Il risultato, pubblicato sulla piattaforma bioRxiv, che accoglie articoli non ancora presentati all'esame della comunità scientifica, è stato ottenuto alla Columbia University ed è riportato dal New York Times. I ricercatori scrivono che gli errori nel Dna "vengono riparati in modo efficiente negli embrioni umani, consentendo modifiche specifiche e mirate senza conseguenze genotossiche"
Sono stati modificati con precisione per la prima volta i geni di embrioni umani nei primissimi stadi dello sviluppo per correggere difetti genetici all'origine di malattie, senza il rischio di effetti avversi. Il risultato, pubblicato sulla piattaforma bioRxiv, che accoglie articoli non ancora presentati all'esame della comunità scientifica, è stato ottenuto alla Columbia University di New York ed è riportato dal New York Times. Coordinati dal genetista Dieter Egli, i ricercatori hanno modificato il Dna degli embrioni con un'altissima precisione, provvedendo ad arrestarne automaticamente il processo di sviluppo.
La tecnologia 'base editing'
Il risultato costituisce una prova di principio dell'efficienza della tecnica. I ricercatori scrivono nell'articolo che gli errori nel Dna "vengono riparati in modo efficiente negli embrioni umani, consentendo modifiche specifiche e mirate senza conseguenze genotossiche". I ricercatori hanno utilizzato la tecnologia chiamata 'base editing', ossia hanno modificato le singole unità elementari (basi) che compongono il Dna. Dieter Eglii e i suoi colleghi sono riusciti a evitare i danni riscontrati finora, quando si utilizzava la forma precedente dell'editing genomico, la Crispr. Il ricercatore ha comunque precisato che la tecnica dovrà essere ulteriormente perfezionata: "non stiamo dicendo che potrà essere utilizzata in ambito clinico già da domani". La prospettiva di poter modificare geneticamente il Dna con una grandissima precisione alimenta da anni un acceso dibattito: da un lato, la tecnologia potrebbe un giorno consentire ai genitori di correggere in sicurezza, negli embrioni, le mutazioni responsabili di malattie. Dall'altro, potrebbe essere impiegata per selezionare i tratti desiderati, una pratica che, secondo alcuni esperti di etica, equivale a tutti gli effetti all'eugenetica. Egli, genetista della Columbia e responsabile della ricerca, ha auspicato un dibattito pubblico sui vantaggi e gli svantaggi della modifica del Dna embrionale. "Come scienziato - ha detto Egli - puoi fornire i dati su cui discutere, ma poi, in sostanza, il tuo compito finisce lì e lasci che siano altri a proseguire".