Ora si può comprare l'iconico vestito tie-dye di Rihanna per una buona causa

Spettacolo

Trecento sterline, a supporto di tre diverse associazioni: l’abitino tie-dye di Rihanna è ora in vendita, e l’intero ricavato sarà devoluto in beneficenza

Alle cause benefiche, Rihanna non è certo nuova. Quando l’emergenza Coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - I NUMERI ITALIANI: GRAFICHE) è scoppiata, attraverso la sua organizzazione no-profit (la Clara Lionel Foundation), ha donato ben 5 milioni di dollari. Fondata in onore dei nonni, l’associazione così scriveva per l’occasione: “Quando abbiamo iniziato quest’anno, non avremmo mai potuto immaginare come il Coronavirus avrebbe cambiato così drasticamente le nostre vite. Non importa chi sei o da dove vieni, questa pandemia ci riguarderà tutti. E per i più vulnerabili del mondo, il peggio potrebbe ancora arrivare”.

Ora, ecco che la popstar è di nuovo protagonista. Questa volta, con un suo vestito iconico. 

Rihanna, un abito per Black Lives Matter

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Uno tra i look più iconici e glamour di Rihanna può essere ora facilmente acquistato. Il ricavato? Andrà a tre associazioni che supportano il movimento Black Lives Matter.

La cantante ha postato un video in slow motion che la ritrae camminare con le curve fasciate in un microabito tie-dye: un vestitino corto e attillato, sui toni del rosa, firmato ASAI e diventato virale lo scorso ottobre. Ora, il brand ha annunciato che quell’abito asimmetrico (il suo nome è Hot Wok) può essere acquistato per una buona causa.

Così scrive la designer sul suo profilo Instagram: “Nessuno a parte me e Rihanna ha questo vestito. Abbiamo ora deciso di metterlo in produzione esclusivamente per tre associazioni benefiche: se vuoi acquistarlo, questo è l’unico modo per averlo. I proventi andranno a favore di Black Lives Matter, Solace Women's Aid e The Voice of Domestic Workers: il costo è di 300 sterline più i costi di spedizione (la spedizione potrà avvenire in tutto il mondo)”. Il 100% del ricavato delle vendite (336 euro ad abito, al cambio attuale) verrà dunque spartito tra le tre diverse associazioni.

L’impegno di Rihanna

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Del resto, Rihanna è tra le star più impegnate per i diritti dei neri. Dopo la morte di George Floyd, soffocato dal ginocchio di un agente durante il suo arresto, la cantante si è unita al Black Lives Matter, il movimento fondato nel 2013 da George Zimmerman e noto in tutto il mondo per le proteste di Ferguson (nel 2014) e per le varie manifestazioni che negli anni ha organizzato.

“Negli ultimi giorni, il senso di devastazione, rabbia e tristezza che ho provato è stato travolgente per non dire altro. Vedere il mio popolo assassinato e linciato giorno dopo giorno mi ha messo un fardello sul cuore. Mi sono allontanata dai social solo per evitare di sentire il sangue che stringe l'agonia nella voce di George Floyd, mentre implora ripetutamente per la sua vita. Lo sguardo d’eccitazione e la gioia sulla faccia di questo bigotto, assassino, delinquente di Derek Chauvin mi perseguitano. Non riesco a sopportare che un’ambulanza debba arrivare per un arresto, che un paramedico controlli George senza rimuovere l’ostacolo che gli impediva di respirare. Se l'omicidio intenzionale è la conseguenza per possesso di droghe o per resistenza all'arresto, qual è allora la giusta conseguenza per un assassinio?” chiede Rihanna, postando sul suo profilo Instagram una foto di George Floyd.

Una voce potente, la sua, come quella delle tantissime star che - in questi giorni - sono scese in campo per i diritti dei neri, talvolta unendosi direttamente alle proteste in strada.

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