Polpi, un braccio “sensoriale” guida l’accoppiamento: lo studio

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I polpi possono trovare il partner e accoppiarsi anche senza vedersi, grazie a un braccio specializzato chiamato ectocotile. Questo tentacolo non serve solo alla fecondazione, ma funziona anche come organo sensoriale, capace di percepire segnali chimici emessi dalla femmina. Lo dimostra un nuovo studio pubblicato su Science

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I polpi riescono a trovare potenziali partner grazie a un sistema sensoriale basato sul tatto e su segnali chimici e possono accoppiarsi anche senza vedersi: il maschio utilizza un “braccio” specializzato, chiamato ectocotile, che riesce a percepire la presenza della femmina e a raggiungerla per trasferire il seme. È quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista Science, condotto dagli scienziati dell'Università di Harvard, dell'Università della California di San Diego, dell'Università di Okinawa e dell'Università di Svezia. 

Un organo sensoriale per la riproduzione

 

Il team di ricerca, coordinato da Pablo Villar e Nicholas Bellono, ha analizzato il sistema sensoriale dei cefalopodi, dimostrando che un’appendice maschile, l’ectocotile, non serve solo alla fecondazione ma svolge anche una funzione sensoriale: a differenza degli altri tentacoli, non viene utilizzato per esplorare l’ambiente ma per individuare la partner, percepirne i segnali e trasferire il seme.
"L'esistenza di un braccio specializzato per l'accoppiamento era stata documentata da tempo, ma non si sapeva che fungesse anche da organo sensoriale”, ha spiegato Bellono. Questo braccio destinato alla riproduzione “si snoda dal corpo del polpo, raggiunge la compagna e deposita i semi nell'apparato della partner". Gli altri  tentacoli del polpo esplorano il fondale marino come se fossero delle lingue: ogni ventosa contiene circa 10mila cellule sensoriali. "L'ectocotile non viene usato per esplorare l'ambiente per cui eravamo incuriositi dal ruolo di questo tentacolo”, ha aggiunto Villar.   

 

Gli esperimenti e il ruolo degli ormoni

 

Per approfondire il funzionamento dell’ectocotile, i ricercatori hanno posizionato polpi maschi e femmine in una vasca di acqua salata, separati da una barriera con piccole aperture che permettevano il passaggio dei bracci. Durante gli esperimenti, i maschi riuscivano a raggiungere la femmina, anche senza vederla, e a inserire la punta dell’ectocotile nel suo mantello. "Abbiamo osservato accoppiamenti simili tra maschi e femmine diversi, persino nell'oscurità più completa. Se nella vasca erano presenti due maschi, il contatto non avveniva. Ciò suggerisce che le femmine emettano una sorta di segnale sessuale”, ha spiegato Bellono. Per provare a rispondere a questo interrogativo, i ricercatori hanno analizzato campioni di tessuto provenienti dagli organi riproduttivi femminili, che si sono rivelati ricchi di molecole precursori del progesterone. Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che l’ectocotile reagiva a questo ormone muovendosi verso la fonte anche quando veniva reciso dal corpo del polpo. Lo stesso comportamento è stato osservato verso oggetti artificiali ricoperti di progesterone. Nel complesso, “i risultati indicano che questi steroidi sessuali aiutavano gli animali a riconoscere i potenziali partner della propria specie e a distinguerli da altre specie strettamente imparentate”, concludono gli autori. 

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