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Scoperto Farout, il pianeta più lontano del Sistema Solare

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2' di lettura

Si chiama Farout, ovvero lontano, e ha una distanza dal Sole 120 superiore rispetto a quella della Terra. È stato identificato grazie al al telescopio giapponese Subaru, sul vulcano Mauna Kea delle Hawaii 

È stato identificato il corpo celeste più distante dal Sistema solare. Si chiama Farout, ovvero lontano, ed è un pianeta nano che ha una distanza dal Sole 120 superiore rispetto a quella della Terra.
La scoperta si deve ai ricercatori Scott Sheppard, della Carnegie Institution for Science, David Tholen, dell’Università delle Hawaii, e Chad Trujillo, dell’Università dell’Arizona Settentrionale, ed è stata annunciata dal Centro per i pianeti minori dell’Unione Astronomica Internazionale.
La scoperta è avvenuta grazie al telescopio giapponese Subaru, sul vulcano Mauna Kea delle Hawaii, nel corso di alcune osservazioni alla caccia del Pianeta 9.

Il pianeta ai confini del Sistema Solare

Farout, con nome in codice 2018 VG18, sarà prezioso nelle future ricerche atte a svelare ciò che avviene ai confini del Sistema Solare. Il pianeta, infatti, distante dal Sole circa tre volte e mezzo in più rispetto a Plutone, non è influenzato dall’attrazione gravitazionale di Giove e Saturno.
“Per il momento conosciamo solo la sua distanza estrema dal Sole, il suo diametro approssimativo, che dev’essere di almeno 500 km, e il suo colore rosato, tipico dei mondi ghiacciati”, spiega Tholen. “Sappiamo però con certezza che, a causa della sua distanza, Farout impiega più di mille anni per compiere un’orbita completa attorno al Sole”.

Scoperto un pianeta ricco di elio

Grazie agli studi compiuti dall’osservatorio tedesco-spagnolo di Calar Alto, in Andalusia, è stato identificato HAT-P-11b, un pianeta posto a circa 124 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Cigno.
Il corpo celeste è simile per dimensioni a Nettuno ed è attorniato da un’atmosfera particolarmente ricca di elio. HAT-P-11b, dalle sembianze di un palloncino, ruotando attorno alla sua stella madre si sgonfia gradualmente liberando una coda di elio.
“L’elio, il secondo elemento più abbondante dell’universo dopo l’idrogeno, è soffiato via dal pianeta, a una velocità di circa 10.000 chilometri l’ora, dalla radiazione della sua stella madre”, spiega Jessica Spake, autrice dello studio ed esperta dell’Università britannica di Exeter. 

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