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Onde gravitazionali, Ligo e Virgo hanno rilevato 4 possibili segnali

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 27/04

2' di lettura

I primi tre potrebbero essere stati generati dalla fusione di buchi neri, mentre il quarto dalla collisione di due stelle di neutroni, un evento dal quale potrebbero emergere nuove informazioni su questo fenomeno 

In poco più di tre settimane dalla loro riaccensione, i rilevatori Ligo e Virgo, situati in Italia e Stati Uniti, hanno già intercettato quattro diversi segnali provenienti dall’universo più profondo, probabilmente generati da onde gravitazionali. I primi tre sembrano essere riconducibili alla fusione di buchi neri, mentre il quarto, rilevato il 25 aprile, potrebbe essere stato causato dalla collisione di due stelle di neutroni. È proprio su quest’ultimo che gli scienziati si stanno concentrando maggiormente, in quanto, se confermato, potrebbe rappresentare una fonte di informazioni unica, alla pari di quanto accaduto nel 2017, quando venne osservata la controparte visibile di una sorgente di onde gravitazionali, un evento che ha aperto la via per la nuova astronomia multimessaggera.

In corso tutte le verifiche del caso

La notizia delle rilevazioni è stata diffusa dalla stessa collaborazione Ligo attraverso il proprio profilo Twitter. In attesa di un annuncio ufficiale riguardante la natura dei segnali, una parziale conferma è arrivata dal fisico Giovanni Prodi, docente dell'Università di Trento e associato all'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), nonché coordinatore dell'analisi dati dell'osservatorio europeo Virgo a Cascina (Pisa). "I segnali che abbiamo captato - spiega Prodi - sembrano molto convincenti, ma è troppo presto per fare annunci, perché sono ancora in corso le verifiche che richiederanno qualche mese”. In particolare, l’ultimo segnale catturato sarà quello più difficile da ricostruire, “perché il fenomeno - aggiunge l’esperto - è stato osservato solo da due rivelatori, mentre il terzo non era in funzione: al momento abbiamo dato agli astronomi informazioni piuttosto vaghe sulla posizione nel cielo e sulla distanza a cui sarebbe avvenuto l'evento, ma contiamo di affinare i dati nei prossimi giorni”.

Ricerca in migliaia di galassie

Il fisico ha riferito inoltre che la sorgente di quest’ultimo segnale è molto più debole e distante rispetto a quella individuata nel 2017 e trovarla sarà ancora più complicato: due anni fa, infatti, gli astronomi dovettero scandagliare ‘solo’ 50 galassie, le uniche che potevano aver ospitato l’evento, mentre ora dovranno estendere la loro ricerca su migliaia di diverse aree dell’universo. In ogni caso, un primo annuncio è atteso a breve, probabilmente già martedì 30 aprile, in quanto si chiude il primo mese di attività di Ligo e Virgo ed è quindi tempo per fare i primi bilanci. 

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