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Terra, scovate le più antiche impronte fossili di un essere vivente

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2' di lettura

Le tracce, trovate in un deposito fossile nel Gabon, in Africa, risalgono a 2,1 miliardi di anni fa e appartengono a uno dei primi esemplari pluricellulari apparsi sulla Terra  

In un deposito fossile nel Gabon, in Africa, un team di ricercatori ha scovato quelle che poi si sono rivelate le più antiche impronte di un essere vivente mai trovare sulla Terra.
Le tracce risalgono a 2,1 miliardi di anni fa e appartengono a uno dei primi esemplari pluricellulari apparsi sulla Terra.
Il ritrovamento, descritto sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, si deve alla collaborazione tra il Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (Cnrs) francese e l’Università francese di Poitiers.

Appartengono a uno dei primi organismi pluricellulari

I ricercatori, coordinati dal geologo Abderrazak El Albani, in perlustrazione nel deposito fossile dello Stato africano del Gabon, al quale si devono altri ritrovamenti di questo genere, sono stati colpiti dalla presenza tra le stratificazioni di roccia di alcuni cunicoli di origine biologica dal diametro di pochi millimetri.
Analizzando le impronte fossili ritrovate e ricreandone una rappresentazione tecnologica in 3D, sono successivamente riusciti a stabilirne l’appartenenza. Il modellino al computer, realizzato utilizzando una tecnica radiografica a raggi X in 3D di ultima generazione, ha infatti svelato che le impronte appartengono a un essere vivente pluricellulare vissuto più di due miliari di anni fa.

Un ritrovamento unico nel suo genere

Le seconde più antiche tracce di un essere vivente scovate sulla Terra appartengono a un esemplare vissuto 570 milioni di anni fa. Ciò significa che l’ultimo ritrovamento ha un grande valore scientifico in quanto conferma la presenza sul nostro pianeta di esseri viventi vissuti un miliardo e mezzo di anni prima rispetto a quanto i reperti fossili suggerissero precedentemente.
Secondo i ricercatori che hanno partecipato allo studio, i primi organismi pluricellulari sarebbero vissuti in “un ambiente marino calmo e superficiale, un ecosistema fangoso ricco di materia organica”.
Gli esperti ipotizzano che le impronte fossili scovate in Gabon derivino dal passaggio di esseri pluricellulari simili a colonie di amebe, alla ricerca di aree maggiormente ricche di sostanze nutritive.

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