Scoperta una super-Terra distante 60 anni luce

Scienze
Telescopio Nasa (Getty Images)

Si chiama Pi greco Mensae C, ha un raggio che è il doppio rispetto a quello del nostro pianeta e ruota in sei giorni attorno alla sua stella madre omonima 

È stato identificato un nuovo pianeta situato a 60 anni luce dalla Terra. Si chiama Pi greco Mensae C, ha un raggio che è il doppio rispetto a quello del nostro pianeta e ruota in sei giorni attorno alla sua stella madre omonima.
Definito dagli esperti una ‘super-Terra’, il corpo celeste ha una massa 4,5 volte maggiore rispetto a quella terrestre. La scoperta, pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics, si deve a un team di ricercatori coordinati da Davide Gandolfi, del dipartimento di Fisica dell'Università di Torino.

Super-Terra scoperta dal telescopio della Nasa

Pi greco Mensae C è stato identificato dalle osservazioni realizzate dal telescopio spaziale Tess della Nasa, lanciato nel mese di aprile 2018.
Il pianeta, definito da Gandolfi “una miniera d’oro per lo studio delle atmosfere di mondi attorno ad altre stelle”, avrebbe un nucleo roccioso.
Stando al parere degli esperti, inoltre, la super-Terra non avrebbe le condizioni necessarie a ospitare degli esseri viventi e sarebbe attorniata “da un’atmosfera facilmente rilevabile con strumenti di nuova generazione che presto entreranno in funzione”.
La sua scoperta sarà preziosa per le future ricerche atte a indagare le proprietà di altri corpi celesti che ruotano attorno a stelle diverse dal Sole.

Farout, il pianeta più lontano del Sistema Solare

I ricercatori Scott Sheppard, della Carnegie Institution for Science, David Tholen, dell’Università delle Hawaii, e Chad Trujillo, dell’Università dell’Arizona Settentrionale, hanno identificato il corpo celeste più distante dal Sistema Solare, mentre erano alla ricerca del Pianeta 9. Si chiama Farout, cioè lontano, ed è un pianeta nano distante dal Sole 120 in più rispetto alla Terra.
La scoperta si deve al telescopio giapponese Subaru, sul vulcano Mauna Kea delle Hawaii.
Il suo nome in codice è 2018 VG18 e permetterà agli esperti in ambito di indagare ciò che avviene ai confini del Sistema Solare.
“Per il momento conosciamo solo la sua distanza estrema dal Sole, il suo diametro approssimativo, che dev’essere di almeno 500 km, e il suo colore rosato, tipico dei mondi ghiacciati”, spiega Tholen. 

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