Ritrovato nell’ambra un fiore di 99 milioni di anni fa

Fiore (Getty Images)
2' di lettura

Sembra appena colto da un prato in quanto il suo calice, la corolla, il pistillo e le stami si sono conservati perfettamente nella miniera di Noije Bum, in Myanmar

In un frammento di ambra birmana si è conservato il fiore Lijinganthus revoluta, risalente a 99 milioni di anni fa.
Sembra appena colto da un prato in quanto il suo calice, la corolla, il pistillo e le stami si sono conservati perfettamente.
Il suo ritrovamento potrebbe portare alla scoperta di aspetti finora sconosciuti dell'evoluzione delle piante, espandendo così la conoscenza della comunità scientifica sull'argomento. Il rinvenimento si deve a un team di ricercatori dell’Accademia Cinese delle Scienze, coordinato da Wang Xi, che ha analizzato il fiore conservato attualmente all’Istituto di Geologia e Paleontologia di Nanchino. Sulla rivista specializzata Scientific Reports, gli esperti hanno descritto in ogni dettaglio la loro scoperta

Fiore delle eudicotiledoni

Il fossile, dotato di cinque petali aperti a forma di stella, appartiene alla famiglia delle eudicotiledoni ed è il fiore più antico a essersi conservato in stato ottimale. È stato ritrovato nella miniera di ambra di Noije Bum, un sito paleontologico del Myanmar, vicino all’India. In questa area, che risale al Cretaceo, negli ultimi venti anni sono stati compiuti diversi ritrovamenti, quali degli insetti antichissimi simili alle formiche, serpenti, ragni, lucertole, rane preistoriche e code di dinosauro.
Il Myanmar è, infatti, una zona ricca di ambra, un materiale capace di intrappolare esseri viventi e vegetali conservandone l’aspetto per milioni di anni.

’Un abominevole mistero’ evolutivo

140 anni fa Charles Darwin non riusciva a spiegarsi l’improvvisa comparsa, avvenuta quasi dal nulla 100 milioni di anni fa, delle angiosperme, i vegetali che si riproducono grazie ai fiori. ‘Un abominevole mistero’ che contraddiva la sua teoria dell’evoluzione, secondo la quale tutti gli organismi viventi sono partecipi di uno sviluppo graduale.
Dopo anni e anni di studi, diverse ricerche hanno permesso il ritrovamento di altri fossili di angiosperme risalenti a periodi ancora più antichi.
Le eudicotiledoni si sarebbero dunque diffuse largamente sulla Terra solo 20 milioni di anni più tardi rispetto alla loro effettiva comparsa, avvenuta nel primo periodo del Cretaceo, circa 125 milioni di anni fa.

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