c’è il mio pubblico”.

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