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La scoperta: le galassie del cosmo dialogano attraverso ponti radio

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2' di lettura

E' quanto emerso dallo studio dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) coordinati da Francesca Govoni: una scoperta resa possibile dal radiotelescopio europeo Lofar (LOw-Frequency-Array) 

È stata individuata per la prima volta la presenza di ‘ponti radio’ che collegano tra loro le galassie vicine: si tratta di campi magnetici che emettono questo tipo di onde. La scoperta è stata effettuata dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), coordinati da Francesca Govoni, durante lo studio di due ammassi di galassie destinati a scontrarsi. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulle pagine della rivista specializzata Science e sfidano le attuali teorie sul comportamento delle particelle nello spazio intergalattico. Inoltre, potrebbero permettere di ottenere una migliore comprensione della materia oscura, l’elemento che dà forma a circa un quarto dell’universo.

L’osservazione del ponte radio

Il ponte radio individuato dai ricercatori dell’Infaf collega gli ammassi di galassie Abell 0399 e Abell 0401, distanti circa un miliardo di anni luce dalla Terra e lontani 10 milioni di anni luce l’uno dall’altro. È stato il radiotelescopio europeo Lofar (LOw-Frequency-Array), una rete di 25.000 antenne concentrate in 51 stazioni gestite da ASTRON (l’istituto olandese per la radioastronomia e la ricerca scientifica dei Paesi Bassi) e dai suoi collaboratori internazionali, a consentire l’osservazione del collegamento intergalattico. “È come un'aurora cosmica che le connette", spiega Francesca Govoni. "Si tratta di un campo magnetico basso, circa un milione di volte inferiore a quello terrestre", chiarisce la studiosa.

La ragnatela cosmica

La materia che compone l’universo è disposta lungo filamenti che formano una specie di gigantesca ragnatela cosmica. Gli ammassi di galassie sono concentrati lungo i ‘nodi’ di questi fili. “Lofar ha visto un'emissione radio debole ed estesa tra i due ammassi di galassie”, spiega Govoni. “Comprendere la natura di questa sorgente radio è una sfida, visto che gli elettroni riescono a percorrere un tratto di spazio inferiore all'estensione della sorgente. Deve, quindi, esistere un meccanismo responsabile della loro accelerazione, che opera lungo tutto il filamento tra i due ammassi", conclude l’esperta. 

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