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Da dei nuovi guanti hi-tech un aiuto per realizzare protesi migliori

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 30/05

2' di lettura

Dopo averli testati su vari oggetti, i ricercatori del Mit hanno utilizzato i dati raccolti per mettere a punto un archivio sensoriale completo 

I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) hanno messo a punto il più completo archivio di dati basati sul tatto a disposizione dei futuri robot. Gli esperti sono riusciti a ottenere questo risultato immagazzinando in un sistema di Intelligenza Artificiale le sensazioni registrate tramite dei guanti equipaggiati con degli speciali sensori. Le informazioni conservate nell’archivio permetteranno in futuro di dare vita a degli automi dotati di un senso del tatto del tutto simile a quello degli esseri umani e di progettare tecnologie indossabili e protesi più sensibili. I risultati del progetto, coordinato da Subramanian Sundaram, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista specializzata Nature.

Le potenzialità dell’archivio

I guanti hi-tech realizzati per il progetto, dotati di circa 550 sensori, sono stati testati su 26 oggetti diversi per forma e peso, tra cui forbici, palline da tennis, lattine e penne. Questi esperimenti hanno permesso ai ricercatori di ottenere un archivio sensoriale unico, che potrà essere utilizzato per permettere ai sistemi di Intelligenza Artificiale di riconoscere e classificare gli oggetti affidandosi esclusivamente al tatto. Al termine del progetto, gli esperti del Mit hanno utilizzato i dati raccolti per svolgere dei test su una IA. Il sistema di Intelligenza Artificiale è riuscito a identificare con precisione vari oggetti nel 76% dei casi, prevedendone il peso con un margine di errore di circa 60 grammi. “Le informazioni contenute nell’archivio potranno aiutare i robot a identificare e manipolare gli oggetti, e a progettare future protesi robotiche”, spiegano gli autori dello studio.

Gli arti robotici

È possibile che in futuro l’archivio ottenuto dagli studiosi del Mit consentirà di realizzare delle mani robotiche sempre più precise e affidabili. La prima protesi di questo tipo, sviluppata nell’ambito del progetto europeo DeTOP, è stata impiantata lo scorso febbraio in Svezia a una donna di quarantacinque anni. Durante l’operazione chirurgica sono state impiantate nel radio e nell’ulna della paziente dei componenti in titano in grado di collegare le ossa dell’avambraccio e le terminazioni nervose alla mano robotica.

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