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Il dinosauro carnivoro più antico è italiano, visse in Lombardia

I titoli di Sky TG24 delle 10 del 19/12

2' di lettura

Si chiama Saltriovenator zanellai ed è vissuto 200 milioni di anni fa in un’area ricca di spiagge tropicali e foreste che corrisponde all’attuale Lombardia 

Il più antico dinosauro carnivoro tra gli esemplari di grandi dimensioni scoperti in tutto il mondo è italiano. Si chiama Saltriovenator zanellai ed è vissuto 200 milioni di anni fa in un’area ricca di spiagge tropicali e foreste che corrisponde all’attuale Lombardia. I suoi reperti sono stati scovati nel 1996 a Saltrio (Varese), in una cava, nota in quanto alcuni dei suoi blocchi di pietra sono stati impiegati per realizzare il Teatro alla Scala, la Galleria Vittorio Emanuele, il Palazzo Reale di Milano, parte della Mole Antonelliana e la Cappella Colleoni di Bergamo.

Primo esemplare italiano vissuto nel Giurassico

I paleontologi Cristiano Dal Sasso, Simone Maganuco e Andrea Cau hanno rilevato a Palazzo Reale diverse caratteristiche proprie del dinosauro: ha denti aguzzi e artigli forti come l’acciaio.
Saltriovenator zanellai è il primo esemplare italiano vissuto nel Giurassico ed è l’unico dinosauro della Lombardia. La scoperta è unica nel suo genere, in quanto la presenza dell’animale sulla Terra precede di 25 milioni di anni la comparsa dei grandi dinosauri predatori. Come riporta la rivista Peer J, i fossili apparterebbero a una nuova specie e, nello specifico, a un enorme cacciatore lungo quasi otto metri, con andatura bipede e dal peso di una tonnellata.

Sui fossili morsi di pesci

L’anatomia dell’esemplare, dotato di un cranio di 80 centimetri, sembra indicare che le ali degli uccelli deriverebbero dagli arti dei dinosauri teropodi, e in particolare dalla fusione delle prime tre dita.
“Sebbene frammentario, lo scheletro mostra un mosaico di caratteri anatomici ancestrali e derivati”, spiega Cristiano Dal Sasso, il paleontologo del Museo di Storia Naturale che per indagare approfonditamente le origini dei fossili ritrovati si è recato in California e a Washington per scovare la corretta posizione delle ossa nello scheletro.
“Non tutti i frammenti combaciano, ma molti sono adiacenti e ci permettono di ricostruire la forma di intere ossa. Per completare il puzzle abbiamo usato anche la stampante 3D”, afferma l’esperto.
I ricercatori hanno scovato sui fossili dei morsi probabilmente inferti da pesci e invertebrati marini. Questi elementi suggeriscono, dunque, che l’esemplare prima di fossilizzarsi sia rimasto per un periodo di tempo sui fondali marini.  

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