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L’Asteroid Day, giornata internazionale per evitare una nuova Tunguska

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3' di lettura

L’iniziativa, indetta dalle Nazioni Unite, mira a sensibilizzare e a promuovere la conoscenza degli asteroidi e dei rischi associati al loro eventuale impatto sulla Terra 

Domenica 30 giugno ricorre l’Asteroid Day, una giornata internazionale che mira a sensibilizzare e a promuovere la conoscenza degli asteroidi e dei rischi associati al loro eventuale impatto sulla Terra.
L’iniziativa, indetta dalle Nazioni Unite e riconosciuta dall’Onu, è stata lanciata nel 2015 e ha come obiettivo quello di evitare che si verifichino impatti devastanti come quello avvenuto il 30 giugno 1908 a Tunguska, in Siberia, quando un ‘sasso cosmico’, dal diametro tra i 30 e i 60 metri, colpì la Terra devastando oltre 2.000 chilometri quadrati di foresta e abbattendo 80 milioni di alberi, in quello che è stato il più terribile impatto della storia moderna.

Telescopi puntati verso lo sciame meteorico delle beta Tauridi

In questi giorni i telescopi delle più importanti Agenzie Spaziali della Terra sono puntati verso lo sciame meteorico delle beta Tauridi: secondo gli esperti della Western University, potrebbe nascondere dei ‘sassi cosmici’ potenzialmente ‘pericolosi’, proprio come quello che 111 anni fa colpì la Siberia in quello che è stato il più terribile impatto della storia moderna. Ogni anno, tra gli ultimi giorni di giugno e i primi di luglio, il Pianeta Terra attraversa lo sciame delle beta Tauridi generato dalla cometa 2P/Encke.
Nel loro studio, che verrà pubblicato sulla rivista specializzata Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, i ricercatori dell’Università canadese fanno riferimento a potenziali ‘pericoli’ nello sciame. Le loro preoccupazioni troveranno probabilmente risposta nelle prossime settimane quando la Terra avrà l’incontro più ravvicinato dal 1975 con lo sciame delle beta Tauridi: sarà distante soli 30 milioni di chilometri dal suo centro. Si tratta di una posizione particolarmente propizia per studiare e valutare i potenziali pericoli nascosti al suo interno.
"Diversi ricercatori sostengono che l'oggetto responsabile dell'impatto di Tunguska provenga dalle Tauridi e le osservazioni delle prossime settimane ne cercheranno la conferma, ma non ci sono rischi di impatto imminente", spiega Ian Carnelli, responsabile Programma Studi Generali dell'Agenzia spaziale europea (Esa).

Esa, al lavoro per realizzare un sistema di difesa planetaria

Potenzialmente pericolosi sono invece almeno 800 degli oltre 20.000 Near-Earth objects (Neo, oggetti vicini alla Terra): l’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, è al lavoro per realizzare un sistema di difesa planetaria composto da telescopi, un Centro di controllo dei Neo e una missione di deflessione di asteroidi con la Nasa.
"L'11 luglio, nello stabilimento di OHB Italia di Turate, presenteremo il primo telescopio 'a occhio di mosca' FlyEye, che con le sue 16 telecamere permetterà di scansionare l'intera volta celeste ogni due giorni", spiega Carnelli. Il telescopio, come spiega l’esperto dell’Esa, è quasi ultimato e verrà installato entro la metà del 2020 in Sicilia sul Monte Mufara: “permetterà di identificare con un anticipo di 2-3 settimane quei piccoli asteroidi che possono rappresentare un pericolo imminente”.
L’Esa prenderà parte anche alla missione Hera: collaborerà con la Nasa in un test che mira a deviare l'asteroide Didimo.
“Finora abbiamo già raccolto 6,6 milioni di euro: a settembre partiremo con la fase B2 del programma per progettare il modello di qualifica del satellite che sarà sottoposto a test in vista della realizzazione del modello di volo che andrà nello spazio”, spiega Carnelli.  

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