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Svelati i geni associati all’insonnia: utili per creare nuove terapie

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 26/2

2' di lettura

Una ricerca, condotta da un team di ricercatori dell’Mgh e dell’Università di Exeter, ha dimostrato una correlazione tra il disturbo del sonno e alcune patologie croniche

Due recenti studi, pubblicati sulla rivista Nature Genetics, hanno scovato i geni associati all’insonnia. Oltre ad aver dimostrato scientificamente una relazione tra il disturbo del sonno e alcune specifiche patologie croniche, quali la depressione e alcune malattie del cuore, gli esperti hanno dedotto che le regioni del genoma correlate all’insonnia sarebbero implicate in quei processi cerebrali che regolano le emozioni e lo stress. I risultati potrebbero dare il via a una serie di test specifici atti a studiare nuove terapie per combattere efficacemente il disturbo del sonno.

Primo studio: scoperti 57 geni associati all’insonnia

Una delle due ricerche, realizzata da un team del Massachusetts General Hospital (Mgh) e dall’Università britannica di Exeter, ha scoperto 57 geni associati alla sintomatologia dell’insonnia. Nello specifico, gli esperti hanno studiato dettagliatamente le informazioni genetiche di 450.000 individui, immagazzinate dalla Biobanca del Regno Unito, confrontandole con quelle di 15.000 persone della Norvegia e di 2.200 statunitensi.
“I geni che abbiamo scoperto potrebbero ora essere il bersaglio per nuovi trattamenti”, spiega Jacqueline Lane del Massachusetts General Hospital, esperto che ha preso parte alla ricerca. “Sappiamo da tempo che c’è una correlazione tra insonnia e disturbi cronici: ora abbiamo la prova che il rischio di depressione e malattie del cuore aumenta a causa di questo disturbo”, dichiara Samuel Jones, ricercatore dell’Università di Exeter.

Seconda ricerca: 956 porzioni del Dna associate al disturbo del sonno

La seconda ricerca, invece, coordinata dalla Libera Università di Amsterdam, ha preso in esame le informazioni genetiche di 1,3 milione di persone, conservate nella Biobanca britannica e nella società 23andMe, negli Stati Uniti.
Gli esperti sono così riusciti a individuare 956 differenti porzioni del Dna associate al disturbo del sonno. Nello specifico, i test condotti sul genoma hanno rivelato che le aree del genoma correlate all’insonnia sarebbero implicate in quei processi cerebrali che regolano le emozioni e lo stress e non in quelli che influenzano il riposo.
“I risultati sottolineano che l’insonnia è un problema che non va sottovalutato perché condivide le basi genetiche con disturbi psichiatrici e malattie del metabolismo”, spiega Vladimir Vacic esperto dell’azienda statunitense 23andMe.  

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