AstroLuca, ecco cosa succederà durante le passeggiate spaziali

Scienze

Il comandante della Stazione Spaziale Internazionale, insieme al collega Andrew Morgan, lavorerà nello spazio per riparare l’Alpha Magnetic Spectrometer-02 (AMS), un cacciatore di antimateria 

Luca Parmitano ha una data importante cerchiata sulla sua agenda ed è quella del 15 novembre, quando effettuerà la prima delle quattro passeggiate spaziali previste da quando è approdato sulla Stazione Spaziale Internazionale, di cui attualmente è il comandante. La prima sarà una tra le "più difficili mai tentate", che l’astronauta italiano affronterà insieme al collega americano Andrew Morgan per modificare e riparare il cacciatore di antimateria AMS. La conferma è arrivata da AstroLuca, proprio nel corso del collegamento effettuato dallo spazio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Tutto pronto per l’Eva

Parmitano, che ha già assistito i suoi colleghi nelle loro rispettive passeggiate spaziali, avrebbe dovuto effettuare la sua il 25 ottobre scorso, ma era stata presa la decisione di rinviarla. La differenza tra partecipare in prima persona e coordinare gli altri? “La differenza che c’è tra guardare un acquario meraviglioso e poter immergersi nelle acque del mare”, ha spiegato il comandante della Iss, adesso finalmente pronto per la sua prima Eva, Extra Vehicular Activity, all’interno della missione ‘Beyond’, scattata lo scorso 20 luglio.

Il compito di Parmitano

Ma quale sarà, nello specifico, il compito di AstroLuca nel corso della sue passeggiate spaziali? A partire dalla prima, l’astronauta italiano agirà sull’Alpha Magnetic Spectrometer-02 (AMS) conosciuto in italiano come Spettrometro Alfa Magnetico. Molti astronomi, spiega la Nasa, ipotizzano che le stelle, i pianeti e le molecole che li costituiscono siano solo meno del 5% della massa-energia contenuta nell’universo. Il resto sarebbe materia oscura, una materia invisibile che non può essere rilevata direttamente, ma può essere dedotta. L’AMS, è alla ricerca dal 2011 della prova di questa misteriosa sostanza dalla posizione privilegiata della Stazione Spaziale Internazionale. È stato progettato per monitorare le particelle dei raggi cosmici che passano attraverso tutti i suoi sensori (più di 140 milioni di particelle fino ad oggi sono state già rilevate), il tipo della particella e alcune caratteristiche specifiche come la massa, la velocità, la carica e la direzione. L’obiettivo finale, per gli scienziati, dovrebbe essere quello di rintracciare le fonti necessarie per capire la materia oscura e le origini dell’universo.

Gli ultimi materiali necessari

Come altri oggetti che sono esposti alle estreme condizioni dello spazio, adesso però l’AMS ha bisogno di un aggiornamento per poter continuare la sua raccolta dati. Le complesse attività extra-veicolari previste sono mirate anche a questa operazione di manutenzione. Il lancio della navicella Cygnus NG-12, avvenuta lo scorso il 2 novembre, ha già consegnato alla Stazione Spaziale Internazionale gli ultimi materiali necessari per le passeggiate spaziali, con gli ultimi attrezzi che occorrono per eseguire i vari aggiornamenti.

Come è fatto l’AMS-02

Presente sulla Stazione da più di 8 anni, AMS-02 vanta già un record: costruito per durare al massimo tre anni, ha superato di gran lunga le prospettive che gli scienziati avevano previsto. Lo spettrometro ha dispone di quattro pompe di raffreddamento ridondanti destinate a mantenere il tracciatore di silicio, uno dei diversi sensori su AMS, ad una temperatura costante mentre si trova nello spazio. Con temperature che oscillano di centinaia di gradi mentre orbita intorno alla Terra, un sistema di controllo termico funzionante è necessario per supportare il sensore, e i suoi dati sono indispensabili in combinazione con quelli degli altri strumenti per favorire la ricerca. Poiché è necessario che funzioni solo una di queste pompe per volta, diverse pompe hanno iniziato a guastarsi. Nel marzo 2014, una di quelle deputate al raffreddamento ha smesso di lavorare, e un’altra è stata trovata logora. A marzo 2017, i ricercatori hanno acceso l’ultima pompa completamente funzionate con lo scopo di tenere la ricerca ancora attiva. Adesso nelle mani di AstroLuca e Drew Morgan, il compito di riparare i guasti.  

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