Spazio, scoperte tracce d’acqua sull’asteroide Bennu

Scienze
Asteroide (Ansa)
asteroide_ansa

Gli spettrometri della sonda della Nasa hanno rivelato la presenza di idrossili. Per avere dei riscontri più precisi bisognerà attendere il 2023, anno in cui Osiris Rex farà ritorno sulla Terra 

Un’altra grande scoperta nell’ambito dell’astronomia: nelle rocce dell’asteroide Bennu ci sarebbero tracce d’acqua.
La scoperta si deve alla sonda Osiris Rex (Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer) della Nasa che, durante la fase di avvicinamento, tra agosto e dicembre 2018, avrebbe scovato la presenza di acqua allo stato liquido sull’asteroide ‘madre’ da cui, secondo gli esperti, si sarebbe staccato Bennu.
Per avere dei riscontri più precisi bisognerà attendere il 2023, anno in cui la sonda della Nasa farà ritorno sul pianeta Terra. Gli astronomi potranno così analizzare dettagliatamente un campione di Bennu e ampliare le conoscenze in ambito, svelando alcuni dei misteri che ancora attanagliano l’origine e l’evoluzione del Sistema solare.

La sonda Osiris Rex della Nasa

Le osservazioni compiute grazie agli spettrometri Ovirs e Otes a bordo della sonda della Nasa hanno rivelato la probabile presenza di idrossili, molecole con atomi di ossigeno e idrogeno legati tra di loro.
Stando al parere dei ricercatori, queste molecole sarebbero insite nei minerali e popolerebbero l’intero asteroide. Le osservazioni sembrano dunque suggerire che in passato il materiale roccioso abbia interagito con l’acqua. Nonostante Bennu, dal diametro di 500 metri, sia troppo piccolo per aver ospitato dell’acqua allo stato liquido, l’avrebbe ‘ereditata’ dall’asteroide ‘madre’, dal diametro di circa 100 chilometri, dal quale si è staccato.
"Le prime analisi che sono state fatte dagli strumenti di Osiris-Rex sono ancora su scala globale, vista la distanza che separava la sonda dall'asteroide, ma già ci forniscono delle informazioni importantissime", spiega John Robert Brucato, esobiologo dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) all'Osservatorio Astrofisico di Arcetri. "Le indagini spettroscopiche rivelano la presenza di molecole d'acqua nei minerali sulla superficie dell'asteroide. Stiamo parlando di silicati idrati, materiali antichissimi, originati nella nebulosa protosolare da cui si sono formati i corpi del Sistema solare”.

La missione della sonda

Grazie alle osservazioni compiute dagli strumenti di Osiris Rex, gli astronomi hanno rivelato un’altra caratteristica ancora sconosciuta di Bennu: l’asteroide ha una bassissima riflessività alla luce solare.
“E’ un corpo celeste molto scuro e presto potremo sapere quali materiali lo rendono tale”, spiega Brucato.
La sonda della Nasa sta attualmente sorvolando il polo nord, l’equatore e il polo sud di Bennu, mantenendo una distanza di 7 chilometri dalla superficie. Questa ricognizione permetterà agli strumenti di Osiris Rex di stimare la massa dell’asteroide e progettare l’orbita del satellite.

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