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Nettuno, documentata la formazione di una grande macchia scura

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

Basandosi sull’analisi delle foto scattate dal telescopio spaziale Hubble, i ricercatori hanno determinato alcune delle caratteristiche di questo fenomeno 

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L’analisi delle ultime immagini scattate dal telescopio spaziale Hubble ha permesso alla comunità scientifica di documentare, per la prima volta, la formazione di una grande macchia scura su Nettuno, ossia una tempesta che si forma in una zona di alta pressione atmosferica. A partire dalla fine degli anni ‘80, gli esperti hanno osservato sei perturbazioni di questo tipo sul pianeta: le prime due sono state scoperte dalla sonda Voyager 2 nel 1989. Recentemente, sulle pagine della rivista Geophysical Research Letters sono stati pubblicati i nuovi dati ottenuti dall’analisi delle immagini scattate da Hubble verso la fine del 2018. Nelle foto è possibile osservare la crescita di una nuova grande macchia scura nella stessa zona in cui nel 2015 i ricercatori avevano individuato la presenza di piccole e luminose nubi composte da cristalli di metano ghiacciato. Lo studio delle nuove informazioni ha portato gli scienziati a stabilire che le grandi macchie scure si originano più in profondità nell’atmosfera di Nettuno di quanto si credesse finora.

La durata delle grandi macchie scure

Una seconda ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata Astronomical Journal, si concentra sulla durata delle grandi macchie scure. È stata condotta da Amy Simon, planetologa del Goddard Space Flight Center della Nasa, in collaborazione con Andew Hsu e Michael Wong, ricercatori dell’Università della California di Berkeley. Lavorando assieme, gli scienziati hanno monitorato le nubi di metano dal 2016 al 2018 e hanno scoperto che la loro luminosità è diminuita quando la nuova grande macchia scura è diventata visibile. Ciò indica che queste perturbazioni potrebbero formarsi più in profondità nell’atmosfera del Gigante gassoso di quanto si pensasse in precedenza. L’esistenza di una correlazione tra la luminosità delle nubi di metano e la profondità delle grandi macchie scure è stata dimostrata dai modelli computerizzati di Nettuno realizzati dai ricercatori. Secondo Simon, Hsu e Wong sull’ottavo pianeta del Sistema Solare si verificano delle nuove tempeste ogni quattro o sei anni. In base ai risultati delle loro ricerche, la durata della maggior parte delle grandi macchie scure è di due anni.