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Nasa, la terra trema anche su Marte: primo sisma rilevato da InSight

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 24/04

2' di lettura

Grazie al sismometro installato, la sonda ha registrato il primo ‘martemoto’, che certifica l’attività sismica sul Pianeta Rosso. Eventi simili aiuteranno a studiare l’interno di Marte 

In attesa di capire qualcosa di più sulla presenza di vita su Marte, la sonda InSight della Nasa avrebbe registrato il primo terremoto. La rilevazione del tremore è stata possibile grazie a Seis, il sismometro installato dal lander sul suolo del Pianeta Rosso che sarà prezioso per il raggiungimento della maggior parte degli obiettivi scientifici previsti dalla missione. Uno degli scopi dello strumento era proprio quello di registrare i cosiddetti ‘martemoti’, preziosi per comprendere profondità e composizione degli strati interni di Marte.

InSight: terremoto marziano debole ma prezioso

Stando a un comunicato diffuso dalla Nasa, quello percepito da InSight il 6 aprile sarebbe “il primo tremore mai registrato che sembra provenire dall’interno del pianeta, non causato da forze che agiscono sopra la superficie, come il vento”. Il segnale sismico rilevato è piuttosto debole e non consente di ottenere dati precisi riguardanti gli strati interiori di Marte, tuttavia per gli scienziati si tratta di un capitolo molto significativo poiché, come commenta Bruce Banerdt del Jet Propulsion Laboratory, “questo primo evento apre ufficialmente un nuovo campo: la sismologia marziana”. Seis è riuscito a catturare il sisma, sebbene lieve, poiché la superficie di Marte è estremamente tranquilla e silenziosa, al contrario di quella terrestre, costantemente ‘scossa’ dall’azione degli oceani e degli eventi atmosferici.

Rilevato terremoto su Marte dopo quelli sulla Luna

I ‘martemoti' rappresentano un fenomeno ipotizzato dagli scienziati, ma che non era mai stato osservato fino a questo momento. Secondo la Nasa, i tremori del suolo marziano rappresentano la continuazione di un capitolo aperto con le missioni del programma Apollo, che grazie ai sismometri installati sulla Luna consentirono la registrazione di migliaia di terremoti sul satellite tra il 1969 e il 1977. Tuttavia, per misurare l’attività sismica di Marte si è reso necessario un capolavoro di ingegneria: la realizzazione di Seis è stata piuttosto complessa, visto che lo strumento installato da InSight richiedeva la presenza di parecchie barriere fondamentali per garantire un isolamento tale da poter rilevare segnali estremamente precisi. Tra queste c’è anche uno scudo, prezioso per proteggere il sismometro sia dai forti venti marziani che dagli sbalzi di temperatura estremi. Secondo Philippe Lognonné, a capo del team che gestisce Seis, si tratta di un traguardo “atteso da mesi” che dimostra che “Marte è attivo dal punto di vista sismico”. I dati ottenuti saranno presto analizzati per giungere a nuove informazioni. 

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