Artemis II lascia l'orbita terrestre. Missione diretta verso la Luna

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"L'equipaggio si sente piuttosto bene quassù", ha detto l'astronauta Jeremy Hansen durante la diretta streaming della Nasa di questa notte. Per la prima volta dal 1972, anno dell'ultima missione del programma Apollo, degli astronauti potranno vedere da vicino la Luna

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Prosegue la missione Artemis II, partita il 2 aprile. Questa notte gli astronauti hanno avviato l'accensione per uscire dall'orbita terrestre e dirigersi verso la Luna. "L'equipaggio si sente piuttosto bene quassù", ha detto l'astronauta Jeremy Hansen durante la diretta streaming della Nasa. Il cittadino canadese, il primo non americano in missione per raggiungere la Luna, ha affermato di aver "sentito distintamente la forza" della perseveranza necessaria per intraprendere questa missione. "L'umanità ha dimostrato ancora una volta di cosa è capace", ha detto. 

Hansen: "L'inserimento nella traiettoria translunare è stato un successo"

"Stiamo ammirando una vista meravigliosa del lato al buio della Terra, illuminato dalla Luna. È fenomenale. Nessuno di noi riesce a pranzare perché siamo incollati ai finestrini, stiamo scattando foto", ha detto ancora Hansen durante una comunicazione con il centro di controllo della Nasa.  E all'inizio del suo intervento ha confermato che la manovra di inserzione nella traiettoria translunare è stata "un successo".

La toilette riparata da Christina Koch: "Sono l'idraulico spaziale"

"Sono io l'idraulico spaziale", ha dichiarato scherzosamente l'astronauta della Nasa Christina Koch, rispondendo a una domanda su chi avesse riparato la toilette di Orion dopo il lancio della missione Artemis II. "Sono orgogliosa di definirmi l'idraulico spaziale", ha detto in collegamento streaming. Il bagno "è probabilmente la parte più importante della nostra attrezzatura a bordo, quindi abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo quando abbiamo capito che funzionava tutto. Credo si trattasse solo di un problema dovuto al lungo periodo di inattività e alla necessità di un po' di tempo per il riscaldamento. Inizialmente, però, avevamo ipotizzato che potesse esserci qualcosa che ostruiva il motore. Per fortuna, ora tutto funziona perfettamente".

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Sport e cibo

Gli astronauti hanno avuto anche un po' di tempo da dedicare all'esercizio fisico, utilizzando la struttura predisposta nella navetta, simile a uno yo-yo, per fare esercizi aerobici come il canottaggio, sia movimenti di resistenza come squat e stacchi da terra. Hanno anche sperimentato Avatar (A Virtual Astronaut Tissue Analog Response) lo strumento che misura gli effetti delle radiazioni cosmiche sul corpo umano utilizzando organi su chip. Infine, un po' di tempo per pranzare, scegliendo fra maccheroni al formaggio, tortillas, cinque tipi di salse piccanti, quiche di verdure, couscous, macedonia di frutta tropicale, budino, biscotti e caffè. A bordo sono disponibili 189 prodotti tra alimenti e bevande, tutti selezionati tenendo conto della durata di conservazione, della sicurezza alimentare, del valore nutrizionale, delle preferenze dell'equipaggio e della compatibilità con la massa, il volume e i requisiti di energia della capsula Orion. 

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La missione

Dopo una pausa lunga 54 anni, dunque, quattro astronauti sono di nuovo in viaggio verso la Luna, per aprire una nuova pagina dell'era spaziale. Questa volta, però, l'obiettivo è costruire una base sulla superficie lunare, desinata a diventare un trampolino per le future missioni su Marte, come ha detto l'amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman. Dopo il lancio del razzo Space Launch System dal Kennedy Space Center, avvenuto  il 2 aprile in condizioni meteo perfette, la navetta Orion si è separata dallo stadio superiore del lanciatore. Poi, nelle scorse ore, un’altra manovra: quella dell’uscita dall’orbita terreste. Al comando c'è il veterano della Nasa Reid Wiseman. Con il pilota Victor Glover e con Christina Koch, anche loro della Nasa, e insieme a Jeremy Hansen, dell'Agenzia spaziale canadese Csa, hanno eseguito i primi test sui sistemi della navetta, in costante collegamento con il centro di controllo della missione a Houston. Gli astronauti sono seguiti anche dall'Europa, con il centro di controllo dell'Esa presso l'Estec, nei Paesi Bassi.      

Artemis II, un test destinato a fare da apripista

Per la prima volta dal 1972, anno dell'ultima missione del programma Apollo, degli astronauti potranno vedere da vicino la Luna. L'equipaggio di Artemis II percorrerà una sola orbita lunare. Si tratta di una missione di test che per la Nasa è destinata a fare da apripista verso l'arrivo del primo equipaggio sul suolo lunare e conquistare così il primato nella corsa alla Luna che si è aperta da tempo con la Cina. È anche una missione simbolica, che ha come protagonisti il primo uomo di colore, la prima donna e il primo non americano a raggiungere l'orbita lunare. Con loro c'è Rise, l'indicatore di gravità che ha cominciato a fluttuare nella navetta non appena raggiunta l'assenza di peso. Al suo interno gli astronauti hanno inserito la memory card con i nomi di oltre 6,5 milioni di persone che hanno partecipato all'iniziativa Manda il tuo nome con Artemis. Il disegno, i colori e il nome si ispirano al sorgere della Terra osservato nel 1968 dall'orbita lunare, nella missione Apollo 8. La scelta non è casuale perché Artemis II è considerata dalla Nasa una missione gemella dell'Apollo 8, dato che tutte e due sono rimaste nell'orbita lunare per aprire la strada all'allunaggio.      

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