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I terremoti di Marte riprodotti sulla Terra

I Titoli delle 13 del 25/7

2' di lettura

Un team del Politecnico di Zurigo ha utilizzato i dati di InSight per ricreare un ‘martemoto’ all’interno di un simulatore di terremoti: le scosse durano più a lungo rispetto a quelle terrestri 

Ormai da diversi mesi la Nasa ha iniziato a studiare i cosiddetti ‘martemoti’, ovvero i terremoti che si verificano su Marte. Con un nuovo passo verso la comprensione di questi fenomeni, i ricercatori del Politecnico di Zurigo (ETH) hanno analizzato i dati raccolti dal sismografo Seis per ricreare all’interno di un simulatore di terremoti le stesse scosse sismiche marziane sulla Terra. Il risultato è stato raggiunto all’interno della collaborazione Marsquake Service tra la Nasa e l’ateneo svizzero. Ad aprile lo strumento portato sul Pianeta Rosso dalla sonda InSight aveva registrato il primo martemoto in assoluto, ottenendo così una prova concreta di un fenomeno ipotizzato in passato dagli scienziati.

Da Marte alla Luna: lo studio dei terremoti

Come spiega la Nasa, i terremoti si percepiscono in maniera differente a seconda del materiale attraversato dalle onde sismiche. Il sismometro portato sulla superficie lunare 50 anni fa durante Apollo 11 aveva reso possibile lo studio delle scosse sul satellite, mentre i dati ottenuti da Seis hanno ora permesso ai ricercatori dell’ETH di Zurigo di fare lo stesso per Marte. I sismologi hanno infatti ricreato un terremoto marziano grazie a un apposito simulatore e all’interno di un video hanno confrontato la scossa con quelle lunari e terrestri, sperimentandone in prima persona gli effetti.

Su Marte due tipi di terremoti

Il filmato diffuso dal Politecnico di Zurigo mostra infatti i ricercatori seduti in una stanza con tanto di tavolo, bicchieri, mensole appese alle pareti e altro ancora, come se questi si trovassero all’interno di una vera e propria casa. A seconda dell’input giunto dal simulatore, la camera trema replicando gli effetti dei terremoti registrati. Simon Stähler dell’ETH spiega che le tipologie di sismi osservati su Marte sono al momento due: “La prima tipologia è ad alta frequenza, molto più simile alle scosse lunari di quanto previsto. La seconda è a frequenza molto più bassa, probabilmente a causa della distanza”. Rispetto ai terremoti terrestri, i martemoti sono risultati più lunghi, con le onde sismiche che possono permanere da dieci a venti minuti. Come per tutti gli altri corpi celesti, lo studio della sismologia marziana aiuterà a comprendere maggiormente la natura geologica del Pianeta Rosso.

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