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Marte, Nasa promette milione a chi trasforma CO2 in glucosio

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

L’agenzia aerospaziale statunitense ha lanciato la sfida per creare lo zucchero sul pianeta rosso. Il processo di conversione potrebbe tornare utile nelle prossime missioni 

La Nasa ha indetto un concorso per trasformare il biossido di carbonio in glucosio su Marte. Pronto un premio da un milione di dollari per chiunque ci riesca. Si tratta di un processo che avviene naturalmente nella fotosintesi sulla Terra, ma non su Marte dove è abbondante l’anidride carbonica, ma non l’ossigeno. Il glucosio potrebbe essere usato come fonte di cibo o aiutare a produrre altre risorse alimentari sul pianeta rosso.

È un processo naturale sulla Terra

“Il carbonio e l'ossigeno sono i mattoni molecolari degli zuccheri”, spiega la Nasa nel comunicato ufficiale del bando. “La trasformazione di biossido di carbonio in zucchero sulla Terra è un procedimento naturale nelle piante. Su Marte, invece, il processo non avviene naturalmente a causa della composizione dell’atmosfera. La sfida di conversione della CO2 mira a trovare una soluzione a questo problema. Gli zuccheri sono delle fonti di energia microbica composte da atomi di carbonio, idrogeno e ossigeno. Potrebbero essere usati come materia prima per produrre in modo efficiente una serie di prodotti utili per le missioni spaziali. Il glucosio è l’obiettivo di questa sfida perché è il più facile da metabolizzare e potrebbe ottimizzare l'efficienza di conversione.

Due fasi di lavoro

Il montepremi totale è di un milione di dollari, distribuito tra le squadre vincenti in due fasi. La prima consiste nel presentare le idee. Gli esperti e il personale della Nasa valuteranno innanzitutto la fattibilità dei progetti. I primi cinque classificati di questo turno saranno annunciati nell'aprile 2019 e ciascuno riceverà 50 mila dollari. Nella seconda fase, che dovrebbe iniziare il prossimo giugno, è richiesta una dimostrazione pratica. I 750 mila dollari rimasti saranno divisi tra le prime tre squadre classificate. Non è obbligatorio aver vinto o partecipato alla fase uno per concorrere alla seconda. La sfida è aperta a tutti i cittadini e ai residenti permanenti negli Stati Uniti. Gli altri possono competere se fanno parte di un team con sede negli Usa. 

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