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Impiantata con successo la prima mano robotica permanente al mondo

3' di lettura

La paziente è una donna quarantacinquenne svedese a cui è stata impiantata una tecnologia sviluppata nell’ambito del progetto europeo DeTOP, coordinato da Christian Cipriani 

Quando la scienza e la tecnologia cooperano perfettamente tra loro i risultati possono essere sorprendenti. È questo il caso della prima mano robotica impiantata permanentemente su un essere umano. Si tratta di un dispositivo di ultima generazione in grado di sostituire l’organo prensile e di coadiuvare le azioni degli uomini fornendo loro un alleato robotico utile in ogni ora della giornata.

Intervento eseguito in Svezia su una donna

L’operazione chirurgica è stata portata a termine con successo in Svezia, presso lo Sahlgrenska University Hospital, a Gothenburg. La paziente è una donna quarantacinquenne svedese a cui è stata impiantata una mano robotica sviluppata nell’ambito del progetto europeo DeTOP, coordinato da Christian Cipriani, dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
L’impresa si deve ai chirurghi Richard Br†nemark e Paolo Sassu che hanno impiantato nel radio e nell'ulna della paziente dei componenti in titanio in grado di collegare le ossa dell’avrambraccio e le terminazioni nervose della donna con la mano robotica. Per farlo si sono serviti di 16 elettrodi capaci, una volta impiantati nei muscoli, di connettere il sistema nervoso della paziente alla protesi di ultima generazione. Un intervento in grado, tra le altre funzioni, di riattivare la sensibilità tattile e di garantire alla donna una migliore libertà di movimento.
"Grazie a questa interfaccia uomo-macchina così accurata e grazie alla destrezza e al grado di sensibilità della mano artificiale, ci aspettiamo che nel giro dei prossimi mesi la donna riacquisisca funzionalità motorie e percettive molto simili a quelle di una mano naturale”, spiega Cipriani.

Riabilitazione personalizzata

La paziente, a cui era stato amputato l’organo prensile nel 2002, è attualmente ricoverata presso la struttura per portare a termine la riabilitazione. Grazie all’aiuto della realtà virtuale e di specifici esercizi personalizzati la donna sarà in grado di controllare il movimento dell’arto tecnologico e di recuperare la forza dei muscoli compromessa dall’amputazione.
Il personale esperto si augura che nel giro di poche settimane la donna possa tornare a casa, avendo acquisito un completo controllo della tecnologia impiantata.
La mano robotica è stata sviluppata da un team di esperti guidato da Max Ortiz Catalan, dell'azienda Integrum, in collaborazione con la Chalmers University of Technology. L’innovazione tecnologica è frutto del progetto DeTOP (Dexterous Transradial Osseointegrated with neural control and sensory feedback), finanziato dalla Commissione Europea all'interno del programma Horizon 2020.
Per realizzarla hanno collaborato anche la Scuola Superiore Sant'Anna e l’azienda Prensilia, spin-off dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Sant'Anna.
In futuro sono in programma altri due interventi di questo genere uno dei quali verrà realizzato in Italia. La seconda operazione chirurgica è in calendario in un ospedale svedese.

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