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Exomars, il sensore italiano MicroMed inizia il viaggio verso Marte

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 2/08

2' di lettura

Nei prossimi giorni lo strumento raggiungerà Mosca, dove sarà integrato nella suite di sensori nota come Dust Complex. È stato creato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) 

Il sensore MicroMed, che durante la missione ExoMars 2020 sarà utilizzato per analizzare le polveri nell’atmosfera marziana in prossimità della superficie del corpo celeste, ha iniziato il lungo viaggio che lo porterà sul Pianeta Rosso. Nei prossimi giorni lo strumento raggiungerà Mosca, dove sarà integrato nella suite di sensori nota come Dust Complex. In seguito raggiungerà Cannes: qui sarà installato sulla stazione fissa (Surface Platform) di Exomars, il cui lancio avverrà tra meno di un anno.

La realizzazione del sensore MicroMed

MicroMed è stato ideato e sviluppato dal team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) coordinato da Francesca Esposito. Alla sua realizzazione hanno contribuito anche l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), la Regione Campania, il Polo di Lecco del Politecnico di Milano, i gruppi dell’Inaf di Roma, Bologna e Arcetri, l’Istituto spagnolo di Tecnica Aerospaziale (Inta) di Madrid, l’Istituto di Ricerca Spaziale (Iki) di Mosca e le aziende Marotta, Gestione Silo e TransTech. Il primo agosto 2019 il sensore ha lasciato l’Osservatorio di Capodimonte dell’Infaf e ha iniziato il viaggio che lo porterà a Mosca. Durante la missione ExoMars 2020, organizzata dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dall’Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos), i dati raccolti dallo strumento permetteranno di capire come si sollevano le polveri su Marte e di scoprire se anche sul Pianeta Rosso questo fenomeno è accompagnato dalla presenza di un campo elettrico atmosferico: tutte informazioni utili per la realizzazione dei modelli climatici del corpo celeste.

Lo studio dei terremoti su Marte

Recentemente, i ricercatori del Politecnico di Zurigo (ETH) hanno analizzato i dati raccolti dal sismografo Seis per riprodurre all’interno di un simulatore di terremoti le scosse sismiche che si verificano su Marte. Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione Marsquake Service tra la Nasa e l’ateneo svizzero. I sismologi, inoltre, hanno confrontato all’interno di un video i terremoti su marziani con quelli che si verificano sulla Luna e sulla Terra. 

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