Sabbia del Sahara in movimento, le immagini che arrivano dallo spazio

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Spinta dal vento, un enorme massa sabbiosa è arrivata in America. L’osservazione è un importante passo per la raccolta dei dati sui cambiamenti climatici dice la Nasa

Dopo la foto della Sardegna a testa in giù, dallo spazio arrivano altre sbalorditive immagini. Un enorme pennacchio di sabbia del deserto del Sahara che scorre sopra l'Oceano Atlantico settentrionale diffondendosi per oltre per oltre 3200 chilometri, spinto dal vento, fino alle Piccole Antille. Lo ha osservato, a partire dal 13 giugno, il satellite Suomi NPP della Nasa e dell'ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani (Noaa).

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La nube di sabbia è stata immortalata dai satelliti spaziali. Le immagini catturate dal 13 al 18 giugno sono anche alla base di una animazione diffusa dalla Nasa, che mostra lo spostamento della colonna di sabbia. A metterla a punto è stato Colin Seftor, fisico atmosferico, del Goddard Space Flight Center della Nasa. “Si vede un'enorme nube di polvere sahariana che è stata generata da forti correnti ascensionali atmosferiche e che è stata poi spinta dai venti attraverso l'Atlantico, giungendo, infine, su Nord America e Sud America", la sua spiegazione. La massa marrone aveva raggiunto i Caraibi domenica e si stima che arriverà in Texas e Louisiana questa settimana.

L’importanza dello studio di questo fenomeno

“L'arrivo della nube di sabbia sahariana non è insolito e accade un paio di volte l'anno”, sostiene il meteorologo David Wally sul New York Times. “I pennacchi – aggiunge – sono di solito di breve durata, non più di una settimana”. La portata annua è di centinaia di milioni di tonnellate di sabbia che, spinte sull'Oceano Atlantico, contribuiscono a formare le spiagge nei Caraibi e fertilizzano i terreni in Amazzonia. Possono anche influire sulla qualità dell'aria in Nord e Sud America, per questo è importante mappare il suo percorso. La Nasa, per esempio, sta studiando il ruolo della sabbia africana anche nella formazione dei cicloni tropicali e sta verificando se abbia un impatto sulla loro intensità. Il satellite, ribadisce infatti l’agenzia, rappresenta un primo passo fondamentale nella costruzione del sistema satellitare di prossima generazione per l'osservazione della Terra che raccoglierà dati sui cambiamenti climatici a lungo termine e sulle condizioni meteorologiche a breve termine.

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